Martedì 6 maggio 2026 è stato presentato a Casarsa della Delizia il volume di Andrea Cortellessa “Una ragione di più per andare all’inferno. Vedere, Pasolini” (Treccani, 2025), terzo appuntamento della rassegna Tra le pagine, Pasolini.
Negli spazi della Biblioteca Civica “Nico Naldini” l’autore, docente all’Università Roma Tre, ha dialogato con il direttore artistico di Pordenonelegge Gian Mario Villalta.
Lontano dalla monografia tradizionale, il saggio propone una rilettura complessiva dell’opera pasoliniana attraverso la chiave delle arti visive, sostenendo la natura profondamente figurativa della sua ricerca, ancor prima che letteraria.
Il titolo del libro, tratto dalla Divina Mimesis, richiama la postura polemica e radicale di Pasolini, che accetta consapevolmente il rischio dell’incomprensione pur di restare fedele alla propria visione. Cortellessa fa propria questa tensione, proponendo un’interpretazione che si oppone alle semplificazioni e alle cristallizzazioni celebrative, restituendo un autore complesso, irriducibile e ancora oggi urgente.
Al centro del volume c’è la ricostruzione della “genesi visiva” dell’opera pasoliniana: dall’incontro decisivo con Roberto Longhi all’Università di Bologna, fino al cinema inteso non come deviazione, ma come compimento naturale di una vocazione dello sguardo. Ne emerge un percorso coerente che attraversa pittura, poesia, narrativa e cinema, unificato dalla domanda su come osservare il presente stando al contempo dentro e fuori di esso.



