Archivio Angela Molteni

Angela Molteni

Angela Molteni

Nel 1997 Angela Molteni, insieme ad uno studente di 22 anni, dette vita al sito www.pasolini.net. Quasi in sordina, fu l’inizio di una avventura culturale che poi sarebbe divenuta straordinaria e nella quale Angela fece confluire tanti aspetti di sé e delle sue tensioni letterarie, culturali, civili. Da una lato vi era la sua specifica competenza professionale in campo redazionale, maturata presso le varie case editrici cui aveva collaborato; dall’altro, e soprattutto, vi era l’appassionato e generoso impegno a promuovere la conoscenza dell’opera di Pasolini, specie tra i giovani, e a divulgare la miriade di iniziative orientate con ininterrotta attenzione in tutto il mondo a valorizzarne il significato sempre attuale: ora con i contributi più strettamente saggistici dentro una bibliografia critica in permanente espansione; ora con gli interventi giornalistici e militanti; ora con le manifestazioni espositive e convegnistiche; ora infine con le ricreazioni artistiche del teatro, della musica e del cinema. Dall’anno della sua fondazione, quel sito, con le sue mitiche “pagine corsare”, ha attirato a sé una fitta rete di collaboratori e amici e nel tempo si è ampliato al punto tale da diventare il più vasto e diffuso archivio on line del materiale pasoliniano, fino a toccare il vertice di cinque milioni di visitatori in settanta paesi del pianeta e a raccogliere circa 13.000 documenti, accorpati in specifiche sezioni organiche. A questa memorabile impresa si è poi aggiunta nel 2012 la creazione di un blog a sé stante, di cui la morte improvvisa della sua infaticabile autrice, stroncata da una malattia impietosa, ha bloccato il periodico aggiornamento ma che ora, dopo l’ultima notizia dell’8 ottobre 2013 pubblicata da Angela Molteni, ha ripreso il suo corso normale grazie all’impegno del  Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa. Nel sito del Centro Studi, che si appresta  ad accogliere nel nuovo link denominato  “Archivio Angela Molteni” anche il corpus integrale di “pagine corsare”, è pertanto già attivo il  blog, di cui sono in corso di caricamento le pagine già pubblicate da Angela Molteni  e a cui soprattutto è stata ridata continuità costante, secondo gli indirizzi già delineati dalla sua ideatrice e secondo le intenzioni della sua famiglia, che ha individuato nel direttore Angela Felice il responsabile redazionale e la guida di un gruppo di collaboratori del Centro Studi, tra i quali sono coinvolti al momento Giacomo Trevisan, Federica Bortolussi e Alessandro Scialpi.

Per volontà della famiglia di Angela Molteni e del figlio Lorenzo Ruggiero questa formidabile biblioteca virtuale, cara ai pasoliniani di tutto il mondo, è dunque depositata presso il Centro Studi di Casarsa, il paese della meglio gioventù pasoliniana che fino alla fine Angela aveva tanto sognato di poter visitare e che ora si onora di questo preziosissimo passaggio di testimone. E dunque, accanto ai suoi eredi, il pensiero di gratitudine va soprattutto a lei, che della figura di Pier Paolo ha fatto una ragione di vita, trovando in lui non solo un autore congeniale e adorato, ma anche un maestro ideale da additare al mondo per il valore della molteplice esperienza artistica, per  il rigore della riflessione culturale, per il coraggio e l’indipendenza del pensiero critico. Un poeta, un intellettuale, un polemista e un testimone irripetibile e irriducibile verso il quale Angela provava “soprattutto ammirazione smisurata e riconoscenza”. Così disse a Luigi Milani in un’intervista del 2007, aggiungendo poi quali valori avesse attinto dal “suo” Pier Paolo, stella polare di riferimento anche per l’agire di ogni giorno:

Mi ha insegnato, infatti, a essere più lucida, meno istintiva nell’affrontare le vicende più controverse che possono avvelenare l’esistenza; a non accettare compromessi di alcun tipo; a non dare troppo peso al denaro; a stare alla larga dalla televisione; a provare vera gioia ammirando un dipinto, perfino se custodito in una chiesa; a non cambiare le mie idee ad ogni stormir di fronde; ad apprezzare la lealtà, l’amicizia, la generosità che era un tratto tanto caratteristico della personalità pasoliniana; a non assumere un determinato comportamento perché «è di moda»; a stigmatizzare profondamente le gerarchie ecclesiastiche quando ingeriscono pesantemente sul pensiero e sul comportamento delle persone. In una parola: a non conformarmi per ignoranza o per pigrizia mentale a ciò che viene definito comunemente “la normalità”.