“Pasolini Callas”. In collaborazione con il CSPPP un convegno a Verona

Dal 21 aprile al 10 maggio 2015 il Comune di Verona, con il progetto Pasolini in forma di rosa, ha omaggiato Pier Paolo Pasolini, il grande poeta, scrittore e regista, a quarant’anni dalla scomparsa. L’occasione per ricordarlo è stata colta anche dal Festival Internazionale Scaligero Maria Callas che per la sua seconda edizione,  in collaborazione con il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia, ha pensato di dedicare un pomeriggio di riflessione al sodalizio umano e artistico tra Maria Callas e Pasolini, collocato all’interno del ciclo complessivo di appuntamenti e conferenze Maria Callas e Giuseppe Verdi che fino ad agosto 2015 vedrà la partecipazione di importanti musicologi e artisti di fama internazionale, confermando la città scaligera cuore della lirica mondiale.
L’incontro, che si intitola appunto Pasolini Callas: il canto del ritorno e l’amore impossibile, è in programma giovedì 21 maggio dalle ore 17.00, presso la Sala Convegni della Gran Guardia, e, come per tutte le iniziative del Festival, si svolge in collaborazione con il Banco Popolare, con i patrocini della Regione Veneto, del Comune e della Provincia di Verona, del Comune di Busseto, della Fondazione Giorgio Zanotto, della Fondazione Arena di Verona, dell’Accademia Filarmonica di Verona, della Società Letteraria di Verona e dell’Associazione Verona Lirica, istituzioni di prestigio cui si unisce anche la partnership della Warner Classics, che in tutte le attività del Festival consentirà l’ascolto esclusivo delle incisioni di Maria Callas.
Per l’appuntamento strettamente pasoliniano di giovedì 21 maggio, interverranno Rosario Russo, presidente Commissione Cultura del Comune di Verona, Angela Felice, direttore del Centro Studi Pier Paolo Pasolini, con l’intervento Parole in versi di Pier Paolo a Maria. Appunti e suggestioni,  Italo Moscati, scrittore, regista e sceneggiatore, con l’intervento … la tua voce mi viene dal cosmo, e Paola Tonussi, scrittrice, con l’intervento Il canto negato. Vi sarà inoltre la lettura di alcune poesie dedicate da Pier Paolo a Maria e affidate alla voce dell’attore Fabiano Fantini.
Introdurrà l’incontro il Maestro Nicola Guerini, direttore d’orchestra e presidente del Festival Internazionale Scaligero Maria Callas.

Manifesto
“Pasolini Callas” – Manifesto

Il connubio tra Maria Callas e Pier Paolo Pasolini si deve al film Medea del 1969, basato sull’omonima tragedia di Euripide e girato tra Göreme, la laguna di Grado, Pisa e Cinecittà. Pasolini si concentrò particolarmente sul viso e sulle espressioni di Medea, più che sui dialoghi, scegliendo volontariamente di eliminare ogni traccia di cantato. Il poeta interpretò infatti Medea come archetipo di donna arcaica e sacra; allo stesso modo sentì Maria Callas, rappresentandola scevra da suggestioni estetiche, in una sorta di tempo sospeso al di fuori del tempo e della razionalità.
Ne Il sogno del centauro [a cura di Jean Duflot, Editori Riuniti, Roma 1983] lo stesso Pasolini definì Medea “un’esclusa”, che, sradicata dalla sua terra, non riesce ad integrarsi a Corinto e vive segregata nel palazzo con la sola compagnia di alcune ancelle. Il travaglio di Medea, oltre che di natura amorosa, deriva anche dall’incapacità degli abitanti di Corinto di accettare la sua diversità, di integrare la cultura della sua remota Colchide. Corinto emargina in primo luogo una donna depositaria di un remoto sapere del corpo e della terra. Nella rappresentazione del mito di Medea è così possibile scorgere un tratto ricorrente nella storia dell’uomo, cioè la tendenza a fare dell’individuo “diverso” un capro espiatorio.
La prima del film ebbe luogo a Roma nel gennaio 1970, ma non conobbe un’accoglienza calorosa da parte della critica. Solo negli anni Ottanta questa complessa pellicola iniziò ad essere riconsiderata e rivalutata, confermando Pasolini grande regista italiano.
L’incontro tra la Callas e Pasolini sancì anche l’inizio di una profonda amicizia, in cui la musica e la letteratura si unirono nell’arte della vita, tanto che tra i due, dopo diversi viaggi, molte lettere scambiate, dieci poesie e una serie di ritratti realizzati da Pier Paolo per Maria, si parlò addirittura di amore impossibile. E’ questo uno dei messaggi del regista Italo Moscati, che nel suo film documentario del 2008 Non solo  voce. Trent’anni dalla morte di Maria Callas (verrà proiettato al termine dell’incontro) presenta Maria Callas quasi come una Medea, delusa e sola nel dolore  per la nostalgia del grande amore.
Il filmato, motivato dal ricordo e dall’attualità del mito di Maria Callas,  inizia infatti proprio dalla morte del grande soprano greco e in particolare dal lancio delle sue ceneri nel Mar Egeo, come da sua precisa disposizione. Il messaggio del regista, così come quello della “voce, e non solo” della Callas, muove intense emozioni, perché rappresenta un grande e umano anelito d’amore.

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