A Nichelino (To) per la festa del patrono san Marco il “Vangelo” di Pasolini

E’ ormai pronto il programma della “Festa di San Matteo” (16–26 settembre): l’appuntamento che a cavallo dell’equinozio d’autunno cadenza, da oltre trentacinque anni, le notti e le festività di  Nichelino, città di quasi 50.000 abitanti situata nella cintura metropolitana di Torino.
Come si legge nel sito del Comune (www.comune.nichelino.to.it), Matteo è il santo al quale i nichelinesi rivolsero invocazioni di pace e di salvezza nel settembre del 1706, durante il duro assedio francese che interessò tutta l’area. Dopo il ritiro delle truppe transalpine (6 settembre), gli abitanti di Nichelino vollero ringraziare il santo e il 21 settembre elevarono una cappella a lui intitolata, eleggendolo al rango di Patrono. I festeggiamenti di San Matteo assunsero toni solenni a partire dal 1730, quando la cappella del Santo divenne anche sede di Parrocchia. Era una festa di tutta la comunità che coinvolgeva autorità ecclesiastiche e civili, con “triduo” iniziale di predicazione nella chiesa della SS. Trinità, processione, manifestazioni e scambi commerciali.
La sua coincidenza con i giorni dell’equinozio d’autunno ne faceva anche un commiato dall’estate, dai pomeriggi di bagni nel Sangone (allora era possibile la balneazione), e insieme diveniva una sorta di “benvenuto” ai colori e agli umori dell’autunno, stagione di riflessione  e di vendemmia.
L’edizione 2016 di “San Matteo” propone molte e variegate iniziative, tra una fiera commerciale-artigianale, spettacoli, mostre, iniziative per bambini. Ed è degno di nota che nel programma sia prevista il 22 settembre anche la proiezione del film
Il Vangelo secondo Matteo, accolto dalle parrocchie della città e commentato per l’occasione dal sacerdote Franco Padrevita. Ne dà notizia il sito www.nichelino.com, in cui si rimarca come quel capolavoro, realizzato da un ateo dichiaratamente marxista, sia con tutta la probabilità  «il miglior film su Gesù mai girato», come ha scritto nel 2014 l’“Osservatore Romano”.  

A Nichelino “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini
redazionale

www.nichelino.com – 18 settembre 2016

Irazoqui impegnato nella lettura delle "Lettere dal carcere" di Antonio Gramsci durante le riprese del "Vangelo" (1964)
Irazoqui impegnato nella lettura delle “Lettere dal carcere” di Antonio Gramsci durante le riprese del “Vangelo” (1964)

Anche quest’anno le parrocchie di Nichelino, in occasione dei festeggiamenti patronali, propongono una serata di riflessione sull’evangelista Matteo attraverso la storia dell’arte. Dopo la Pittura e la Musica è ora la volta del Cinema.
L’incontro, dedicato al film Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, è in programma giovedì 22 settembre 2016 alle ore 21 nel salone della parrocchia Madonna della Fiducia e sarà guidato da don Franco Padrevita, esperto in comunicazioni sociali e media.
È l’opera di un ateo marxista che si mette a fare un film su Gesù. Presentata nel 1964 alla Mostra del Cinema di Venezia, la pellicola di Pasolini venne accolta tra scalpore e riserve, ma oltre a ricevere il premio del Leone d’Argento venne ben presto sdoganata negli ambienti cattolici (… come all’epoca certe canzoni di Guccini e De Andrè) per entrare a pieno titolo nel circuito e nei cineforum delle sale cinematografiche parrocchiali.
La decisione di girare il film Pasolini l’aveva presa due anni prima ad Assisi, dove era stato invitato come relatore ad un convegno che venne interrotto per l’imprevista visita nella cittadina umbra di Papa Giovanni XXIII. Il regista, seppur invitato, non volle incontrare il Papa e quel giorno se ne restò chiuso in camera. Sul comodino, come in tutte le stanze della foresteria del convento dove alloggiava, c’era un’edizione del Vangelo di Matteo. Sfogliò l’opuscolo, poi lo lesse tutto d’un fiato. Fu come folgorato da quel testo: «Farò un film sul Vangelo di Matteo», disse la sera stessa.
Scelse attori non professionisti: la figura di Gesù era interpretata da Enrique Irazoqui giovane sindacalista catalano antifranchista, mentre la Madonna anziana era impersonata dalla madre di Pasolini. In alcune scene comparivano anche alcuni intellettuali amici del regista, come la scrittrice Natalia Ginzburg nei panni di Maria di Betania. Molte scene furono girate nei Sassi di Matera; le comparse e diversi personaggi erano contadini del posto.
Ne uscì un capolavoro che resta nella storia del cinema. «Probabilmente il miglior film su Gesù mai girato», ha scritto due anni fa l’“Osservatore Romano” in occasione del 50.mo dell’uscita del Vangelo secondo Matteo.