L’Idroscalo di Ostia,tra incuria, vandalismi e recupero ambientale (2009)

Monumento a Pasolini di Mario Rosati  a Ostia

L’Idroscalo di Ostia è legato al ricordo della terribile morte di Pasolini, che lì, in un “pratone” desolato, fu ucciso nella notte tra il 1^ e il 2 novembre 1975. Quel sito, oggi risistemato all’interno di un “ parco” e di un’area verde protetta, anche grazie alla cura e alla gestione della LIPU, è meta del costante pellegrinaggio di visitatori da tutto il mondo, che si raccolgono intorno al monumento di Mario Rosati eretto  in memoria sul luogo dell’assassinio. Si tratta di un recupero dignitoso che, tuttavia, è stato preceduto da una lunga e imbarazzante storia decennale di degrado e incuria, contro la quale si è battuto anche il web di “Pagine corsare”, raccogliendo tra il 1997 e il 1998 migliaia di firme per una petizione da inoltrare all’allora sindaco di Roma Francesco Rutelli.
Qui di seguito alcuni importanti documenti che, in ordine  cronologico, attestano non solo la lunga indifferenza delle istituzioni capitoline per uno dei più memorabili artisti italiani ma anche l’ostilità di Ostia nei confronti di Pasolini e dei monumenti che ne onorano la memoria. Dapprima vi è la notizia della mobilitazione di “Pagine corsare”, con il testo della petizione poi inviata il 2 novembre 1998 al Municipio di Roma;  a seguire,  la notizia della sistemazione a Ostia di un “porto di Roma” e di un “parco Pasolini” (2000);  la scheda sulla LIPU e la sua vocazione ambientalista; gli sfregi e i vandalismi inferti nel maggio 2005 ai monumenti dedicati a Pasolini  a Ostia, dove, oltre alla scultura di Rosati all’Idroscalo, esistono in ricordo dello scrittore la scultura del maestro Pietro Consagra, nella centrale piazza Anco Marzio, e la stele dello scultore Gaetano Gizzi, in piazza Gasparri. Su questi scempi intervengono con indignazione il giornalista Davide Desario e Angelo Bonelli, assessore all’ambiente della regione Lazio, che tra l’altro si è battuto –ma inutilmente- per la creazione di un Centro culturale Pasolini da ubicare nella michelangiolesca Tor San Michele, e nel 2002 si è fatto promotore anche di una iniziativa di aiuto concreto all’attore Franco Citti.
Per dovere di cronaca, va precisato che nel novembre 2005 il monumento di Rosati all’Idroscalo è stato inaugurato dopo il restauro che ha riparato i vandalismi di cui era stato oggetto pochi mesi prima.
Chiudono questa interessante ricostruzione storica le testimonianze di due visitatori di “Pagine corsare”, che hanno inviato i loro ricordi e le loro impressioni sull’Idroscalo di Ostia, teatro dell’ultimo respiro di un poeta.

Idroscalo di Ostia. Cronaca di un difficile recupero
a cura di “Pagine corsare” – aggiornamento al mese di ottobre 2009

Atto primo
ottobre 1997

Così un paese civile ricorda i propri poeti?

Fango, acquitrini, immondizia, sterpaglie, cemento divelto e totale abbandono; è questo il tributo che l’Italia dà a uno dei suoi più importanti poeti civili? Non c’è una targa che ricordi che in quel luogo, immutato da vent’anni, fu soppressa la persona e la poesia di Pier Paolo Pasolini; non c’è niente all’infuori del degrado e di un brutto monumento di cemento grezzo. E’ un luogo irreale, meta di chi non vuole dimenticare la voce che solo la violenza generata da una società altrettanto violenta ha fatto tacere.
Il Comune di Roma dovrebbe intervenire per sostituire, o almeno restaurare, quel monumento, e apportare alla segnaletica stradale cartelli che indichino con precisione il luogo. Nei giorni di pioggia, poi, si formano immensi acquitrini che rendono il terreno melmoso e la visita difficoltosa.
E’ stata redatta una petizione al Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, alla quale hanno aderito i visitatori di “Pagine corsare”. [La petizione stessa è stata inoltrata il 2 novembre 1998] Si darà a tutti informazione sull’esito che tale richiesta otterrà.

Idroscalo di Ostia. La scultura di mario Rosati nell'incuria

Idroscalo di Ostia. La scultura di Mario Rosati nell’incuria

Atto secondo
2 novembre 1998

la petizione di “Pagine corsare”

La sottoscrizione della petizione è conclusa. L’elenco degli aderenti-sottoscrittori è il primo degli allegati alla petizione al Sindaco di Roma che è stata inoltrata oggi. Tale elenco non è qui allegato poiché contiene gli indirizzi e-mail dei sottoscrittori, che non ritengo opportuno divulgare. A tutti coloro che hanno sottoscritto la petizione rinnovo il mio ringraziamento, assicurando che non appena in possesso di notizie sull’esito della petizione stessa ne informerò tempestivamente tutti coloro che hanno dato la loro adesione. [Angela Molteni]

Testo della petizione
al Sindaco di Roma Francesco Rutelli

Egregio Signor Sindaco,
siamo un gruppo di estimatori dell’opera artistica di Pier Paolo Pasolini. Le indirizziamo, da Roma e da diverse altre località d’Italia e di altri Paesi, la seguente   

PETIZIONE

certi di poter contare sulla sua attenzione di pubblico amministratore oltreché sulla sua sensibilità personale.
Abbiamo notizia, sia attraverso la stampa sia per averlo visitato personalmente, dello stato di degrado in cui versa il luogo dove Pasolini fu assassinato il 2 novembre 1975: un terreno incolto e irregolare, totalmente abbandonato, disseminato di immondizia: se piove per qualche ora, un acquitrino putrido. Non vi è inoltre alcuna indicazione che permetta di individuare agevolmente il posto.
Molto tempo fa vi venne posto un piccolo manufatto in cemento, ormai notevolmente lesionato soprattutto dagli agenti atmosferici, senza alcuna targa né una qualsiasi altra indicazione a ricordo di quel tragico avvenimento che aveva colpito una delle figure di intellettuale più rappresentativa di questo secolo. Abbiamo definito quel luogo e il disfacimento che lo caratterizza l’ultimo visibile oltraggio alle sofferenze di quel grande, per noi indimenticato poeta.
Non è nostra intenzione intervenire presso di lei con proteste che sarebbero peraltro del tutto legittime ancorché sterili: intendiamo invece con la presente invitarla formalmente ma fermamente a porre fine a quello che consideriamo un vero e proprio insulto alla memoria di Pier Paolo Pasolini.
Noi che amiamo questo poeta

CHIEDIAMO

·  che il luogo dov’è avvenuto il suo assassinio sia indicato nella segnaletica stradale e che sia raggiungibile anche nei giorni di pioggia, cosa che attualmente è alquanto difficoltosa;
·  che la stele in disfacimento sia opportunamente restaurata;
infine, poiché Pasolini dev’essere ricordato anzitutto per la sua poesia, chiediamo
·  che un frammento di quella stessa poesia sia inciso su una piccola lastra di marmo bianco da porre in quel luogo.
Riteniamo la richiesta, così come sopra formulata, più che ragionevole e pensiamo che, almeno nei termini indicati, costituisca nei confronti di Pier Paolo Pasolini il minimo, doveroso e dignitoso tributo dovutogli.
Confidiamo in un suo attivo interessamento e intervento, attendiamo notizie rispetto a quanto sopra esposto e la salutiamo distintamente.

Ostia, la michelangiolesca Torre di San Michele

Ostia, la michelangiolesca Torre di San Michele

Atto terzo
maggio 2000
prime risposte

Dopo due risposte interlocutorie del Ministero dei Beni Culturali (il Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, non ha mai risposto alla petizione), sono stati rilevati su Internet due documenti.  Riguardano la costruzione del “Porto di Roma” a Ostia e la sistemazione (“Parco Pasolini”) del terreno alle spalle del porto, quello stesso “pratone” dove avvenne l’assassinio del Poeta.

LIPU

Il Centro Habitat Mediterraneo LIPU è un’area umida costiera alla foce del Tevere, con pannelli, visite guidate e capanni, che guidano il visitatore al contatto diretto con gli ambienti tipici dell’habitat Mediterraneo (la macchia, la vegetazione della duna, gli stagni). Adulti, e in particolare bambini e portatori di handicap (in via di realizzazione strutture dedicate), potranno così godere di uno spazio verde ricchissimo di animali.
Sono circa 180 le specie di uccelli censite al Centro LIPU, tra cui il Gabbiano corso, la Spatola ed il Gambecchio frullino, gli affascinanti Cavaliere d’Italia, Fenicottero rosa e uno splendido esemplare di Egretta intermedia il primo avvistato in Italia. Da segnalare, tra i nidificanti, la rarissima Moretta tabaccata, il Gruccione, il Tarabusino, il Tuffetto ed il Cigno Reale. Saranno presto realizzate strutture didattiche e di ricerca.
All’interno dell’area si trova, prima circondato dai rifiuti ed ora dalla natura rifiorita, il monumento a Pasolini, ed inoltre un bunker della seconda guerra mondiale, la michelangiolesca Tor San Michele e poco lontano importanti scavi archeologici.
(dal sito web della LIPU – Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli)

Nota del Municipio XIII

La notte del 2 novembre del 1975, Pier Paolo Pasolini fu ucciso in un campo del degradato Idroscalo di Ostia, a pochi passi dallo squallido gruppo di casupole abusive. Suo assassino fu un ragazzo di 17 anni, Giuseppe Pelosi detto “Pino la rana”, per nulla differente dai giovani di borgata descritti dal contestato scrittore nei suoi libri. Il ragazzo lo massacrò a colpi di bastone per poi investirlo con la macchina di proprietà dello stesso Pasolini.
In quel luogo irreale, proprio sulla scena del delitto, lo scultore Mario Rosati ha scolpito un monumento dedicato alla sua memoria. E’ un’opera moderna in cemento grezzo, che per vent’anni è rimasta abbandonata a se stessa, isolata tra fango, acquitrini, immondizia e sterpaglie, senza una targa a ricordare ove furono soppresse la persona e la poesia di Pasolini. Due anni fa l’area dedicata al monumento è stata però completamente bonificata e sistemata. La scultura è ora inserita nel perimetro dell’oasi ecologica dov’è situato il Centro Habitat Mediterraneo della LIPU. Posta in un’area recintata, non è più circondata da rifiuti, ma dalla natura rifiorita. Un tempo quasi sconosciuta, sono in continuo aumento le persone che si recano a visitarla, anche grazie all’istituzione nelle immediate vicinanze del nuovo porto turistico di Roma (che attrae moltissimi turisti). Alla memoria di Pasolini è dedicata, sempre ad Ostia, un’altra scultura. Realizzata dal maestro Consagra l’opera è situata nella centralissima Piazza Anco Marzio.

Lido di Ostia, monumento di Mario Rosati alla memoria di Pasolini

Lido di Ostia, monumento di Mario Rosati alla memoria di Pasolini

Atto quarto
maggio 2005

Ostia, sfregiati i monumenti a Pasolini

di Davide Desario
“Il Messaggero” – 9 maggio 2005

Spray e martellate contro i monumenti a Pier Paolo Pasolini. Quello all’Idroscalo, nel luogo dove il grande poeta venne barbaramente ucciso, è stato nuovamente deturpato: qualcuno lo ha colpito di recente lasciando in terra, tra erbacce e rifiuti, le schegge dell’opera realizzata dallo scultore Mario Rosati. Poco distante, in piazza Gasparri, un’altra “aggressione”, anche peggiore: la stele dello scultore Gaetano Gizzi è stata imbrattata di vernice rossa con disegni fallici. Si è salvato soltanto il terzo monumento, quello nella centralissima piazza Anco Marzio.
E’ la conferma del difficile rapporto tra Ostia e Pier Paolo Pasolini. Una storiaccia che va avanti da trent’anni. All’indomani dell’assassinio, infatti, suscitò rabbia tra gli abitanti l’accostamento del Lido a quell’artista che in molti giudicavano “scomodo”.
Oggi basta fare una passeggiata, anche senza la vespa “cara” a Nanni Moretti, per rendersi conto che poco, davvero poco, è cambiato. Il monumento più vecchio è quello dell’Idroscalo. Per anni è stato abbandonato in un vergognoso degrado tra montagne di rifiuti e un pascolo di pecore e maiali: come non ricordare l’imbarazzo dei rappresentanti di Governo negli anni Ottanta quando il presidente francese Mitterrand, a Roma in visita ufficiale, chiese di poter visitare il luogo dove venne massacrato il poeta. Contro quel degrado venne lanciato un appello via internet dal sito www.pasolini.net che raccolse migliaia di sottoscrizioni da tutto il mondo.
L’ex presidente del XIII municipio, il diessino Massimo Di Somma, propose di realizzare nella vicina Tor San Michele il museo di Pasolini, ma l’idea è rimasta tale. Poi è arrivata la realizzazione del mirabolante Porto Turistico: i progettisti hanno ritagliato per Pasolini un «montarozzo spelacchiato e infernale», per dirlo alla Moravia, recintato alla meno peggio. Non deve esser stato difficile varcare quel portoncino sbilenco, tra tappetini d’auto abbandonati e avanzi di pizza, e accanirsi ancora una volta contro Pasolini e la sua memoria: «Le schegge di cemento sono ancora bianche – nota un vecchietto che vive nelle baracche dell’Idroscalo – è un lavoretto fatto di fresco».
Poche centinaia di metri più in là, da meno di due anni è tornata in piazza Gasparri una stele in ricordo del poeta: nel 1983 venne depositata abusivamente dallo scultore Gizzi e dai comitati cittadini che intendevano dare una dignità culturale ad un quartiere troppo spesso al centro delle cronache nere. Ma poi, in seguito al restyling della piazza (una delle “cento” della giunta Rutelli), durante i lavori la stele venne rotta e quindi rimossa. Soltanto nel 2002 un altro presidente del municipio. Davide Bordoni (trentenne di Forza Italia), dopo aver superato lo scetticismo dei suoi colleghi di maggioranza, è riuscito a ricontattare lo scultore e a riportare la sua opera in piazza, proprio al centro del parco. È lì, ancora senza targa. E in questi giorni (il rosso della vernice è “vivo”) qualcuno, forse uno dei ragazzi di strada dei terzo millennio, si è armato di una bomboletta spray e l’ha imbrattata con inequivocabili simboli fallici.
Si è salvato, viene da dire per ora, il terzo monumento, quello di piazza Anco Marzio. Quando nel ’93 venne decisa la sua collocazione al centro di Ostia, gli abitanti della zona protestarono a lungo.
«Di Pasolini si riempiono tutti la bocca ma poi nessuno fa niente – sbotta Bordoni. Noi, come municipio, ogni anno organizziamo iniziative in memoria dell’artista. E adesso interverremo subito per ripulire la stele di piazza Gasparri. Mi chiedo solo come mai in tutti questi anni nessuna istituzione abbia mai stanziato finanziamenti».

di Angelo Bonelli, 11 maggio 2005
“Alice”, settimanale on line n.54  – 11 maggio 2005

Preoccupa molto che gli ultimi danneggiamenti dei monumenti dedicati alla memoria di Pier Paolo Pasolini siano avvenuti immediatamente dopo le ultime rivelazioni di Pino Pelosi, vale a dire che l’assassinio di Pasolini possa essere stato premeditato e materialmente compiuto da un gruppo di persone. Evidentemente vi sono persone a cui dà ancora fastidio il ricordo di Pasolini e soprattutto del lento riemergere della verità sull’omicidio. Dopo tanti anni riemerge pubblicamente l’ipotesi mai sopita che Pasolini sia stato ucciso per le sue idee. Giusta quindi la riapertura del caso da parte della Procura che stavolta deve procedere fino in fondo per verificare il ruolo svolto in questa vicenda da personaggi provenienti da quel sottobosco delinquenziale legato alla destra eversiva e se vi siano state responsabilità da parte dei servizi segreti.
Quando ero presidente della XIII Circoscrizione fui promotore della realizzazione di un monumento (poi realizzato dall’artista Consagra e inaugurato nel 1993) e della sistemazione della Piazza ove venne in seguito collocato, superando le resistenze poste dalla maggioranza di centrodestra che seguì.
Ricordo anche di avere indetto, nel 1999, una petizione popolare per l’istituzione di un centro culturale dedicato all’opera artistica del grande poeta e regista presso Tor San Michele, la torre cinquecentesca realizzata su disegno di Michelangelo, sita presso la foce del Tevere, che da anni giace inutilizzata.

E’ forse il caso di rilanciare questa proposta: un centro dedicato a Pasolini sarebbe forse il modo migliore per onorare la sua memoria e tenere alti l’interesse e le ricerche che ruotano intorno alla sua opera.

Idroscalo di Ostia

Idroscalo di Ostia

Due ricordi

di Laura Bogliolo
[…] Mi hanno detto che non lontano c’è quel pezzo di terra dove ha finito di respirare Pasolini. Ci vado. Un fazzoletto di prato non molto curato. Separato dal ciglio della strada da una rete color ruggine. Si accede attraverso uno squarcio che fa da porta. Legato alla recinzione con 30 centimetri di filo di ferro. Quello fatto ad uncino. Sopra c’è appiccicato un foglio plastificato e sporco. A fatica riesco a leggere: ”Area protetta. Lipu… in ricordo di Pier Paolo Pasolini… si prega di tenere la zona pulita’.
Entro. Pochi metri e arrivo al ”rudere” in ricordo di Pasolini. Posso chiamare monumento un pezzo di pietra bianco sporco a forma di…? Devo ancora capire cosa rappresenti. Non c’è una targa, non c’è scritto niente. Solo un pezzo di pietra in fondo a un pezzo di prato. Ma c’è tanto spazio. Immagino già la scena: politici e amministratori ai lati del rudere in posa per la foto di gruppo il giorno dell’anniversario della morte di Pasolini. […]

di Marianna Buccafurni
La mattina del 2 novembre 1975 era una splendida giornata di sole. Percorrevo in auto il lungomare Toscanelli di Ostia a velocità moderata; era con me mio figlio di tre anni. Alla radio trasmettevano il giornale radio, e la prima notizia diffusa fu quella del ritrovamento del corpo senza vita di Pier Paolo Pasolini all’Idroscalo di Ostia.
Eravamo a poche centinaia di metri da quel luogo; la mia prima reazione istintiva fu di paura: ho subito visto nella mia mente il corpo di Pasolini coperto con un lenzuolo bianco, disteso in mezzo al fango e la sporcizia: così era davvero, seppi più tardi.
La rabbia, poi, mi strinse lo stomaco e mi chiesi sino a che punto possa arrivare l’istinto dell’uomo in certi momenti. Non riuscivo a trovare una risposta. Volevo andare sul luogo di quella tragica morte, ma arrivata a piazza Gasparri (la piazza dove anni dopo hanno messo un piccolo monumento dedicato a Pasolini, monumento oggi quasi distrutto dai vandali e dall’incuria) mi sono accorta che non si poteva passare: c’era un cordone di carabinieri e polizia che circondava la zona.
Ho lasciato l’auto sul lungomare ed a piedi sono andata a casa di mia madre, che era lì vicino. Quel giorno, quel 2 novembre 1975, ero andata ad Ostia per la ricorrenza dei morti: pochi mesi prima era morto mio padre. Aveva la stessa età di Pasolini.
Quando arrivammo da mia madre, dopo aver attraversato a fatica il posto di blocco di carabinieri e polizia, che controllarono dove andavamo, lei non sapeva ancora di quel delitto così vicino a casa sua. Era presa dai suoi problemi di solitudine, in quel giorno dedicato ai morti. Stava preparando i fiori per portarli al suo uomo al cimitero vicino agli scavi di Ostia Antica, dove era sepolto. Le ho solo detto quanto mi sembrasse assurdo che un ragazzo così giovane avesse tutta quella forza materiale per contrastare un uomo fino al punto di ucciderlo.
Avevo le lacrime agli occhi. Ero consapevole che avevamo perso oltre al Pasolini scrittore, regista, uomo di cultura, soprattutto il Pasolini uomo. In quel periodo leggevo con interesse i suoi articoli sui quotidiani, dove affrontava temi reali, delle persone che vivevano (e forse vivono ancora oggi) una realtà di vita degradante, nelle borgate romane, e l’avevo sentito vicino, perché quella realtà era stata anche la mia sino all’anno prima. Ero emozionata, dolorosamente emozionata, per quello che era accaduto lì vicino.
Mio figlio mi chiese perché piangessi. Lo presi sulle ginocchia e gli spiegai con parole semplici che era morto un uomo al quale volevo bene.
Quel 2 novembre 1975 ha lasciato un segno nella mia vita, nella vita di una donna che aveva 23 anni ed un figlio, donna che era il primo anno che andava al cimitero per la ricorrenza dei morti a portare i fiori sulla tomba del padre, donna che si era avvicinata da poco tempo ai problemi politici e sociali, che aveva scoperto Pasolini, un uomo con il coraggio di schierarsi dalla parte dei più deboli.

 

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