2005. Omaggi a PPP trent’anni dopo. Parte prima

Candele

Nel 2005, anno in cui ricorre il trentennale della morte di Pasolini, si infittiscono in maniera vistosa e capillare le iniziative che in Italia e all’estero intendono ricordare l’opera, letteraria e cinematografica, del poeta-cineasta. “Pagine corsare” ne ha dato conto con una accurata rassegna, di cui riprendiamo qui una prima sezione (af). 

1.“Il bello è bello e non mente”
Uno spettacolo o
maggio a Pier Paolo Pasolini
Montepulciano. Teatro Poliziano
gennaio 2005

Sabato 21 gennaio 2005, alle 21.00, al Teatro Poliziano di Montepulciano, verrà tributato un omaggio a Pier Paolo Pasolini con lo spettacolo Il bello è bello e non mente. Un concerto-spettacolo, per ripercorrere le sue opere e per rivalutare il suo lavoro teatrale, da Scritti corsari  a Poesia in forma di rosa, attraverso le suggestioni della sceneggiatura del film La ricotta. Pasolini è anche una continua lezione intellettuale, nei suoi contrasti alla  ricerca di verità e di autentica libertà. Una serata quindi per dialogare di nuovo con lui e per dissacrare la nostra conformista serietà.
Lo spettacolo sarà condotto e diretto da Federigo Ceci, attore professionista con una lunga esperienza maturata nei teatri di molti paesi europei e attualmente impegnato su Rai 3 nello sceneggiato Un posto al sole.
Prenotazioni al numero 0578  799313.

2.“Pier Paolo Pasolini. Critica del potere,del capitale, della società del consumo”. Una serata
Attualità del pensiero e dell’arte di Pasolini a 30 anni dall’omicidio
Lodi. Casa del popolo
21 gennaio 2005

A Lodi, presso la Casa del Popolo, in  via Selvagreca, sabato 21 gennaio 2005 alle ore 21.00, con la collaborazione di Fanzine “Farepoesia”, Associazione Culturale Punto Rosso di Vigevano e Sezione Rosa Luxemburg, si terrà una conferenza-spettacolo in onore di Pier Paolo Pasolini. Introdotti da Silvia Scandaluzzi, parteciperanno Francesco  Muraro, insegnante alla Libera Università Popolare di Milano, Piero Carcano e Gianni Rota di “Cantosociale”,  i poeti Luca Ariano e Tito Truglia. Saranno inoltre proiettati video tratti da film, interviste, documentari sull’autore. 

Importante serata su vari livelli, quella organizzata alla Casa del Popolo di  Lodi, con la collaborazione dell’ Associazione Culturale Punto Rosso di Vigevano  e la fanzine “Farepoesia”, e  dedicata  a Pier Paolo Pasolini a trent’anni dalla tragica  morte.
Si tratta   di una  conferenza-spettacolo già proposta in altre città lombarde, che analizza gli aspetti maggiori di critica alla società contenuti nella vasta opera di Pasolini. Così  dalle grandi opere letterarie  ai saggi, dalla poesia al cinema  fino ad arrivare alla canzone, i  forti  segni del pensiero pasoliniano, più che mai vivi anche oggi, verranno proposti in modi diversi nell’appuntamento culturale della Casa del popolo di Lodi sotto il titolo Pier Paolo Pasolini. Critica del  potere, del capitale, della società del consumo.
Ad introdurre la serata che inizierà alle 21.00 l’interessante analisi a tutto campo di Francesco Muraro, professore milanese che da anni tiene apprezzati corsi universitari sulla figura dell’autore di Casarsa. Partendo dalla biografia dell’artista guiderà in un asciutto, lucido e appassionato percorso dell’opera pasoliniana, focalizzandone gli aspetti contro-culturali. Non mancheranno anche riferimenti alla società italiana e agli avvenimenti degli anni ’50-’60, mentre immagini di film, brani di interviste si alterneranno alle parole  e faranno da premessa anche alle letture e alle canzoni che concluderanno la serata.
Tito Truglia e Luca Ariano,  tra i più interessanti poeti pavesi dell’ultima generazione, entrambi impegnati anche nell’organizzazione di eventi culturali legati alla musica popolare e all’editoria indipendente [il primo dirige anche la rivista-fanzine “Farepoesia”], presenteranno un percorso di letture  tratte non solo  dalle opere di Pasolini ma anche da  poesie proprie e  di altri poeti accostati a lui per affinità “antagoniste”.
La conclusione della serata è affidata a Piero Carcano e Gianni Rota, principali esponenti del gruppo lomellino-milanese “Cantosociale” particolarmente attivi negli ultimi anni con concerti e spettacoli teatrali nel Nord Italia. La loro riproposta del canto popolare, di lavoro, protesta e di tradizione contadina spesso sconfina  nella canzone d’autore, recuperando testi inediti o dimenticati  di scrittori come Calvino, Fortini, Rodari. La ricerca ha toccato anche Pasolini, la cui attenzione per la cultura popolare è stata peraltro fondamentale per la sua opera. Le sue canzoni sono state appositamente riarrangiate in una veste più ritmica e aggiornata, mantenendo intatto il valore dei versi. Si tratta di rare canzoni scritte negli anni ‘ 60  e musicate, pur con l’inequivocabile stile della canzone leggera dell’epoca, con un certo gusto sperimentale da musicisti di prestigio come Ennio Morricone e Piero Umiliani.  I due artisti (voce, chitarra, percussioni) con la consueta passionalità renderanno omaggio oltre che a Pasolini anche ai cantanti suoi amici Sergio Endrigo, Laura Betti, Domenico Modugno, Daniela Davoli che fornirono intense interpretazioni  dei suoi versi, naturalmente ignorate dall’establishment dello spettacolo dell’epoca.
Entrata libera.

Pasolini e Franco Citti al tempo di"Accattone"

Pasolini e Franco Citti al tempo di “Accattone”

3.“La voce di Pasolini” al Centro Congressi d’Ateneo
Roma. Università “La Sapienza”
16 gennaio 2006

Trent’anni fa veniva ucciso Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi intellettuali della cultura italiana. Per ricordare e celebrare la sua figura tanto discussa quanto attuale la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma organizza una serie di dibattiti ed incontri con studiosi ed intellettuali che hanno analizzato l’opera dell’autore.
Lunedì 16 gennaio 2006, alle ore 20, avrà luogo, al Centro Congressi d’Ateneo di via Salaria 113, il primo incontro organizzato dal Laboratorio di scrittura e cultura della comunicazione, che verterà sulla lettura di uno dei suoi primi romanzi, Ragazzi di vita, pubblicato nel 1955 e divenuto un successo letterario. Intervengono Carlo Vecce, docente di Letteratura italiana presso l’Università degli studi di Macerata, Matteo Cerami, sceneggiatore cinematografico, e Sergio Kraisky, docente del Laboratorio di scrittura e cultura della comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma.
Seguirà la presentazione del documentario La voce di Pasolini  di Matteo Cerami e Mario Sesti prodotto dalla Bim in associazione con la Indigo Film.
Nel successivo incontro, previsto per mercoledì 18 gennaio, dalle ore 17 alle 20, presso il Centro Congressi d’Ateneo, la cattedra di Sociologia della Comunicazione organizza un dibattito incentrato sull’intensa produzione cinematografica di Pasolin,i a cui interverranno l’attore Mario Socrate e la docente di Analisi dell’industria culturale Silvia Leonzi.

Mediacentro
Ufficio Stampa Facoltà di Scienze della Comunicazione
Università La Sapienza di Roma
t  06 49918384 – 06 85357403
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4.Omaggio a Pasolini
Modica (Ragusa)
14 gennaio 2006

Sabato 14 gennaio 2006 alle ore 21 presso l’auditorium del Palazzo della  cultura (ex tribunale) di Modica (RG) si terrà lo spettacolo  La ragione di un sogno – Omaggio a Pasolini  per la regia di Alessandro Romano con Alessando Romano, Raffaele Buscema alla chitarra, Luca Migliore al contrabbasso.
Lo spettacolo, che vuole essere un omaggio a Pier Paolo Pasolini in occasione del trentennale della morte, mette in rilievo l’opera poetica pasoliniana attraverso la recitazione delle sue liriche, affiancata da interventi video e contrappunti musicali dal vivo.
L’ingresso è gratuito
Per contatti romalex@katamail.com

"Medea" (1969) di Pasolini. Un'immagine

“Medea” (1969) di Pasolini. Un’immagine

5. “Pasolini e noi. Relazioni tra arte e cinema”
Una mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini
Roma. Istituto Nazionale per la Grafica
15 dicembre 2005 – 12 febbraio 2006

Il progetto, che si inserisce nel più generale discorso delle relazioni tra arte e cinema intercorse sin dalla nascita di quest’ultimo e sviluppatesi secondo differenti percorsi, prende avvio dalla constatazione che molti artisti contemporanei, in particolare delle ultime generazioni, hanno lavorato in vari modi sulla figura e soprattutto sull’opera di uno tra i più interessanti intellettuali italiani del dopoguerra, Pier Paolo Pasolini.
D’altra parte Pasolini stesso era stato fortemente influenzato, soprattutto nelle sue opere di regia, dall’arte figurativa. Era stato infatti allievo di Roberto Longhi all’Università di Bologna e aveva seguito il suo memorabile corso su Fatti di Masolino e di Masaccio: «Longhi –scrisse Pasolini-era sguainato come una spada. Parlava come nessuno parlava. Il suo silenzio era una completa novità. La sua ironia non aveva precedenti. La sua curiosità non aveva modelli. La sua eloquenza non aveva motivazioni. Per un ragazzo oppresso, umiliato dalla cultura scolastica, dal conformismo della società fascista, questa era la rivoluzione».
Pasolini pensava di diventare uno storico dell’arte e aveva proposto al maestro una tesi sulla storia della pittura contemporanea (il manoscritto con i primi capitoli andò perduto nei giorni dell’armistizio dell’8 settembre’43). Numerose citazioni e riferimenti sono stati rintracciati nelle sue opere cinematografiche. La storia dell’arte è stata per Pasolini un immenso deposito di materiali. Ma soprattutto l’influenza della pittura è stata presente nello stile più ancora che nella citazione iconografica, come faceva notare Pasolini stesso («Ah, Longhi, intervenga lei, spieghi lei, come non basta mettere una figura di scorcio e guardarla con le piante dei piedi in primo piano per parlare di influenza mantegnesca!») che rivendicava Masaccio e Caravaggio come modelli per il bianco e nero di Accattone e di Mamma Roma (i primi due film e, insieme al successivo episodio La ricotta, i più legati all’arte figurativa).
Tra gli artisti che lavorano su Pasolini il precursore è Fabio Mauri che, poco prima della morte dello scrittore gli proietta addosso, in una mitica performance, Il Vangelo secondo Matteo (GAM di Bologna, 31 maggio 1975). Esiste a questo riguardo un’ottima documentazione del fotografo Antonio Masotti.
C’è poi l’ultima generazione di artisti che appare molto interessata a riaprire un dibattito sulla controversa figura di Pasolini e che si ispira al suo cinema nelle più diverse maniere. Tra questi l’artista australiana Tracey Moffat ha realizzato una sequenza fotografica (Up in the Sky, 1997) ispirata ad Accattone le cui vicende vengono trasposte nella mappa della nuova emarginazione sempre più decentrata; Adam Chodzko ha dedicato un’opera a Salò (Reunion Salò, 1998) rintracciando i sosia dei giovani trucidati nel film e resuscitandoli in una tranquilla riunione tra amici, la cui serenità contrasta con le fosche tinte del film.
Ci sono poi due casi legati al teatro, in particolare alla danza: Grazia Toderi ha realizzato otto video (poi presentati alla Biennale di Venezia del 1999), definiti notturni, per il balletto della Compagnia Virgilio Sieni ispirato al Fiore delle 1001 notte (1998), proiettati nella dimensione della memoria collettiva tra la fiaba e la prima guerra in Iraq, vissuta come un videogame attraverso la televisione; Giulio Paolini ha progettato scene e costumi per la messinscena di Teorema (coreografia di Davide Bombana) al Maggio Fiorentino (1999), disegnando il sipario e il fondale ambedue con una struttura a griglia che alla fine, in un coup de théâtre, calerà sui personaggi.
La mostra, curata da Laura Cherubini, è già stata inaugurata il 2 novembre 2005, in occasione del trentennale della morte di Pasolini, all’Archivio di Stato di Torino in Palazzo Reale ed è restata aperta fino al 4 dicembre. Come previsto dal progetto decennale dell’Istituto Nazionale per la Grafica per l’arte contemporanea Vetrine alla Calcografia, ideato da Luigi Ficacci e sostenuto dalla Fondazione dell’arte della Compagnia di San Paolo, l’esposizione sarà poi allestita dal 15 dicembre 2005 al 12 febbraio 2006 a Roma nelle sale della Calcografia.
In catalogo testi della curatrice, Achille Bonito Oliva, Giacinto Di Pietrantonio e Francesco Leonetti, la “voce del corvo” di Uccellacci uccellini.

6.“Retrospettiva di Pier Paolo Pasolini”
per la prima volta  l’opera cinematografica completa
a Monaco di Baviera
17 novembre 2005 – 12 febbraio 2006

Organizzata dal Circolo Cento Fiori si apre il 17 novembre al Filmmuseum im Stadtmuseum (St. Jakobs-Platz 1, ore 19) “Retrospettiva di Pier Paolo Pasolini”. La rassegna, che si prolungherà fino al 12 febbraio 2006, inizia con la presentazione dell’artista friulano Giuseppe Zigaina intervistato da Peter Kammerer. Verranno proiettati brani da Decameron e La ricotta. Oltre al programma completo della retrospettiva si veda questo documento, presente nel sito del Münchner Stadtmuseum, su altre iniziative dedicate a Monaco alla cultura italiana.

Non solo Pasolini fra le iniziative culturali a Monaco di Baviera

Il 18 novembre, ore 20, presso Orlandosaal, Stadthalle Germering si terrà il concerto Neapel, wie es singt  con Giuseppe Del Duca (tenore), l’Orchestra di mandolini “Vivaldi”  e il Coro dell’Istituto Italiano di Cultura. La serata è organizzata dalla “Deutsch-Italienische Gesellschaft Germering” in occasione del suo 5^ anniversario di fondazione.
Sempre il 18 novembre (ore 10-12) presso EineWeltHaus, incontro del corso Italienisch im Eine WeltHaus, a cura di Paolo Gatti (nuovo incontro, il 25 novembre).
Il 19 novembre (ore 22) presso Mr.B’s si terrà un concerto di Alessandro De Santis, con cTobi Hofmann (tromba), Davide Roberts (piano), Rudi Schießl (basso). – Per ulteriori informazioni, www.jazz.kulturserver-bayern.de.
Il 23 e il 24 novembre (ore 20.30-21.30) presso i-camp/ Neues Theater München  nell’ambito della rassegna “Spielart – Das Theaterfestival in München”, in programma una performance teatrale del gruppo italiano Kinkaleri.
Il 24 novembre, ore 19, presso l’Istituto Italiano di Cultura (Hermann-Schmid-Str. 8), presentazione  del libro Grazie mille! Wie die Italiener unser Leben verschönert haben (Verlag Herder, 2005) con l’autrice Carola Rönneburg. Introdurrà Barbara Häußler. Organizzano l’incontro l’Istituto Italiano di Cultura, la casa editrice Herder di Friburg e la libreria ItalLIBRI di Monaco di Baviera.
Il 25 novembre, ore 20 presso Cafe am Beethovenplatz, concerto di Alessandro De Santis con Rudi Schießl (basso).
Sempre il 25, ore 20, presso  Studiobühne – Institut für Theaterwissenschaft, Teatralia presenta Addio, mondo crudele, Eine Komödie über Ehe- und Lebenskrisen mit einer großen Portion  schwarzen Humors. Testo di Tobia Rossi (Premio Nazionale Teatrale Eduardo de Filippo 2003), regia di Stefano Giannascoli. Organizza “Teatralia, die italienische Theatergruppe der Otto-Friedrich-Universität Bamberg”, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera. (Inform).

7.“La parola che vive”.
Omaggio a Pasolini poeta: dentro e oltre la storia
Firenze –  Gabinetto Vieusseux
20 dicembre 2005,  ore 17

Lettura di poesie di Pasolini a cura di Francesco Manetti
Interventi su musiche di Bach per violoncello di Valeria Brunelli
Conduzione dell’incontro e testo scenico di Marco Marchi

Pasolini. Ritratto

Pasolini. Ritratto

8.Retrospettiva Pasolini 
da “Salernocity”
Amalfi
3 – 30 dicembre 2005

In una società dove il pensiero dominante omologa le masse, dove l’intuizione genuina e ribelle, corsara, è messa al bando come asociale e amorale e il panorama culturale è tristemente asservito alla più gretta mediocrità conformista del dio danaro e dei falsi miti mediatici, la lezione di Pasolini è quanto mai attuale.
La retrospettiva è rivolta soprattutto ai giovani e agli adolescenti, aggrediti da modelli di vita stereotipati che avviliscono l’autostima e l’originalità: è il “media conscio”, che distorce la realtà e  crea una conoscenza apparente che non si basa più sul cogito ergo sum di cartesiana memoria ma sul tragico ed autodistruttivo “appaio quindi sono”.
L’insegnamento di Pasolini, anche a distanza di anni, rimane una fonte di ispirazione pura da cui poter attingere per la costruzione di una identità di pensiero autonoma.

Programma
Sabato 3 dicembre – Salone Morelli di Palazzo Comunale
Mamma Roma con A.Magnani, F.Citti
Interventi del regista Antonio Capuano e del produttore Nicola Giuliano

Sabato 10 dicembre – Struttura ex mattatoio comunale (via Martiri d’Ungheria)
Uccellacci e uccellini con Totò e N.Davoli
Interventi di Paolo Speranza, responsabile di “Quaderni di Cinema Sud”

Venerdì 23 dicembre – Struttura ex mattatoio comunale (via Martiri d’Ungheria)
Il Vangelo secondo Matteo con E.Irazoqui, S.Pasolini
proiezione di Sopralluoghi in Palestina per il “Vangelo secondo Matteo”

Venerdì 30 dicembre – Struttura ex mattatoio comunale (via Martiri d’Ungheria)
Il Fiore delle Mille e una notte con N.Davoli, T. Bouchè
presentazione multimediale con immagini e brani di film
commentati da testi scelti di poesie di Pier Paolo Pasolini

Le proiezioni avranno inizio alle ore 20.30

Pasolini e Moravia al Caffè Rosati

Pasolini e Moravia al Caffè Rosati

9.Uno spettacolo a Barcellona
15 dicembre 2005

“ppp”
un espectacle de Lluïsa Cunillé i Xavier Albertí sobre Pier Paolo Pasolini
Barcelona, Teatre Lliure
15 diciembre 2005

«La mort no radica en no poder-se comunicar
sinó en ja no poder ser comprès»

dramatúrgia Xavier Albertí i Lluïsa Cunillé
direcció i illuminació Xavier Albertí
moviment Damián Muñoz
scenografia Lluc Castells
vestuari Maria Araujo
espai sonor Jordi Collet

intèrprets
Jordi Collet / Tonet Escámez / Montse Esteve / Oriol Genís / Lina Lambert / Xavier Pujolràs / Sílvia Ricart
veu en off Pere Arquillué
ajudant de direcció Carles Fernández
alumne en pràctiques de direcció de l’Institut del Teatre de la Diputació de Barcelona Marc Artigau construcció del mur Xavier Jansana 3 Dimensionals
i els equips del Teatre Lliure
producció Teatre Lliure

Web-link sulla rappresentazione con dossier documentativo su Pasolini:
www.teatrelliure.com/cat/program/temp0506/10ppp_2.htm

Pasolini durante le riprese di "Accattone" (1961)

Pasolini durante le riprese di “Accattone” (1961)

10. Progetto“Pasolini e Roma”
con tre mostre
“Fotografie di Angelo Pennoni sul set di Accattone”
La lunga strada di sabbia”
Museo di Roma in Trastevere 
22 novembre 2005  -22 gennaio 2006

Pasolini al Museo di Roma in Trastevere
un commento di Giorgia Catapano
“AISE”

È il 1950. È gennaio. Pier Paolo Pasolini “fugge” a Roma. Ha 28 anni. È insieme alla madre. Ha sulle spalle la denuncia del ’49 per corruzione di minori e atti osceni in luogo pubblico. Fugge dopo essere stato sospeso dall’insegnamento (lui, ricordato da chi lo ha conosciuto come uno dei pochi intellettuali dotato della rara attitudine alla pedagogia). Fugge dopo essere stato espulso dal PCI “per indegnità morale e politica”.
Arriva a Roma dunque. E ricomincia. Com’è il rapporto con la città? Chi conosce? A chi chiede aiuto per lavorare? Dove abita? Chi frequenta? Chi sono i suoi amici? Come si evolve il suo pensiero? Cosa dice di lui la stampa? E lui, cosa dice?
«Pasolini ha bisogno di lavoro, ha bisogno di solidarietà; la sua angoscia non è placata, anche Roma, l’idea stessa di Roma lo ha mutato. Scrive: “Sono due o tre anni che vivo in un mondo dal sapore diverso: corpo estraneo e quindi definito in questo mondo, mi ci adatto con prese di coscienza molto lente”». Ecco le parole di Enzo Siciliano, tratte dal catalogo della mostra Pasolini e Roma, allestita al Museo di Roma in Trastevere sino al 22 gennaio 2006.
E ancora Siciliano, tra i curatori della mostra, dice: «La mostra è (…) non solo la relazione tra Roma e Pier Paolo Pasolini e il connubio tra gli esempi più alti della cultura romana e lo scrittore friulano. E’ anche il confronto tra le immagini forti di una città violenta e pagana, impregnata della “bellezza” dei riccetti, provenienti dal disagio di una periferia mai perfettamente urbanizzata, e un immaginario unico nel panorama italiano che ha accompagnato la città e la nazione di cui è la capitale. Per questo c’è l’urgenza di raccontarla con l’occasione dei 30 anni esatti passati da quella tragica notte all’Idroscalo in cui un profondo segno è stato inciso nella storia repubblicana, per una volta, da uno scrittore».
Il racconto è fatto attraverso splendidi bianchi e nero di fotografie, film documentari, dattiloscritti originali, appunti autografi, libri regalati con le dediche dello scrittore, opere di artisti vicini a Pasolini, opere di artisti contemporanei ispirati dalla sua poetica, tra i quali spicca il poetico cortometraggio a disegni animati di Gianluigi Toccafondo, l’illustratore dei libri della Fandango, Essere morti o essere vivi è la stessa cosa.
È un percorso denso, originale e impregnato di sguardi attenti, che cattura il visitatore e lo immerge in una strana atmosfera sospesa e nello stesso tempo impegnata. Vi è perfino una selezione di trasmissioni Rai, dai primi anni ’60 ad oggi, che mostrano le interviste a Pasolini, rendendo ancora più viva la sua presenza e il suo pensiero ferocemente attuale. La vita di un uomo tesa a raccontare, a denunciare, a esprimersi e a scuotere da torpori mentali.
La mostra, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e dalla Sovraintendenza ai Beni culturali, è ideata da Gianni Borgna e curata da Enzo Siciliano e Federica Pirani. I fotografi, dai più quotati e conosciuti, come Cartier-Bresson (con le meravigliose immagini delle periferie romane, tanto care al poeta), Adriano Mordenti, Franco Pinna, Tano D’Amico, Umberto Cicconi, Federico Garolla, per citare i più noti, sono anche i suoi amici. Ci sono belle immagini scattate da Dacia Maraini, che immortala Pasolini in compagnia di Moravia (i tre, Pasolini, Moravia e la Maraini, hanno intrapreso insieme un viaggio in India). E uno degli aspetti più teneri della mostra è tutto il mondo delle frequentazioni “illustri” di Pasolini: lo si vede ritratto, tra gli altri, anche con Giuseppe Ungaretti, Laura Betti, Bernardo Bertolucci. Sono immagini attraverso le quali trapela un mondo fatto di stimoli, di conversazioni e di affetto.
La sezione della mostra dedicata all’impegno sociale e civile di Pasolini si snoda soprattutto attraverso i suoi scritti, tra cui spiccano le prime edizioni degli Scritti corsari.
Bellissime le immagini sui set dei suoi film, tra le quali emergono gli occhi volitivi della Callas in Medea, all’epoca innamoratissima del poeta, e la forza possente di Anna Magnani.
Basterebbe per una mostra. E invece, quasi a sorpresa, salendo al secondo piano del Museo di Roma in Trastevere, si scoprono come un regalo inaspettato altre due mostre, più classiche, fatte “solo” di fotografie: Miracolo a Roma, curata dal Centro Sperimentale di Cinematografia, con 60 scatti di Angelo Pennoni sul set di Accattone, tra i quali alcune immagini inedite e mai montate nel film, e La lunga strada di sabbia, proposta da Contrasto con le foto di Philippe Séclier, che a trent’anni dalla morte di Pasolini, ripercorre il viaggio che il poeta aveva percorso con Paolo di Paolo nel 1959 per il reportage La lunga strada di sabbia, appunto. Séclier “ri-scatta” gli stessi luoghi e le sue immagini contemporanee si adeguano a parole scritte più di trent’anni fa, con un effetto straniante e curiosamente coincidente, come se l’Italia si fosse fermata.
Scoprire Pasolini nel cuore di Roma. Come avrebbe accolto la mostra lo stesso Pasolini? Lui che amava le borgate. Forse sarebbe stato orgoglioso di aver trasformato in così tanta arte una fuga. E, forse, sarebbe stato grato a quella Roma che gli ha dato la possibilità di ricominciare, di più: di far esplodere la sua arte. Una città che sicuramente amava, così come amava la vita, tanto da criticarne con veemenza tutte le storture nei sistemi di potere, quegli stessi che alla fine, inesorabilmente, lo uccidono.

Le mostre
1.“Fotografie di Angelo Pennoni sul set di Accattone”
La mostra propone 60 fotografie, per lo più inedite, realizzate da Angelo Pennoni, indimenticato fotografo di scena del film Miracolo a Milano. Le immagini ci restituiscono la Roma di borgata o gli sfondi urbanistici della modernità, che Pasolini racconta dal vivo come un pittore che alla pittura “di studio” preferisce dipingere en plein air. Le foto di Pennoni oscillano tra l’icona e lo scatto rubato, riprendendo di volta in volta il tono delle inquadrature costruite da Pasolini e le cronache del set. Sorprendiamo così Pasolini a fronteggiare parroco e chierichetti bardati per la scena del funerale e poi a colloquio con Alfredo Bini, geniale produttore che saprà creare attorno a quell’esordiente di talento una rete di protezione tecnica con personaggi come il direttore della fotografia Tonino Delli Colli o il montatore Nino Baragli che accompagneranno poi Pasolini lungo tutta la sua carriera.
La mostra è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma in collaborazione con Zètema. A cura del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Altre due mostre fotografiche si svolgono nello stesso periodo al Museo di Roma in Trastevere, Pasolini e Roma e La lunga strada di sabbia.

2.“Pasolini e Roma”
La mostra ripercorre l’arrivo a Roma dello scrittore e i suoi contatti con l’ambiente intellettuale e artistico che, in anni segnati da eventi significativi e drammatici della storia politica e sociale del Paese, hanno dato luogo a intensi e duraturi sodalizi. Fotografie, film, documentari, dattiloscritti originali, prime edizioni raccontano la sua ricca e articolata esperienza umana e artistica.  Nella mostra sono presenti anche alcune opere di artisti vicini a Pasolini e un nucleo di opere di artisti contemporanei; è inoltre corredata da una sezione video e documentaria che presenta interessanti materiali di repertorio ed è realizzata grazie alla collaborazione della Rai – Direzione Teche, del Centro Sperimentale di Cinematografia, del Centro Studi – Archivio P. P. Pasolini di Bologna, dell’Associazione Fondo P. P. Pasolini, della Cineteca di Bologna, dell’Istituto Luce, della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, del Gabinetto Vieusseux, del Fondo Moravia, dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e di altri archivi privati.
La mostra ideata da Gianni Borgna è curata da Enzo Siciliano con Federica Pirani. È promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma in collaborazione con Zètema.
Museo di Roma in Trastevere – Piazza S. Egidio 1b – Roma

3.“La lunga strada di sabbia”. Fotografie di Philippe Séclier
Nell’estate del 1959, Pier Paolo Pasolini percorre tutta la costa italiana al volante di una Fiat Millecento. Il suo diario di viaggio, La lunga strada di sabbia, uscirà su tre numeri successivi della rivista “Il Successo”. Nell’estate del 2001, a trent’anni dalla morte, il fotografo Philippe Séclier torna sui passi di Pasolini e sullo stesso itinerario, rivisita con le sue foto in bianco e nero il viaggio dello scrittore.
La mostra è una produzione Contrasto ed è presentata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma in collaborazione con Zètema.
Museo di Roma in Trastevere – Piazza S. Egidio 1b – Roma

Miracolo a Roma
Fotografie di Angelo Pennoni sul set di Accattone
un commento di Pierpaolo Simone
da “Nonsolocinema”

Lo si ascolta assorti Pasolini, colti da quell’improvviso malessere così simile alle sue poesie, in una stanzetta fredda di questa mostra che ne celebra i trent’anni dalla scomparsa. Un suono flebile ma deciso che rimanda i suoi versi attraverso l’altoparlante, mescolati al vociare di una folla che ne ricorda le gesta fissando fotografie, cimeli e prime pagine di quotidiani. Sorpresi per un attimo sul luogo della memoria, alle prese con la storia di un delitto atroce quanto le sue parole: io muoio, e anche questo mi nuoce.
Non è facile ricordare Pier Paolo Pasolini, non è facile farlo quando scatta l’ora del rimpianto forzoso, dell’inesorabile suono di un tempo che solo ora appare reale, scardinato dall’intelletto di un artista straordinario, poliedrico, dissacrante. Pier Paolo Pasolini è morto, è stato ucciso, si urlava nelle borgate romane quel 2 novembre del 1975. E lo conoscevano tutti, ma proprio tutti, quel volto austero, quel nome altisonante che rimbalzava soavemente dal cinema alla letteratura, dalle pagine di cronaca ai campi di calcio. Ma in troppi, ancora oggi, sono quelli che lo ricordano come un perverso, un omosessuale che ha fatto la fine che meritava. Dimenticare questo significa dimenticare Pasolini e il suo insegnamento. Significa fare la veglia ad un morto con le lacrime finte e miserabili di chi, qualche anno fa, era dall’altra parte della barricata a denigrarne il valore. Quel pettegolezzo era la vera pornografia, l’oscenità scomoda che la ha ucciso – lasciandolo inerme e senza vita – in una di quelle borgate fatte di povertà e miseria, popolate di personaggi che con tanta forza ha descritto, compianto e perdonato.
C’era lui col popolo a raccontare la piccola Italia, quella degli esclusi, degli emarginati, dei reietti. C’era lui a parlare per primo di omologazione culturale, della mutazione antropologica degli italiani alle prese con il consumismo sfrenato, c’era sempre lui a ricordare il nuovo fascismo laico dei media massificati. Ma non c’era lo Stato. Non c’era la chiesa a perdonargli quella sua fede così personale, così privata, così vera da non essere ostentata su di un altare. Adesso siamo noi ad accoglierlo in processione, con gli occhi lucidi e le frasi di circostanza. E a ricordare a noi stessi che quell’Italia che non voleva accettarlo, che non voleva riconoscersi nelle sue parole, è ancora viva e ancora in piedi. Lui no.
Forse è cambiata la morale o forse si è trovata una via di fuga alla vergogna. Quelle parole facevano male, raccontavano come eravamo e come saremmo diventati. Pasolini indicava la luna, noi gli guardavamo il dito. Ora che siamo quello che lui sapeva saremmo stati, c’è il sospetto che quelle parole non contino già più. Che siano mutate insieme a lui, che nascondano altre pieghe di un tempo che nessuno è più in grado di leggere. Il tempo degli imbonitori politici, delle isole famose, dei divorzi in diretta, delle stragi di mafia ripiegate in trenta secondi di telegiornale. Il resto è pubblicità.
E in questa tempesta non resta che rifugiarsi all’interno di un museo. A contemplare il set del film Accattone, ad ascoltare per ore le parole di chi non l’ha mai tradito. Di chi, da sempre, ha lottato per la sua purezza, denunciando lo Stato per l’avventatezza con cui ne ha archiviato l’omicidio. Ma è necessario ricordare che fra quelle facce che lo compiangono ci sono anche le nostre che, mutate antropologicamente, non si distinguono più da quelle che l’hanno ucciso.

Homenaje a un intelectual: “Pasolini en Roma”
Una recensione  di Jordi Corominas i Julián

En 1961 un joven Bernardo Bertolucci iniciaba su andadura en el mundo del séptimo arte bajo el manto protector de un director novel llamado Pier Paolo Pasolini. Bertolucci quedó marcado por el rodaje de Accattone (1961) y dijo que mientras filmaban esta obra sentía estar asistiendo a la invención del cinema.
Sin embargo, no todos entendieron el aire fresco que emanaba de la poética pasoliniana. El dos de noviembre de 1975 el maestro, el poeta desaparecía asesinado, aunque nunca ha quedado del todo claro, por Giuseppe Pelosi.
Con motivo del treinta aniversario de su desaparición física, el Museo de Roma en Trastevere organiza tres exposiciones dedicadas a la figura de Pasolini. La primera de ellas (Pasolini e Roma) se centra en la relación del poeta, director y novelista con la ciudad que lo acogió desde 1950; a nivel fotográfico esta muestra contiene varios tesoros de fotógrafos comprometidos con su tiempo, tales como Henri Cartier Bresson, Adriano Mordenti, Franco Pinna, Tano D’Amico, Umberto Cicconi o Federico Garolla, además de imágenes tomadas durante rodajes, tema de la segunda exposición pasoliniana, en la que el espectador podrá ver las fotografias que Angelo Pennoni hizo en el set de “Accattone”, obras de un prodigioso blanco y negro que transmiten la pureza que Pasolini quería conferir al degradado ambiente de las barriadas romanas en una película que convierte lo cotidiano en sagrado.
La última exposición (La lunga strada di sabbia) es una originalísima reconstrucción fotográfica de un viaje que Pasolini hizo durante el verano de 1959 por toda Italia para captar como el neocapitalismo de entonces cambiaba el país deprisa, demasiado deprisa. En 2001 el fotógrafo Philipe Séclier, a partir de los textos que escribió Pasolini durante su periplo, decidió emprender una aventura consistente en seguir los pasos del poeta y lograr que cada uno de mis disparos tuviera un eco de sus palabras. Vistas las imágenes, publicadas en un libro editado por Contrasto, podemos afirmar que el autor ha logrado su objetivo; las imágenes tienen la atmósfera de los años finales de los cincuenta y reflejan fielmente el lirismo de la prosa de un intelectual fallecido prematuramente y que no pudo ver como sus predicciones se cumplían con el transcurrir de los años.

Pasolini sul set de "Il fiore delle Mille e una notte"

Pasolini sul set de “Il fiore delle Mille e una notte”

11. Roma.“Il cinema secondo P.P. Pasolini”
Una retrospettiva al Cinema Trevi di Roma
29 novembre – 23 dicembre 2005

La Cineteca Nazionale, nell’ambito delle manifestazioni promosse dal Comune di Roma per il trentennale della morte di Pier Paolo Pasolini, presenta una retrospettiva completa del suo cinema, con tutte le regie (da Accattone a Salò) compresi gli episodi e gli inediti non montati (da Totò al circo a Nur-ed-din), i documentari con il commento dello stesso Pasolini (come Grigio Manon – Finestra 2 di Ermanno Olmi o Ignoti alla città di Cecilia Mangini), un’ampia selezione delle collaborazioni alla sceneggiatura per autori come Mauro Bolognini (Il bell’Antonio) e Florestano Vancini (La lunga notte del ’43), e i film tratti da suoi romanzi come Una vita violenta di Brunello Rondi e Paolo Heusch.
Per l’occasione, verranno proiettati in versione restaurata dalla Cineteca Nazionale TeoremaSalò o le 120 giornate di Sodoma, Il Vangelo secondo Matteo (restaurato in collaborazione con Mediaset Cinema Forever) e La ricotta, di cui sono state ricostruite due versioni precedenti la censura.
La retrospettiva inizia proprio con una serata dal titolo Imputato Pasolini, dedicata alle disavventure giudiziarie e alle denunce subite dal cineasta, nell’ambito della quale saranno presentati alcuni tagli imposti ai suoi film recuperati dalla Cineteca Nazionale.
La figura di Pier Paolo Pasolini, poeta, scrittore, regista, intellettuale, polemista, letterato e teorico del cinema, non si presta soltanto a una visione “retrospettiva”, perché la sua produzione e la sua figura complessiva continuano a suscitare altre opere, stimolando la creatività di cineasti delle generazioni più giovani, che si sono formati vedendo i suoi film e leggendo i suoi scritti.
La manifestazione presenta quindi anche opere legate alla figura e ai testi del poeta-regista, da Pasolini un delitto italiano di Marco Tullio Giordana a Caro diario di Nanni Moretti, da Totò che visse due volte di Ciprì e Maresco a Morto che parla di Daniele Vicari, da Essere morti o essere vivi è la stessa cosa di Gianluigi Toccafondo a La voce di Pasolini di Sesti e Cerami.
Tra gli omaggi più interessanti, il 29 novembre, giornata d’apertura della rassegna, verrà proiettato in anteprima italiana Ostia di Julian Cole, ricostruzione dell’ultima serata della vita di Pasolini, interpretato nel film dal cineasta inglese Derek Jarman.
Alla manifestazione, che durerà circa un mese concludendosi il 23 dicembre, parteciperanno studiosi, attori e registi, da Marco Tullio Giordana a Guido Chiesa, da Umberto Lenzi a Daniele Vicari, da Mario Sesti a Giovanna Taviani.
Nel 2006, la Cineteca Nazionale curerà la circuitazione in Italia di una parte della rassegna.
Le proiezioni avverranno dal 29 novembre al 23 dicembre al Cinema Trevi-Cineteca Nazionale Vicolo del Puttarello, 25, Roma.

Programma

martedì 29 novembre
EVENTO SPECIALE
Imputato Pasolini
ore 17.00 Pasolini un delitto italiano di Marco Tullio Giordana (1995, 99’)

ore 19.00 – Anteprima Ostia (1992)
Regia: Julian Cole; soggetto e sceneggiatura: Julian Cole; interpreti: Derek Jarman, David Dipnall; durata: 26’
Tra pub fumosi e periferie di una non identificata città inglese, si dipana l’ultima notte di Pasolini-Jarman. L’opera di Cole non vuole ricostruire la verità dei fatti, l’intento evidente è quello di mostrare l’identificazione di Jarman con l’universo personale e poetico di Pasolini.
Film inedito in Italia. In collaborazione con il British Council di Roma

a seguire Imputato Pasolini, montaggio di alcuni tagli imposti dalla censura ai film di Pier Paolo Pasolini, recuperati dalla Cineteca Nazionale.

ore 20.00 – Tavola rotonda: Pasolini, un caso italiano
partecipano Gianni Borgna, Julian Cole, Marco Tullio Giordana, Nino Marazzita, Andrea Purgatori, Sergio Toffetti
a seguire La terra vista dalla luna di Pier Paolo Pasolini (1967, 30’)
a seguire Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini (1968, 22’)
ingresso libero fino a esaurimento posti per l’intera giornata

mercoledì 30 novembre
ore 17.00 La ragazza in vetrina di Luciano Emmer
collaborazione alla sceneggiatura: P.P. Pasolini (1960; 86’)

ore 19.00 La sequenza del fiore di carta (1969; 12’)
a seguire Comizi d’amore di Pier Paolo Pasolini (1964; 90’)

ore 21.00 Presentazione originale di Accattone di Pier Paolo Pasolini (1961, 116’)

giovedì 1 dicembre
ore 16.00 La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini
collaborazione alla sceneggiatura: P.P. Pasolini (1960; 100’)

venerdì 2 dicembre
ore 17.00 Storie scellerate di Sergio Citti
collaborazione al soggetto e alla sceneggiatura: P.P. Pasolini (1974; 105’)

ore 19.00 Pier Paolo Pasolini di Carlo di Carlo (1967; 21’)
Copia proveniente dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico

a seguire Manon: Finestra 2 di Ermanno Olmi
commento: P.P. Pasolini (1956; 13’)
Grigio di Ermanno Olmi
commento: P.P. Pasolini; (1958; 10’)
La terra vista dalla luna (replica) Che cosa sono le nuvole? (replica)

ore 21.00 Il Decameron di Pier Paolo Pasolini (1971; 111’)
al termine l’episodio inedito dal  Set di San’a

sabato 3 dicembre
ore 17.00 La vergogna di Franco Citti (1981; 12’)
a seguire Pasolini l’enragé di Jean André Fieschi (1966; 98’)
Copie provenienti dal Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna

ore 19.00 Appunti per un’Orestiade africana di Pier Paolo Pasolini (1970; 55’)
Copia restaurata dalla Cineteca del Comune di Bologna

a seguire Appunti per un film sull’India di Pier Paolo Pasolini (1967; 34’)

ore 21.00
EVENTO SPECIALE
Teorema (1968) Regia: Pier Paolo Pasolini; soggetto e sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini; interpreti: Silvana Mangano, Laura Betti, Massimo Girotti, Terence Stamp; produzione: Aetos Film; durata: 99’.
La preservazione è stata effettuata dopo un intervento di restauro fisico e di pulizia, e una nuova impostazione delle luci di stampa. Per l’impostazione del colore, oltre che per la successione delle diverse sezioni del film (in particolare per quanto riguarda il prologo), sono stati fondamentali sia il confronto con copie d’archivio della Cineteca Nazionale, sia la competenza e la memoria storica dei tecnici dell’Eurolab, gli stessi che, all’epoca, si occuparono della stampa del film sotto la direzione del regista. A seguito delle correzioni apportate si è infine proceduto con la stampa di un interpositivo e di un positivo della colonna, entrambi su pellicola poliestere, destinati ad essere conservati, quali matrici di preservazione, presso i cellari della Cineteca Nazionale.

domenica 4 dicembre
ore 17.00 Ignoti alla città di Cecilia Mangini
commento: P.P. Pasolini; 13’
a seguire Una vita violenta di Paolo Heusch e Brunello Rondi
soggetto tratto dal romanzo di P.P. Pasolini; 1962; 115’

ore 20.30
EVENTO SPECIALE
incontro con il regista Umberto Lenzi Ragazzi di Trastevere di Umberto Lenzi
soggetto: liberamente ispirato al romanzo Ragazzi di vita di P.P. Pasolini (1956; 40’)
saggio di diploma del Centro Sperimentale di Cinematografia, il mediometraggio di Lenzi fu supervisionato in sede di sceneggiatura dallo stesso Pasolini, che suggerì soluzioni narrative e diede consigli circa luoghi e personaggi della Roma sottoproletaria.

a seguire La notte brava di Mauro Bolognini
soggetto dal romanzo Ragazzi di vita
collaborazione alla sceneggiatura: P.P. Pasolini (1959; 95’)

martedì 6 dicembre
ore 17.00 Il bell’Antonio di Mauro Bolognini
collaborazione alla sceneggiatura: P.P. Pasolini (1960; 105’)

ore 19.00
EVENTO SPECIALE
Che cosa ha fatto il cinema al Novecento
presentazione del volume L’occhio del Novecento di Francesco Casetti, edito da Bompiani.
partecipano Bernardo Bertolucci, Giancarlo Leone, Sergio Toffetti, Francesco Casetti

a seguire La commare secca di Bernardo Bertolucci
soggetto: P.P. Pasolini; collaborazione alla sceneggiatura: P.P. Pasolini (1962; 100’).
Copia restaurata proveniente da Mediaset-Cinema Forever.
presentazione originale di Accattone
ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

mercoledì 7 dicembre 
ore 17.00 Comizi d’amore di Bruno Bigoni 70’
a seguire Essere morti o essere vivi è la stessa cosa di Gianluigi Toccafondo 6’
a seguire Provini per un massacro di Guido Chiesa 15’
a seguire Morto che parla di Daniele Vicari 19’

ore 19.00
EVENTO SPECIALE
L’eredità di Pasolini
incontro con Francesco Crispino, Guido Chiesa, Roberto Nanni, Mario Sesti, Giovanna Taviani, Daniele Vicari.

a seguire Ostia di Julian Cole con Derek Jarman (replica)
a seguire I nostri trent’anni di Giovanna Taviani (2005; 60’)
a seguire Non al denaro, non all’amore, né al cielo di Francesco Crispino (1995, 20’)
a seguire Why di Roberto Nanni e di Steven Brown (1988, 12’)
ingresso libero fino ad esaurimento posti

giovedì 8 dicembre 
ore 17.00 Morte di un amico di Franco Rossi
collaborazione al soggetto: Pier Paolo Pasolini; 1959, 94’ 1972; 104’

ore 19.00 Sopralluoghi in Palestina di Pier Paolo Pasolini 1964; 55’

a seguire Presentazione originale de Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini 1964; 142’

venerdì 9 dicembre 
ore 19.00 I magi randagi di Sergio Citti
liberamente ispirato a Porno-Teo-Kolossal di Pier Paolo Pasolini; 1986; 130’

Nel paese di temporali e di primule di Andrea D’Ambrosio 2000; 64’; video
Copia proveniente dal Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini di Casarsa

sabato 10 dicembre
ore 17.00 Attori di vita di Andrea D’Ambrosio 1999; 43’; video
Copia proveniente dal Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini di Casarsa

a seguire Un futuro aprile di Maurizio Donadoni e Antonio Porta, Inscena ’86 1986; 70’,
Copia proveniente dal Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna

a seguire La musica negli occhi di Ennio Morricone, Video Voice, 1990; 58’
Copia proveniente dal Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna

ore 20.30 Porcile di Pier Paolo Pasolini 1969; 100’

domenica 11 dicembre
ore 18.00 Rosa Funzeca di Aurelio Grimaldi 2002; 90’
ore 20.00 Le mura di Sana’a di Pier Paolo Pasolini 1971; 14’
a seguire Il fiore delle Mille e una notte di Pier Paolo Pasolini 1974; 130’
al termine gli episodi inediti Nur-ed-din e Tagi e duyna

martedì 13 dicembre
ore 17.00 Ostia di Sergio Citti
collaborazione al soggetto e alla sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini; 1970; 105’

ore 19.00 Amore Tossico di Claudio Caligari 1983; 85’

ore 20.30 Anteprima Ostia di Francesco Crispino
iIntervengono il regista, il Vice Presidente della Provincia di Roma Rosa Rinaldi, l’attore Massimo Stani 2005; 15’
a seguire Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini 1962; 114’

mercoledì 14 dicembre
ore 16.30 Funerale di Pier Paolo Pasolini 1975; 6’
Copia proveniente dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
a seguire Una disperata vitalità di Mario Martone 1998; 60’
a seguire La voce di Pasolini di Matteo Cerami e Mario Sesti 2005; 56’

ore 19.00
EVENTO SPECIALE
Presentazione del restauro di Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975)
intervengono Paolo Bonacelli, Tatiana Casini Morigi, Ugo De Rossi, Osvaldo Desideri, Alfredo Menichini, Enzo Ocone, Walter Siti, Carlo Tafani, Claudio Troccoli.
Regia: Pier Paolo Pasolini; sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini, dal romanzo di D.A.F. De Sade Le 120 giornate di Sodoma; collaborazione alla sceneggiatura: Sergio Citti; interpreti: Paolo Bonacelli, Giorgio Cataldi, Umberto Paolo Quintavalle, Aldo Valletti, Caterina Boratto, Elsa de’ Giorgi, Hélène Surgère, Sonia Savange; produzione: P.E.A. – Produzioni Europee Associate, Productions Artistes Associées, Parigi; durata: 119’
Il progetto di restauro, intrapreso e portato a termine dalla Cineteca Nazionale nel corso del 2005, si è basato sui negativi originari depositati presso la Technicolor di Roma dal produttore Alberto Grimaldi. L’analisi preliminare dei negativi originari ha rivelato alcuni danni fisici e spuntinature diffuse, mentre la qualità fotografica del negativo ha rivelato un leggero fading della componente gialla. I negativi originari sono stati quindi sottoposti a restauro fisico, rigenerazione chimica e a un’accurata pulizia manuale, cui è seguita la stampa di una prima copia positiva per correggere il tono fotografico, in collaborazione col direttore della fotografia Tonino Delli Colli. La copia corretta è servita da riferimento per trasferire l’immagine su duplicato positivo colore (interpositivo), e, a seguire, su duplicato negativo (internegativo). 220 metri del negativo di scena sono stati sottoposti a restauro digitale presso Technicolor di Roma. Anche la colonna sonora è stata restaurata in digitale col metodo Digital Air (brevetto Technicolor).

giovedì 15 dicembre
ore 17.00 Totò che visse due volte di Ciprì e Maresco 1998; 95’
ore 19.00 Presentazione originale di Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini 1966; 88’
Totò al circo Scene non inserite nel montaggio finale

ore 21.00
EVENTO SPECIALE
Le tre versioni di La ricotta di Pier Paolo Pasolini La ricotta (ep. di Ro.Go.Pa.G.- Laviamoci il cervello, 1963) Regia: Pier Paolo Pasolini; interpreti: Orson Welles, Mario Cipriani, Laura Betti, Edmonda Aldini, Vittorio La Paglia, Rossana Di Rocco, Maria Pia Bernardini, Elsa De Giorgi, Ettore Garofalo, Lamberto Maggiorani, Tomas Milian, Giovanni Orgitano, Franca Pasut, Enzo Siciliano; produzione: Arco Film, Cineriz.
«Non è difficile predire a questo mio racconto una critica dettata dalla pura malafede. Coloro che si sentiranno colpiti, infatti, cercheranno di fare credere che l’oggetto della mia polemica sono quelle storie e quei testi di cui essi ipocritamente si ritengono difensori […]». Così, nella didascalia posta in apertura di La ricotta, Pasolini difende il suo film, prevedendo polemiche e contestazioni. E infatti la pellicola diviene uno dei casi giudiziari più discussi del dopoguerra. Il primo visto di censura (n.39455) del film Ro.Go.Pa.G. è dell’8 febbraio 1963. In esso viene dato parere favorevole alla proiezione in pubblico con il divieto per i minori di anni diciotto, dal momento che «sia per la tematica, sia per la presenza di alcune scene e dialoghi» non risulta adatto alla «particolare sensibilità dei minori e alle specifiche esigenze della loro tutela morale». Il film composto da quattro episodi (Il pollo ruspante di Gregoretti, Illibatezza di Rossellini, Il mondo nuovo di Godard e La ricotta di Pasolini) il 19 febbraio 1963 viene proiettato nelle sale, ma il mese dopo, il 1° marzo, la Questura di Roma effettua il sequestro delle copie di La ricotta per «vilipendio alla Religione dello Stato». Contro Pasolini inizia, così, un lungo processo che, dopo la condanna il 7 marzo 1963 a quattro mesi di carcere, si concluderà con l’amnistia solo nel febbraio 1967.
La Cineteca Nazionale propone tre versioni dell’episodio. Versione presentata alla censura nel febbraio 1963 Si tratta della versione con la scena integrale dello spogliarello che sarà ridotta di circa 7 metri: verranno tolte alcune parti in cui Natalina (Maria Bernardini) scopre le gambe sfilandosi le scarpe e si toglie il reggiseno di spalle, incitata dalle comparse. Prima versione di distribuzione. Ottenuto l’8 febbraio 1963 il nulla osta, il 19 febbraio il film Ro.Go.Pa.G. esce nelle sale con l’episodio La ricotta ancora integro, privo soltanto dei suddetti tagli alla scena dello spogliarello. Seconda versione di distribuzione. Il film, dopo il processo a Pasolini, viene ridistribuito nel novembre 1963 con il nuovo titolo Laviamoci il cervello e con varie modifiche all’episodio La ricotta. Alcune parti sono eliminate completamente (le comparse che mangiano sedute su una croce, Stracci che singhiozza legato sulla croce, ecc.), altre modificate: sono sostituiti alcuni brani della colonna («via i crocefissi», «cornuti», la frase finale detta da Welles, ecc.) e alcune immagini (il cartello iniziale di Pasolini, il Cristo che ride).

venerdì 16 dicembre 
ore 17.00 La rabbia di Davide Ferrario 2000, 55’
a seguire La rabbia di Pier Paolo Pasolini 1963, 50’
Ingresso gratuito ore 21.00
presentazione originale de I racconti di Canterbury di Pier Paolo Pasolini 1972; 111’

sabato 17 dicembre 
ore 17.00 Omaggio a Laura Betti Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno di Laura Betti 2001; 90’
Copia proveniente dal Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini  di Bologna
ore 19.00 Edipo re di Pier Paolo Pasolini 1967, 110’
ore 21.00 Medea di Pier Paolo Pasolini 1969; 118’

martedì 20 dicembre
ore 18.00 Il pratone del Casilino di Giuseppe Bertolucci 1995, 43’
a seguire ‘Na specie de cadavere lunghissimo di Giuseppe Bertolucci 2005, 60’
Copie provenienti dalla Cineteca del Comune di Bologna

ore 21.00
EVENTO SPECIALE
Milano nera (1964) Regia: Gian Rocco e Pino Serpi; soggetto: Gian Rocco e Pino Serpi; sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini, Gian Rocco, Pino Serpi; interpreti: Alessandro Quasimodo, Adriano Fossati, Umberto Rocco, Maria Teresa Ferro, Sonia Gessner, Libero Cipriani; produzione: Mediolanum film; durata: 84’
In una Milano notturna anni ’60, la storia di un gruppo di balordi ai margini della società. Una vita difficile lungo i viali della periferia immersi nella nebbia, nelle case popolari, nella solitudine metropolitana. Fino al drammatico epilogo nel vuoto “immenso” dello stadio di S. Siro. Nel novembre del1960 Pasolini è a Milano per lavorare alla sceneggiatura di Polenta e sangue (perché, spiega, “questi ragazzi sono sanguinari pur essendo dei polentoni”), titolo cambiato in fase di scrittura in La nebbiosa e poi definitivamente trasformato in Milano nera. È il tentativo, da parte dello scrittore, di trasferire la poetica delle borgate romane nella periferia milanese. Un’esperienza che dal punto di vista umano e finanziario gli lascia l’amaro in bocca, secondo il resoconto che un anno dopo lui stesso ne farà sulle pagine di “Paese Sera”: «… un certo T. (Renzo Tresoldi, produttore del film) – di famiglia ricca e onorata, da far conoscere a Gadda – il quale, probabilmente, come desumo, è incantato da due ispirati, due registi di cui ora non mi viene in mente il nome, l’inverno passato arriva, con un colpevole occhio smarrito – insieme ai due ispirati, uno istriano e uno siciliano – e mi chiede di sceneggiargli un film sui teddy-boys milanesi. […] Insomma: vado a Milano, passo venti giorni atroci in un alberghetto a lavorare come un cane, lavoro altri atroci venti giorni a Roma. La prima metà del prezzo pattuito riesco a strapparla: la seconda metà l’avete vista voi?”.
Milano nera viene girato soltanto nel 1963, ha una vita breve e difficile, e la collaborazione di Pasolini salvo rare eccezioni passa inosservata. Riscoperto dalla Cineteca Italiana di Milano, è senza dubbio un film pasoliniano, a cominciare dai protagonisti: il “Contessa”, “Mose’”, il “Gimkana”, Toni detto “Elvis”, “Rospo”. Una banda di teddy boys che ha in mente una sola canzone: il rock ‘n roll Teddy Girl di Adriano Celentano.
Copia proveniente dalla Cineteca Italiana

venerdì 23 dicembre
ore 17.00 Caro diario di Nanni Moretti 1993; 100’
ore 19.00 Il gobbo di Carlo Lizzani Con PPP; 1960; 103’
ore 21.00 Salò o le 120 giornate di Sodoma (replica)

Per informazioni
t 0672294301 – 06 72294224
Cinema Trevi-Cineteca Nazionale: 06.6781206

Pier PaoloPasolini.Un ritratto

Pier Paolo Pasolini.Un ritratto

12.  “La disperata passione di essere al mondo”
Pier Paolo Pasolini 1975-2005
Comune di Terni
2 novembre 2005 – 8 gennaio 2006

Il Comune di Terni dedica dal 2 novembre 2005 all’8 gennaio 2006 una serie di iniziative culturali a Pier Paolo Pasolini. La manifestazione è organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Terni, dalla biblioteca comunale e dalla Pinacoteca O.Metelli.
Oltre a una serie di iniziative svoltesi nello scorso mese di novembre sulla figura e l’opera di Pasolini, dal 10 novembre 2005  all’8 gennaio 2006 al Teatro C del Videocentro, Un capriccio dolcemente robusto, 55 immagini da set cinematografici di Pier Paolo Pasolini dalla fototeca dell’associazione culturale Cinemazero di Pordenone.  Proiezione del  video Un  “capriccio dolcemente robusto”. Realismo e manierismo dell’universo figurativo di Pier Paolo Pasolini, di Antonio Costa.
Inoltre, dal 30 novembre 2005  all’8 gennaio 2006, alla  Cappella gentilizia di Palazzo Gazzoli,  Autoritratto in veste di pittore, opere giovanili di Pier Paolo Pasolini.

Informazioni
Biblioteca Comunale Terni, piazza della Repubblica 1
t  0744 549064 / bctcontact@comune.terni.it

Pier Paolo Pasolini sul set del film "Salò" (Archivio Fotografico "Deborah Imogen Beer e Gideon Bachmann"- Cinemazero)

Pier Paolo Pasolini sul set del film “Salò” (Archivio Fotografico “Deborah Imogen Beer e Gideon Bachmann”- Cinemazero)

13. Cinecittà. Salò. 
con le immagini di Gideon Bachmann
Cinema Trevi
Roma

14 dicembre 2005

Nell’ambito della retrospettiva “Il cinema secondo Pier Paolo Pasolini”, curata dalla Cineteca Nazionale e promossa dal Comune di Roma per il trentennale della morte del regista, la Cineteca Nazionale, Cinemazero e RIPLEY’S FILM sono liete di presentare, in occasione della proiezione dell’edizione restaurata di Salò o le 120 giornate di Sodoma, le immagini inedite girate dal critico Gideon Bachmann sul set di Pasolini a Cinecittà.
Critico cinematografico, giornalista freelance e collaboratore di numerose testate giornalistiche e televisive internazionali, Bachmann – assieme alla fotografa Deborah Beer, sua moglie – ha seguito Pasolini durante tutta la lavorazione del film nel 1975, realizzando diverse interviste sui vari set e girando più di 90’ durante le riprese a Cinecittà. Tutto il materiale realizzato da Bachmann e dalla Beer è stato acquistato nel 1997 da Cinemazero. Il materiale che viene presentato è pressoché inedito ed è un piccolo estratto del documentario su Pier Paolo Pasolini diretto da Giuseppe Bertolucci e prodotto da Cinemazero e RIPLEY’S FILM.
La sequenza mostra Pier Paolo Pasolini al lavoro sul set di Salò, negli studi di Cinecittà, con il direttore della fotografia Tonino Delli Colli e lo scenografo Dante Ferretti, durante la lavorazione di una delle scene più drammatiche del film.

Cinema Trevi – Cineteca Nazionale
Vicolo del Puttarello, 25 – Roma
t. 06 6781206 – www.csc-cinematografia.it

14.  Nino Campisi legge Pasolini
con accompagnamento musicale  e partecipazione teatrale
Bologna. Teatro del Navile
9-11 dicembre 2005

Venerdi 9, sabato 10 e domenica 11 dicembre alle ore 21 al Teatro del Navile in Via Marescalchi 2/b (angolo Via D’Azeglio, 9, Bologna), Nino Campisi legge Pasolini, con musiche originali di Giovanna Giovannini e Marco Sabbioni, eseguite in scena da Giovanna Giovannini e con la partecipazione di Andrea Marzi e degli allievi-attori della Scuola di Teatro Maria Vittoria Cortelazzi, Eliana Di Tillo, Antonello Pocetti, Alessandro Scaramagli, Antonella Sgobbo.
con la collaborazione della Cineteca di Bologna e del Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini.

Le celebrazioni pasoliniane si arricchiscono di un prestigioso spettacolo che porta in scena la poesia di Pasolini in tutta la sua integrità testuale e morale. Nino Campisi legge Pasolini proponendo il testamento culturale che l’autore ha tramandato con la sua poesia, in un percorso che va da L’usignolo della Chiesa cattolica (1943-1949), pubblicato nel 1958 dall’editore Longanesi ( tra cui Le albe e La passione, La crocifissione, Madrigali a Dio, La scoperta di Marx), a Le Ceneri di Gramsci (1957).
Con la sua lettura  Nino Campisi, attore, regista e direttore artistico del Teatro del Navile, rende omaggio al poeta Pasolini recitando integralmente Le Ceneri Gramsci. L’attore è affiancato da Giovanna Giovannini, direttrice del Coro Arcanto (già protagonista con Giovanna Marini dell’evento inaugurale delle celebrazioni pasoliniane all’Arena del Sole il 2 novembre scorso) che esegue in scena le sue originali composizioni scritte con Marco Sabbioni per lo spettacolo (Kyrie EleisonDies IraeI tre chiodiNinna NannaElegia).
Andrea Marzi, cantante e autore, interpreta il Lamento per la morte di Pasolini di Giovanna Marini, Che cosa sono le nuvole? di Pasolini-Modugno e A Pa’ di Francesco De Gregori. Conclude la serata la proiezione del film di Pasolini Che cosa sono le nuvole? interpretato da Domenico Modugno, Ninetto Davoli e Toto’, una delle opere cinematografiche più rare e poetiche realizzate da Pier Paolo Pasolini, che Giuseppe Bertolucci, Presidente della Cineteca di Bologna, ha consigliato a conclusione del percorso ideale su Pasolini poeta.

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini

 15. Commemorazione Pasolini
www.emilianet.it
Guastalla (Reggio Emilia) 

13 dicembre 2005

«Si sta concludendo il 2005, trentennale della morte di Pier Paolo Pasolini – afferma Stefano Costanzi, Assessore alla scuola e alle politiche giovanili – e in occasione di questo anniversario i dibattiti e gli incontri si sono moltiplicati, i momenti di riflessione sono stati numerosi anche sui media con il rischio sempre presente di fare del grande poeta assassinato un santo. Eppure, se un luogo privilegiato esiste per attualizzare e fare memoria di Pasolini, è proprio la scuola. Per questo, al Russell si sono organizzati tre momenti che, nelle intenzioni, vogliono proporre una visione meno rassicurante e scontata di Pa’ e lanciare una sfida».
Si inizia, dunque, con una lettura di brani scelti, per passare al cinema e per finire con un seminario-convegno tenuto dagli insegnanti. Un momento pubblico di studio e di confronto per gli studenti delle classi quinte che, a fine anno scolastico, avranno colto la sfida impegnandosi nello studio delle opere di Pasolini.
«Tre incontri non celebrativi – conclude l’assessore Costanzi – ma di ricerca e approfondimento perché, una volta passata l’occasione commemorativa e spenti i riflettori, alla voce del grande intellettuale si continui ancora a far eco».

Gli incontri si terranno alle ore 18 presso l’Istituto Russell di Guastalla.

Martedì 13 dicembre 
Lettura Pasolini.Letture di poesie e passi selezionati dall’opera dell’autore delle Ceneri di Gramsci
a cura dell’attore Marco Morellini
introduce Renzo Franzini

Venerdì 16 dicembre
Visione del cortometraggio Che cosa sono le nuvole?
interpretato e discusso col critico cinematografico Tullio Masoni

Lunedì 19 dicembre
Seminario-convegno: A Pa’
Eredità del pensiero di Pier Paolo Pasolini nella Scuola.
intervengono Luca Bassi, Renzo Franzini, Silvia Rotondella, Donato Vairo
coordina Stefano Costanzi
A primavera sarà organizzato un convegno-dibattito sulla figura di Pasolini a cura degli studenti.

16. La parola a Pasolini. Una lettura scenica
“Sporgersi sull’abisso”: omaggio a Pasolini nel trentennale della sua morte.
Ricordando Franco Parenti
Milano. Teatro Franco Parenti
18 dicembre 2005

Pasolini e il mistero della vita, ovvero il senso dell’essere messo continuamente alla prova.
La lettura poetica propone un itinerario in otto movimenti attraverso le poesie, il teatro, gli articoli e le sceneggiature di Pier Paolo Pasolini che prova a restituire il senso di un’esistenza che tutta si è bruciata in una ultimativa e urlata domanda:«Bisogna esporsi, sacrificare ogni giorno il dono, sporgersi ingenui sull’abisso».
Il Gruppo Vita, il Teatro Franco Parenti e A.T.I.R. intendono così dare il proprio contributo, il proprio omaggio vivo nell’occasione del trentennale della morte di Pasolini, rimettendosi in ascolto, ridandogli la parola.
E lo fanno ricordando Franco Parenti che nel 1988 aveva letto questo stesso percorso poetico in Piazza a Rimini il 23 agosto davanti a 3000 persone.
Serata unica a ingresso libero

Domenica 18 dicembre 2005, ore 21.00
Teatro Franco Parenti, Via Cadolini 19, Milano

“Sporgersi sull’abisso”
letture poetiche da Pier Paolo Pasolini
percorso antologico a cura di Riccardo Bonacina
con Arianna Scommegna e Mattia Fabbris
regia di Serena Sinigaglia

Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini

17. Pasolini prossimamente alla Radio Ungherese
una comunicazione di Csaba Molnár
novembre 2005

Scrive Csaba Molnár, sceneggiatore della Radio Ungherese, per riferire di una serie di manifestazioni culturali in corso nella capitale del suo Paese, Budapest, per tutto il mese di novembre 2005 per commemorare Pier Paolo Pasolini a trent’anni dalla morte. Ha inoltrato inoltre una serie di prospetti informativi, anche in Italiano. Infine, ha inviato alcune pagine (in italiano e in ungherese) della rivista “Italia&Italy” pubblicata a Budapest sulla quale, nel numero di settembre-ottobre 2005, è pubblicato un articolo intitolato Pasolini in Ungheria. Manifestazioni per il trentennale della scomparsa, che qui in calce viene proposto ai visitatori di “Pagine corsare”.
In quelle pagine, l’autore Judit Pintér cita un letterato ungherese, Péter Dobai, che in uno dei suoi scritti ha dato una descrizione in questi termini dell’assassinio di Pasolini: «La sua opera coraggiosa e sfaccettata come poche altre aveva sganciato una bomba micidiale, come da un aereo a bassa quota, sulla stupida rassegnazione degli intellettuali europei, vigliaccamente creduta immutabile, nonché sulle filosofie imbastite dagli intellettuali per giustificare la propria  scoraggiata rassegnazione (e totale conformismo). Pasolini era altamente cosciente del sapere inconfutabile e della convinzione che queste filosofie e ideologie sono le armi del potere, in qualunque momento tramutabili in armi e scariche vere. Per questo è stato giustiziato sulla spiaggia di Ostia».
Csaba Molnár sta scrivendo la sceneggiatura di un lavoro radiofonico nel quale saranno raccolte anche numerose interviste ad artisti ungheresi che avevano incontrato personalmente Pasolini, oppure avevano lavorato con lui. Prosegue Csaba Molnár: «Un punto previsto dal programma che sto preparando sarà una elaborazione sceneggiata del processo a Pino Pelosi, l’assassino di Pasolini; sarà utilizzata una parte dei testi inclusi in “Pagine Corsare”, che sta traducendo Kriszta Tölösi. La curiosità è enorme per questi testi, poiché i dettagli del processo non sono mai stati tradotti prima in ungherese, e qui sono del tutto sconosciuti. Questo sarà il primo evento: saranno attori a presentare alcuni dettagli importanti del processo. Le riprese dello sceneggiato radiofonico alla Radio Ungherese, e tutti i lavori relativi inizieranno nel mese di gennaio 2006. Appena saremo pronti con il lavoro, vi avviseremo. Se il programma riuscisse bene, il lavoro sarà iscritto alla gara Prix Italia, e in tal caso si potrà ascoltare anche da voi il nostro programma su Pasolini».
[Il programma è stato effettivamente realizzato nel luglio 2006 e poi trasmesso in anteprima pubblica organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest].

"Italia&Italy" (2005)

“Italia&Italy” (settembre – ottobre 2005)

Pasolini-in-Ungheria_02

Pasolini-in-Ungheria_03

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