PPP calciatore a Verona nel 1972, di Claudio Beccalossi

Sul sito www.unmondoditaliani.com, in data 13 gennaio 2015, Claudio Beccalossi rievoca un fugace incontro con Pier Paolo Pasolini al termine di una partita di calcio disputata a scopo benefico allo stadio “Bentegodi” di Verona nel 1972. Riuscì a farsi fare un autografo, che da allora conserva – dice – “come una reliquia, come la traccia visibile d’un fugace incontro, come un fumoso ricordo incarnato”. Da questo scritto riportiamo qualche stralcio significativo, che aiuta a ricostruire non solo il momento del frettoloso contatto tra il grande scrittore e un suo ammiratore, ma anche le vicende della squadra di calcio di artisti-calciatori a scopo filantropico di cui, agli inizi, Pasolini fu anima e capitano.
Un grazie a Mina Cappussi, responsabile della testata online, per la gentile concessione.

Un ricordo di Pasolini calciatore
di Claudio Beccalossi
www.unmondoditaliani.com/inedito–esclusivo-pier-paolo-pasolini-un-ricordo-breve-personale-a-quarantanni-dalla-morte20150113.htm
13 gennaio 2015

[…] Aspettavo all’uscita degli spogliatoi i big dello spettacolo della Nazionale di Calcio Attori e Cantanti che, in un’imprecisa serata del 1972, avevano appena disputato una partita benefica nello stadio “Marcantonio Bentegodi” di Verona. Volevo accaparrarmi qualche loro autografo, com’era mia “mania” allora. Infatti, nella calca che imperversava, riuscii ad avvicinare e a farmi rilasciare le firme di Enrico Montesano (nato a Roma il 7 giugno 1945) e, appunto, di Pier Paolo Pasolini, mentre mi sfuggì quella di Little Tony (nome d’arte di Antonio Ciacci, Tivoli, 9 febbraio 1941 – Roma, 27 maggio 2013) per l’eccessiva “esuberanza” a lui attorno delle tante fans particolarmente… assatanate nell’abbracciare (e baciare, non solo innocentemente sulle guance) il loro beniamino.
I conti tornavano… La squadra calcistica dei personaggi dello spettacolo (non la Nazionale Italiana Cantanti concretizzata più tardi, nel 1981, per impulso motore del paroliere Mogol, al secolo Giulio Rapetti), in origine, era capitanata proprio da Pier Paolo Pasolini, notoriamente appassionato di football. Nella compagine primaria figuravano pure Ninetto Davoli, Franco Citti, Ugo Tognazzi, Franco Nero, i già citati Enrico Montesano e Little Tony, Sergio Leonardi, Enzo Cerusico, Philippe Leroy, Max Dean, Antonio Sabato, Tony Santagata, Giorgio Bracardi, Gianni Nazzaro, Maurizio Merli, Stelvio Cipriani. La formazione nazionale, all’epoca, si chiamava Attori e Cantanti e s’era affinata dilettandosi a calcio soprattutto nei campetti di periferia, così, per semplice divertimento.
L’improvvisata combriccola trovò nuovi impulsi dal coordinamento avviato da Livio Lozzi, nel 1970, verso intenzioni solidaristiche che proseguono tuttora. Essendo avvezzo all’organizzazione di eventi calcistici a sfondo benefico, Lozzi s’avvalse del supporto di Pasolini mettendo così insieme la prima associazione sportiva di celebrità italiane del palcoscenico e dintorni denominata “Trofeo della Pace Artisti Calciatori”. Le stesse magliette indossate per le competizioni andavano in sintonia con gli ideali di fratellanza, dato che mettevano in bella mostra un “Trofeo della Pace”, cioè un albero d’ulivo con cinque mani.
Nel 1978 l’équipe mutò identità in Nazionale di Calcio degli Artisti inglobando, in seguito, tutta una serie di “soliti noti” col pallino del calcio … filantropico, tra cui Carlo Verdone, gli indimenticabili Massimo Troisi, Mino Reitano e Raimondo Vianello, poi Francesco Nuti, Lino Banfi, Nino D’Angelo, Claudio Amendola, Gianni Morandi, Raoul Bova, Fabrizio Frizzi, Massimo Giletti, Corrado Tedeschi, Umberto Tozzi, Christian De Sica, Maurizio Mattioli, Pino Insegno, Giulio Scarpati e tanti altri ancora.
Nel 1983 Lozzi avanzò a Mogol una proposta di collaborazione con la Nazionale Italiana Cantanti ed il paroliere gli presentò il suo braccio destro Gianluca Pecchini, manager di squadre sportive “infatuato” della musica, per concordare le modalità dell’affiancamento, destinato però a durare poco. Il “divorzio” successivo fece “trasformare” il nome da Nazionale di Calcio degli Artisti a Nazionale Calcio Attori. E nel 1989, in seguito all’incontro tra lo stesso Lozzi ed il cantante Tony Santagata con il frate priore dell’ospedale “Fatebenefratelli Villa San Pietro” di Roma, venne disposto di lanciare il “Derby per il Cuore” (assunto, poi, a “Derby del Cuore”), coinvolgendo i tifosi delle società calcistiche della Roma e della Lazio e diventando un avvincente evento a cadenza annuale. Nell’evoluzione successiva la Nazionale Calcio Attori s’identificò in Nuova Nazionale Calcio Attori, raggrumando più di 90 celebrità e giocando una trentina di partite all’anno, dai proventi completamente devoluti in beneficenza. Nel 2011 si svolse il primo “Derby dei Campioni del Cuore”, trasmesso dalla Rai con un esplosivo successo di presenze, share ed incassi.

Pasolini in campo. Alla sua sinistra  Mario Valdemarin
Pasolini in campo. Alla sua sinistra Mario Valdemarin

[…] Nel mio personale flash-back, in quel lungo attimo davanti a lui, con lui, Pier Paolo Pasolini  m’apparve smarrito e malinconico, timido e stranamente impreparato, come senza abitudine, alla gente che gli si faceva attorno. Con la faccia smunta abbozzata in un vago sorriso (stanco, triste, annoiato, di circostanza o chissà) di dolce comprensione, gentile e disponibile nel darmi retta e nel lasciarmi l’autografo. Una sorta di fermo immagine muto, senza parole dette o rammentate. Solo per una richiesta e concessa sua firma, destinata a viaggiare dall’allora all’adesso…
(editing a cura di Bartolomeo Alberico)