Sono state un successo le visite guidate gratuite organizzate tra sabato 18 e domenica 19 aprile 2026 al Centro Studi Pasolini, in occasione delle “Giornate Internazionali delle Case Museo dei Personaggi Illustri” promosse dall’Associazione Nazione Case della Memoria con il supporto e la collaborazione dei comitati Icom Demhist (Comitato Internazionale per le Case Museo Storiche) e Iclcm (Comitato Internazionale per i Musei Letterari e dei Compositori), Icom Italia e la Rete Europea delle Case Museo dei Personaggi Illustri.
Non si è trattato di un’affluenza occasionale, ma di una risposta consapevole. Chi ha attraversato questi spazi lo ha fatto per entrare in contatto con un’eredità intellettuale ancora urgente, con una visione critica che continua a incidere nel nostro modo di leggere il mondo. Pasolini non è stato semplicemente qui: ha abitato poeticamente questi luoghi, li ha trasformati in materia viva della sua opera, e oggi quella stessa tensione continua a risuonare.
Le fotografie scattate nel weekend restituiscono volti attenti, soste prolungate, dialoghi silenziosi tra le parole di ieri e gli sguardi di oggi. È in questa densità che si misura il successo delle due giornate: nella capacità di rendere attuale una lezione poetica che non smette di incidere.
I partecipanti alle visite guidate gratuite hanno seguito il percorso museale all’interno di Casa Colussi, articolato in dieci sezioni tematiche che attraversano i momenti fondamentali della formazione pasoliniana: dall’infanzia a Versuta alla vocazione pedagogica, dalla pittura agli affetti, fino alla maturazione culturale.
A completare il percorso la mostra temporanea documentale “Quel profumo di viole…Lettere di Pier Paolo Pasolini a Maria Seccardi”, che espone materiali rimasti inediti per oltre sessant’anni.
Questa apertura non è un punto di arrivo, ma un inizio solido. La partecipazione registrata conferma che il lavoro scientifico, la ricerca, la cura e la trasmissione dell’opera pasoliniana trovano qui un terreno fertile. E soprattutto, dimostra che la sua voce continua a essere necessaria.


