Alla “Casa delle Culture” di Roma la camera ardente di PPP (2006)

Camera ardente alla "Casa delle Culture" di Roma. Sullo sfondo Enrico Berlinguer

La “Casa delle Culture” di Roma, storica associazione fondata nel 1962 come punto di riferimento della Sinistra e del mondo cattolico democratico, ospitò la camera ardente di Pasolini in occasione dei suoi funerali romani. E’ sita tuttora in via Crisogono 45 (www.casadelleculture.net), una sede in cui si era spostata nel 1995 dopo un’odissea di trasferimenti nel territorio urbano della Capitale rispetto al luogo originario di via della Colonna Antonina. Franco Ottaviano, in un articolo del 2006, ricostruisce la storia dei vari trasferimenti della “Casa”, che in quello stesso anno ha rischiato lo sfratto da via Crisogono, sfratto poi di fatto  scongiurato.

La “Casa delle Culture” di Roma, che ospitò la camera ardente di Pasolini, rischia di perdere la sede, messa all’asta dalla Regione
di Franco Ottaviano

“Aprile online” – dicembre 2006

La Casa delle Culture, associazione più che trentennale, rischia di essere cancellata dalla storia della città di Roma. La sede di via San Crisogono, in seguito alle cartolarizzazioni volute dalla Regione Lazio, è stata messa all’asta. È l’epilogo di una lunga vicenda. Sin dal 1994, quando l’associazione fu costretta a lasciare la storica sede di largo Argentina, la Casa delle Culture chiese di avere in assegnazione dal Comune di Roma una sede. Gli impegni assunti non ebbero alcun seguito. L’associazione, informata l’amministrazione capitolina, si stabilì nei locali di via San Crisogono, dagli anni Ottanta già occupati da altre associazioni e in stato di totale abbandono. I locali furono ristrutturati da volontari e inaugurati nel gennaio del 1995 con la presentazione del libro di Giorgio Napolitano Dove va la Repubblica, presentazione alla quale parteciparono oltre all’autore Francesco Rutelli, allora sindaco di Roma, Antonio Maccanico e Rosa Russo Jervolino.
Seguirono numerose sollecitazioni per ottenere una regolare assegnazione della sede. Passaggio decisivo anche per procedere ad una ristrutturazione più “robusta”, adeguata alle caratteristiche dell’associazione. Nulla di fatto, data  l’incertezza sulla proprietà dei locali ex Pio Istituto. In conseguenza della Riforma sanitaria i locali passarono dalla gestione del Comune di Roma alle competenze della Regione Lazio che ha proceduto alla cartolarizzazione di tutte le proprietà ex Pio Istituto, cedendo l’intero fondo immobiliare alla Banca Nazionale del lavoro.
La Casa della cultura di Roma nasce nel 1962. Nella sua prima sede, in via della Colonna Antonina, nasce come associazione promossa da intellettuali che si richiamano alle forze politiche della sinistra e ai cattolici democratici. Vi partecipano esponenti del Pci, della Sinistra socialista, dei cattolici democratici e della Sinistra indipendente. Il modello è quello della Casa delle Culture di Milano e ha come principale ispiratrice Rossana Rossanda, allora responsabile della Commissione culturale del Pci. Si caratterizza da subito come centro di dibattiti, iniziative culturali, mostre e presentazione di libri, e  si impegna a costruire un rapporto tra le forze culturali e l’impegno sociale e civile. Negli anni della guerra del Vietnam dà vita al Comitato contro la guerra del Vietnam.
Qualche anno dopo la sua costituzione si trasferisce a via del Corso e successivamente a Largo Arenula. Tra le mura della Casa sono andati in scena momenti storici, come l’incontro del segretario del Pci Luigi Longo con il movimento studentesco e la camera ardente di Pier Paolo Pasolini.

La "Casa delle Culture" oggi.

La “Casa delle Culture” oggi.

Le vicende della Sinistra italiana si ripercuotono negli assetti dell’associazione. Negli anni Ottanta si registrano il difficile rapporto tra il Pci e il Psi di Craxi, la fine dell’esperienza della Sinistra indipendente, e ancora, all’inizio degli anni Novanta, la trasformazione del Pci in Pds e la nascita di Rifondazione Comunista.
La diaspora a Sinistra rende inevitabile il passaggio a una piena autonomia dai partiti. Nel 1992, a significare la volontà di mantenere aperto il dialogo tra tutte le forze della Sinistra e tutte le sue culture, l’associazione assume il nome di Casa delle culture e avvia una fase di totale autonomia finanziaria e organizzativa. Tutto il lavoro dell’associazione si fonda quindi sul volontariato e sull’impegno generoso di soggetti che non si riconoscono più nella militanza organica ad un partito della Sinistra ma ne sollecitano la ricomposizione. Un impegno di frontiera che colloca la Casa delle Culture in un costante dialogo tra soggetti politici e movimenti, tra politica, cultura, impegno sociale e civile. Nel 1994 hanno avuto inizio le vicissitudini, la “cacciata” da Largo Argentina e la ristrutturazione autonoma di via San Crisogono, poi la messa all’asta della sede che era diventata uno spazio aperto a tutti: associazioni, forze sociali e movimenti.
Per la caratteristica dei nuovi locali accanto alle tradizionali attività si affianca una intensa attività teatrale promossa con il concorso di varie compagnie, prima con il Meta-Teatro e oggi con la Compagnia Ginepro Nannelli. Attività che, per l’allargamento verso il sociale e il politico, negli ultimi anni aveva riscosso un notevole successo di pubblico.

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