Subito dopo la morte di Pier Paolo Pasolini, il 17 gennaio 1976, l’Amministrazione comunale di Casarsa promuove una riunione con amici e intellettuali vicini al poeta, tra cui Giuseppe Zigaina, Andrea Zanzotto, Gino Valle e Nico Naldini.
Nasce così il “Comitato Pier Paolo Pasolini”, con l’intento di progettare iniziative volte a conservare la memoria e valorizzare l’opera dello scrittore e cineasta. Nonostante alcune iniziative sporadiche, è solo verso la fine degli anni Ottanta che si avvia un’attività più concreta.
Nel 1990, con un atto della Giunta comunale, si decide la creazione dell’Archivio Pasolini, destinato a diventare un centro di documentazione, raccolta e divulgazione delle sue opere.
Grazie alla collaborazione con gli amici storici di Pasolini e ai primi donatori, si raccolgono i documenti iniziali, tra cui manifesti murali che testimoniano il suo impegno politico.
Nel novembre 1992 si inaugura ufficialmente il primo nucleo dell’Archivio, allora ospitato in una stanza dell’ex canonica di via XI Febbraio, fino a qualche anno fa sede della Biblioteca comunale. L’evento vede la partecipazione di Laura Betti e Enzo Siciliano, che presenta in anteprima il romanzo postumo Petrolio.
Nel 1993 la Provincia di Pordenone acquista dagli eredi la casa materna di Pasolini in via Guido Alberto Pasolini, che diventerà la nuova sede dell’Archivio. Contemporaneamente acquisisce materiale importante come gli autografi dei Quaderni Rossi, dipinti giovanili, disegni, prime edizioni delle sue opere friulane, oltre a documenti fotografici, audiovisivi e l’arredamento originale di Casa Colussi. Nel 2000 il Fondo si arricchisce ulteriormente grazie al lascito testamentario della famiglia Ciceri, che dona manoscritti autografi delle liriche friulane, del dramma I Turcs tal Friúl e di altre opere giovanili.
Il 13 aprile 1995, dopo un protocollo d’intesa tra Provincia e Comune, Casa Colussi viene inaugurata come nuova sede del Centro Studi Pier Paolo Pasolini, che comprende Archivio, Biblioteca e spazi espositivi. Da allora, grazie a continui lavori di restauro e ampliamento, gli ambienti vengono adeguati a garantire conservazione, studio e accessibilità del patrimonio pasoliniano.
In un dialogo ininterrotto tra passato e presente, Casa Colussi custodisce oggi il Fondo Pier Paolo Pasolini, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come “bene di interesse culturale di importante rilievo e degno di particolare tutela”, è ordinato e catalogato con rigore scientifico, garantendo integrità e fruibilità ai numerosi studiosi che vi accedono.


