Omaggi a PPP  nel novembre 2000, a 25 anni dalla morte

Pier Paolo Pasolini

Un piccolo resoconto di alcune iniziative progettate in Italia nel novembre 2000, a 25 anni dalla morte di Pasolini. Nel suo ricordo sono state realizzate commemorazioni all’Idroscalo di Ostia, trasmissioni televisive, convegni, occasioni di spettacolo musicale, di cui “Pagine corsare” ha dato conto in sintesi.

2 novembre 1975 – 2 novembre 2000
Omaggi a P.P. Pasolini

1.Omaggio a Pier Paolo Pasolini dalle emittenti televisive

“Primo piano”, l’approfondimento del Tg3, ha dedicato il 2 novembre 2000 uno speciale alla morte di Pier Paolo Pasolini,  comprendente la visita al museo criminologico e la riapertura degli scatoloni contenenti gli oggetti ritrovati sulla scena del delitto.
Il 3 novembre Raidue manderà in onda per “Avvenimenti”, alle ore 1.40, lo special Pier Paolo Pasolini: un poeta scomodo.
Retequattro ha invece presentato Teorema, alle 2.30, e il documentario Comizi d’amore alle 4.20.
Su Cinecinemas 1 e 2 sono invece andati in onda più appuntamenti: uno speciale, a partire dalle 19.30, con interviste, ricordi, un dibattito e la visione di materiali inediti; in seguito, le versioni integrali di Salò, Il Decameron e I racconti di Canterbury, oltre al documentario Chi dice la verità è perduto.
Alcuni spazi sono stati riservati anche su Raisat, con documentari e la rilettura ad opera di Guido Davico Bonino e Sandro Lombardi del meglio della produzione teatrale pasoliniana, e su Inn, il canale news del gruppo Sitcom.
Tele+ ha commissionato per tempo una serie di “riletture” pasoliniane della realtà attuale, affidate ad alcuni fra i più interessanti esponenti del nuovo cinema italiano degli ultimi anni. Ne sono nati sei film, la cui durata va dai 4 ai 60 minuti, accomunati dal principio di trarre ispirazione da Pasolini e non su Pasolini. Gli autori, tutti egualmente ispirati dalla lezione di un maestro, si sono dunque cimentati nell’opera: Bruno Bigoni, che ha realizzato una versione 2000 di Comizi d’amore; Davide Ferrario con un personalissimo “remake” di La rabbia; Guido Chiesa per una riproposizione eretica dei provini di Salò; Daniele Vicari immaginando un sogno di Stracci, il protagonista di La ricotta;  Ciprì e Maresco (gli autori forse più pasoliniani oggi in circolazione), che hanno ricostruito un soggiorno di Pasolini a Palermo. Questi filmati saranno introdotti nel corso della maratona notturna sulla pay-tv (il 2 novembre a partire dalle 21), da una sigla animata di Gianluigi Toccafondo ispirata ad alcuni versi del Poeta. Tra un film e l’altro inoltre Tatti Sanguineti e Sandro Veronesi (recente vincitore del premio Viareggio e del Campiello) propongono una serie di testimonianze, frammenti, pensieri e documenti inediti su PPP.
Più convenzionale, ma da seguire, la programmazione di altre emittenti. Sulle reti Mediaset un omaggio con una rassegna dei film più famosi e poi, da rivedere su Retequattro, il bel film di Marco Tullio Giordana del ’95, Pasolini, un delitto italiano, in cui vengono esposti i dubbi e le ombre che ancora pesano sull’assassinio dello scrittore. Il regista del recente I cento passi è l’unico a essersi cimentato con la figura di Pasolini, oltre ad Antonello Grimaldi, autore di Nerolio.
La Rai affida alle sue reti satellitari le celebrazioni pasoliniane, che sono numerose: da segnalare su Raisat Album un’antologia delle più significative testimonianze televisive di Pasolini; su Raisat Cinema il documentario Pasolini 1975 di Leopoldo Santovincenzo, che include, tra altre cose, l’ultima intervista televisiva a Pasolini registrata a Parigi il 31 ottobre 1975; su Raisat Show il documentario in cui il critico Guido Davico Bonino e l’attore Sandro Lombardi rileggono le pagine più importanti della produzione teatrale pasoliniana, spesso trascurata.
Infine CineCinemas 1 trasmette a partire dalle 19.30 una serata introdotta da Enzo Siciliano sul rapporto tra Pasolini e la censura con alcuni materiali inediti dai tagli degli anni ’70. A seguire i film più “scandalosi” di PPP,  tra i quali alle 23.30, per la prima volta in tv in versione integrale, Salò o le 120 giornate di Sodoma.

Pasolini sul set de "Il fiore delle Mille e una notte" (1973). Fotografia di Roberto Villa

Pasolini sul set de “Il fiore delle Mille e una notte” (1973). Fotografia di Roberto Villa

2. Il poeta con la macchina da presa 
Omaggio di Roma a Pier Paolo Pasolini (FICC e Scuola di Cinema)
di Susanna Zirizzotti

Il Circolo Romano del Cinema “Riccardo Napolitano” (FICC) e la Scuola nazionale di Cinema-Cineteca nazionale  propongono al pubblico romano – dopo molti  anni di assenza  dagli schermi cinematografici – una rassegna  delle opere di  Pier Paolo Pasolini.
La manifestazione intitolata Il poeta con la macchina da presa – Omaggio a Pier Paolo Pasolini   avrà inizio lunedì 13 novembre 2005 alle ore 18 e andrà avanti fino a venerdì 17 novembre al Cinema Farnese a piazza Campo de’ Fiori. La rassegna sarà presentata da rappresentanti della Scuola Nazionale di Cinema e del Circolo Romano insieme al curatore del catalogo.
Gli organizzatori per consentire a un pubblico più vasto la visione dei film hanno previsto l’ingresso gratuito e la disponibilità anche di una copia del catalogo in omaggio,di cui qui di seguito è proposta l’introduzione firmata da Lino Miccichè.

Introduzione al Catalogo
di Lino Miccichè

Credo che il profluvio bibliografico sulla figura e sull’opera di Pier Paolo Pasolini, già rilevante quando il poeta era ancora in vita, abbia subìto, successivamente a quel novembre ’75 che lo vide assassinato su un brullo terreno della lontana periferia ostiense, una spinta alluvionale: dalle dettagliate cronache delle sue troppe persecuzioni giudiziarie alle molte monografie sui suoi versi, romanzi e film, da una biografia maniacalmente dettagliatissima, monumentale quanto lontana dal risolvere l’enigma di una vita parzialmente vissuta ai limiti della notte, alle recenti edizioni di Tutte le opere, dagli studi sul giovane Pasolini, promossi dagli amici di Casarsa, alla pubblicazione, a molti anni dalla morte, di un testo narrativo ancora in progress, che non sappiamo quanto (e come) lo scrittore avrebbe voluto pubblicato, dalle decine e decine di tesi di laurea e di dottorato alle decine di congressi e convegni sull’artista così precocemente, e tragicamente, scomparso, dalle dispense universitarie alle amorevoli pubblicazioni promosse da Laura Betti al “Fondo Pier Paolo Pasolini”, dai film alle trasmissioni televisive su di lui, pochi tra i recenti autori, e non solo in Italia, possono vantare, a soli cinque lustri dalla morte, una così vasta messe di testimonianze, interpretazioni, rievocazioni, ricostruzioni, analisi.
Anche se, mi è già accaduto di rilevarlo, nessuno ha finora saputo o potuto muoversi contemporaneamente, con la dovuta sintesi e il necessario equilibrio, tra i versi del poeta, i romanzi del narratore, i saggi dello studioso, i film del cineasta, le pièce del drammaturgo, le invettive del prosatore civile, le note del critico, le testimonianze dell’intellettuale. Segno questo, oggettivo, mi sembra, della permanente difficoltà di un approccio organico e totale a un ingegno così multiforme, da non rientrare nei limiti di alcun ambito disciplinare. E ragione, oggettiva anche in questo caso, mi pare, del fatto che, tra i molti studi pasoliniani, anche recenti, nessuno  si sottrae al difetto della parzialità: nel senso, letterale, che, in  tutti e in ciascuno, la parte della figura e dell’opera pasoliniane che resta al buio è di gran lunga maggiore di quella, magari anche splendidamente, messa in luce.
Così mi sembra si debba essere riconoscenti alla FICC, e al suo circolo del cinema romano intitolato a Riccardo Napolitano, di offrire senza troppo chiasso, e con il pondo leggero di un catalogo che si propone semplicemente di essere una guida alla visione, i 23 titoli (ovvero tutto il cinema di Pier Paolo Pasolini) della filmografia pasoliniana. L’invito pudicamente tacito è quello – verosimilmente esentato d’ogni pretesa di riaffrontare, e ogni ambizione a risolvere, l’implicita “questione critica” che ogni rilettura pasoliniana pone – di liberare ogni spettatore dall’obbligo a rispondere o a udire risposte, a sciogliere antichi enigmi o a idearne dei nuovi.
Gli spettatori di questa rassegna – cui volentieri la Cineteca Nazionale della S.N.C. ha dato il proprio contributo in copie – potranno rivedere questi 23 film (alcuni di essi sono tra i capolavori del cinema italiano ’60-’75), goderne serenamente la qualità poetica e intellettuale e, quietamente, meditarci sopra per proprio conto, traendone, in piena autonomia, le conclusioni che sapranno e vorranno. Anche questa operazione, semplice sino all’umiltà, rientra in quell’invito a smorzare la chiacchiera mondana, e a studiare il poeta e l’opera sua, che Franco Fortini fece il giorno successivo alla morte del poeta, commentandone la scomparsa.
Un altro invito, forse anche più importante, è implicito in questa iniziativa. Da Accattone  a Salò, la filmografia di Pier Paolo Pasolini è una delle ultime del cinema italiano, e forse del cinema europeo (penso a quella di R.W. Fassbinder per trovarne un’altra, anch’essa fra le ultime), a essere interamente e senza eccezioni fondata sul «cinema della riflessione e della meditazione» che, di lì a poco, sarebbe stato espulso da tutti gli schermi nazionali (ed europei, a dire il vero) a opera del chiassoso «cinema della sensazione e dell’impressione».
Provi lo spettatore a frequentare questa rassegna pasoliniana, arricchendo la propria coscienza e la propria sensibilità con i suoi 23 titoli, nessuno dei quali realizzato per colpire allo stomaco nella breve ipnosi di due ore. E provi poi ad uscire e a guardarsi attorno, nelle programmazioni cinematografiche attuali. Si accorgerà, allora, che in quegli anni in cui Pasolini è stato ammazzato – e sono scomparsi, quasi assieme a lui, tanti altri maestri del nostro cinema – non è morto solo un poeta e un intellettuale di statura eccezionale, ma è morta un’idea di cinema, un’idea di arte, un’idea di impegno intellettuale. Limitandoci all’arte, è morta un’etica dell’estetica. E nulla, come per Pasolini, ha preso il suo posto.

Idroscalo di Ostia. Il monumento. Foto di Jordi Corominas i Julian

Idroscalo di Ostia. Il monumento. Foto di Jordi Corominas i Julian

3. Idroscalo di Ostia:
GayRoma alla commemorazionedi Pier Paolo Pasolini
di Mauro Cioffari
webmeister di GayRoma

Saremo presenti, giovedì 2 novembre alle ore 12.00, alla commemorazione di Pier Paolo Pasolini che si terrà all’idroscalo di Ostia presso il monumento che lo scultore Mario Rosati ha dedicato al poeta.
È nostra intenzione commemorare Pasolini poiché da lui abbiamo appreso il rifiuto del compromesso, il coraggio di essere coerenti fino in fondo, di essere sempre noi stessi, anche se diversi dal prototipo sociale.
L’omicidio del poeta, avvenuto il 2 novembre 1975 per mano di Pino Pelosi, un “ragazzo di vita”, testimonia il trauma prodotto da certe trasformazioni della società e della cultura. Proprio in quegli anni, infatti, la cultura clericale e perbenista subiva le prime sconfitte (sconfitta elettorale della Dc nel 1974; vittoria del referendum sul divorzio; nuove amministrazioni di sinistra in numerosi enti locali).
Con la morte e con il discredito di Pier Paolo Pasolini si colpì la voce di chi, dalle colonne del maggiore quotidiano italiano, chiedeva di “processare” la Dc e di mettere in discussione la sua egemonia politica e culturale.
Come omosessuali e come cittadini che hanno a cuore la laicità dello Stato e la democrazia nel Paese, ricorderemo, ancora una volta, l’intellettuale che contribuì a denunciare apertamente il linguaggio conformista, perbenista e provinciale dei giornali progressisti.
«C’è un lato della vita quotidiana, la vita sessuale», scrisse il poeta friulano in occasione dello scandalo Feile «che resta per l’enorme maggioranza dei cittadini accantonato, rimosso, represso, tacitato. È l’unico punto della vita su cui tutti sono d’accordo di tacere: così, a causa di questo silenzio, questo problema non soltanto non è risolto, ma non è stato nemmeno impostato. Ma per un uomo laico, democratico, progressista, che dovrebbe essere abituato ad impostare criticamente ogni problema della società, pubblico o privato, sembra vergognoso che si perda la testa o ci si alteri, usando una terminologia razzista».

teatro

4. Recital-concerto ad Avezzano
per il 25.mo  della morte
 di Pier Paolo Pasolini
di Pierluigi Palladini 
ufficio stampa Cooperativa Musicale “Cast Lirica”, Avezzano

«È dunque assolutamente necessario morire, perché finché siamo vivi manchiamo di senso, e il linguaggio della nostra vita (con cui ci esprimiamo, e a cui dunque attribuiamo la massima importanza) è intraducibile: un caos di possibilità, una ricerca di relazioni e di significati senza soluzione di continuità. La morte compie un fulmineo montaggio della nostra vita: ossia sceglie i suoi momenti veramente significativi (e non più ormai modificabili da altri possibili momenti contrari o incoerenti), e li mette in successione, facendo del nostro presente, infinito, instabile e incerto, e dunque linguisticamente non descrivibile, un passato chiaro, stabile, certo, e dunque linguisticamente ben descrivibile (nell’ambito appunto di una Semiologia generale). Solo grazie alla morte, la nostra vita ci serve ad esprimerci». (da Empirismo eretico, Garzanti)

Nella notte tra il 1 e il 2 novembre del 1975, in via dell’Idroscalo, a Ostia, Pier Paolo Pasolini, grande poeta, grande scrittore e grande appassionato della vita, trovò l’approdo, tragico e violento, per riuscire a farsi capire. Per mano di Pino “la Rana”, Giuseppe Pelosi, un ragazzo di borgata, fu ucciso e straziato. A venticinque anni da quell’assurda tragedia, l’emozione per la scomparsa di una così immensa intelligenza è sempre grande e viva. Anche la Cast Lirica di Avezzano ha voluto organizzare un evento per questo anniversario, mesto e stimolante al contempo.
Appunti per Pasolini, terzo appuntamento della stagione concertistica I Pomeriggi Musicali, si terrà domenica 12 novembre alle 18, nel Castello Orsini Colonna di Avezzano. Il musicista Angelo Valori ha composto brani di commento e accompagnamento per testi di Pasolini. Testi spesso poco noti ma tra i più graffianti ed emozionanti tra quelli scritti dal grande maestro. Le musiche saranno eseguite dall’Adriatico Ensemble formato da Simone Pacelli, basso elettrico, Pierpaolo Pecoriello, sassofono e wind controller, Massimiliano Pitocco, fisarmonica e bandoneon, Angelo Valori, tastiere. Voci recitanti Federica Vicino e Giuseppe Mancini.
Non ci soffermiamo più di tanto ad illustrare uno spettacolo, una emozione che saprà farsi apprezzare da sola; basteranno, di certo, le parole del maestro Valori: «La poesia di Pier Paolo Pasolini e la musica contemporanea convergono in questo appuntamento che abbiamo voluto chiamare non a caso Appunti. La poesia come “ordigno”, appositamente confezionato per scardinare i dettami di un perbenismo difficile da accettare e condividere. Ma l’idea del recital-concerto nasce soprattutto dal dichiarato amore che Pasolini nutriva nei confronti della musica. Assonanze e dissonanze accorpano strofe, anche distanti per temi e sintattiche, in un unico interrotto flusso di coscienza, che viaggia tanto sull’onda delle note quanto sull’onda delle parole».

Catania. Palazzo Platamone

Catania. Palazzo Platamone

5. «Non è la mia che frenesia dell’alba» 
Giornate di studio su Pier Paolo Pasolini all’Università di Catania

PROGRAMMA
venerdì 17 novembre, ore 16
DAL MITO CLASSICO ALLA VITA COME RELIGIONE
presiede  Giuseppe Savoca

Massimo Fusillo
LA TRILOGIA MITICA DI PIER PAOLO PASOLINI . GENNARIELLO E IL LINGUAGGIO DEL SIMBOLO

Maria Rizzarelli
I PROFUMI DI CASARSA E LA CELESTE CARNALITÀ DELLA POESIA DI PASOLINI

Salvatore Silvano Nigro
LA CRISTIANITÀ DI PASOLINI: LA RICOTTA

lunedì 20 novembre, ore 16
LA SCRITTURA POSTUMA: SEGNO E FORMA DI UN PRESENTE FUORI MISURA
presiede Michele Armenia

Flaviano Pisanelli
DALL’UMORALE ALL’UMORISMO: PER UNA DIZIONE TOTALE DELLA REALTÀ.
LETTURA DI TRASUMANAR E ORGANIZZAR  E PETROLIO

Fernando Gioviale
«IN QUESTO LUOGO LA PENA È SOLO ESSERCI»: LE FORME IMPURE DELLA DIVINA MIMESIS

Gualtiero De Santi
L’INFERNO CONTEMPORANEO: SALÒ. PASOLINI E I MODELLI FRANCESI

venerdì 1 dicembre, ore 16
PASOLINI NEL ‘LABIRINTO’ DEI CODICI TRA CRITICA E DISCERNIMENTO
presiede Felice Rappazzo

Walter Siti
LA MESCOLANZA DEI GENERI COME RECUPERO DELLA POESIA NELL’ULTIMO PASOLINI

Filippo Amoroso
LESSICO E STRUTTURE LINGUISTICHE NELLA TRADUZIONE DELL’ORESTEA DI ESCHILO

Ermina Meli
«IL NON VERBALE COME ALTRA VERBALITÀ». IL CINEMA DI POESIA TRA TEORIA E SCRITTURA

Jean-Michel Gardair
PER UNA CRITICA MILITANTE: DA LETTERE LUTERANE A SCRITTI CORSARI

lunedì 4 dicembre, ore 16
IL POTERE COME RECITA DELL’OSCENO. IL TEATRO DI PAROLA
presiede Fernando Gioviale

Stefano Casi
NON SOLO TRAGEDIA: GLI ALTRI TEATRI DI PASOLINI

Agata Sciacca
CALDERÓN,  SOGNO CON SPETTATORE

Stefania Rimini
LA PAROLA NEL BARATRO: ATTRAVERSO LA CARNE, OLTRE L’OBLIO.
PER UNA LETTURA DI BESTIA DA STILE

Marco Antonio Bazzocchi
IL TEATRO E IL CODICE DELLA REALTÀ

Letture di Chiara Bentivegna

Tutti gli incontri si terranno a Catania nel refettorio piccolo delle Biblioteche Riunite Civica e A.Ursino Recupero (ex Monastero dei Benedettini) in via Biblioteca 13.

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