Ultimi giorni per la mostra sulle foto di Letizia Battaglia al MAXXI di Roma

Ancora pochi giorni per visitare la straordinaria mostra Per pura passione intitolata dal MAXXI di Roma a Letizia Battaglia (chiusura il 17 aprile 2017). Una rassegna monografica di duecento scatti  che vede protagonista una delle figure più importanti e complesse della fotografia contemporanea e che ha l’innegabile pregio di evocare, oltre all’opera dell’artista, anche il suo vissuto, riproducendone le tante sfaccettature, ben oltre l’immagine corrente di “fotografa della mafia”.

Una donna e la fotografia. Letizia Battaglia a Roma
di Lori Adragna

www.artribune.com – 5 aprile 2017

Finalmente un riconoscimento, da parte di una grande istituzione italiana quale il MAXXI, a una delle figure più importanti della fotografia contemporanea. Parliamo di Letizia Battaglia (Palermo, 1935), celebre in tutto il mondo – tanto da essere stata la prima donna e fotografa europea a ricevere il prestigioso The W. Eugene Smith Award – ma in passato trascurata dal Belpaese.  «In certi periodi – racconta Battaglia – fosse stato per questo Paese avrei potuto vivere nell’indigenza. Il vero problema è che sono diventata famosa per le foto sulla mafia; così mi avevano disegnato attorno un’aura di personaggio imbarazzante, scomodo». Un certo sistema non le perdonava, poi, «di aver fatto politica attiva, appassionata di Palermo e del verde». Persuasa del valore dell’impegno civile come fattore di cambiamento, sempre in prima linea, ha messo il suo talento al servizio di molteplici cause: dal dibattito sulla donna alla denuncia del malaffare, alle questioni ambientali e ai diritti dei carcerati.

Ritratto di Letizia Battaglia
Ritratto di Letizia Battaglia

La mostra
La rassegna monografica al MAXXI, dopo l’antologica a Cantieri della Zisa di Palermo, nonostante qualche lieve difetto nell’allestimento – primo tra tutti la illuminazione –,  va oltre lo stereotipo di “fotografa della mafia” che accompagna la Battaglia: dai coraggiosi reportage all’impegno sociale, dall’attività teatrale, artistica, cinematografica ed editoriale fino alla recente istituzione del Centro internazionale di fotografia a Palermo, sogno che la Battaglia accarezzava da anni e che proprio in questi giorni sembra diventato realtà.
In esposizione al MAXXI duecento fotografie, provini e vintage print inediti, cui si aggiungono documenti, riviste, pubblicazioni, film e interviste che rappresentano un compendio del lavoro di questa straordinaria testimone della vita e della società italiane, prima donna fotografa a mettere piede nella redazione di un giornale, il quotidiano “L’Ora”.
Le crude immagini in bianco e nero, enfatizzando i soggetti in primo piano con una struttura compositiva che tende a coinvolgere lo spettatore, racchiudono la decisa urgenza del fotoreporter e insieme la sensibile pietas dello sguardo femminile. Hanno testa e hanno cuore. «Fatti, storie, persone che mi sono presa attraverso la fotografia sono in rapporto indissolubile al mio essere donna, al mio essere persona», afferma l’artista.

Paolo Borsellino e Letizia Battaglia
Paolo Borsellino e Letizia Battaglia

Obiettivo su Palermo
L’installazione Anthologia è composta da foto di grandi dimensioni sospese al soffitto, a tratti incombenti, che trasformano lo spazio in una sorta di percorso dedaleo. Dagli omicidi di mafia, con i volti di Piersanti Mattarella, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, alla tragica bellezza dei bambini nei quartieri degradati di Palermo; dalle processioni religiose allo sfacelo delle coste siciliane; dagli scontri in piazza a Milano negli Anni Settanta ai ritratti di Pier Paolo Pasolini e Franca Rame. E ancora: la Palermo dell’alta borghesia e dei palazzi nobili. Una straordinaria serie inedita è quella realizzata nel 1983 all’ospedale psichiatrico di Via Pindemonte a Palermo. Imperdibili i video: quello della Battaglia in colloquio con Franco Maresco o quello tratto da un tg con Joe Marrazzo che la intervista. Lei, giovanissima, mentre provocatoriamente allestisce nella piazza di Corleone la sua mostra di morti ammazzati per mafia, sotto gli occhi di Luciano Liggio.