Laura Betti. Un ricordo di “Pagine corsare” a cinque anni dalla morte

Laura Betti e Pasolini

Nel 2009  “Pagine corsare “ ha dedicato un pensiero a Laura Betti a cinque anni dalla morte, avvenuta a Roma il 31 luglio 2004. L’attrice, nata a Casalecchio di Reno il 1 maggio 1927, fu amica e musa di Pasolini,  alla cui memoria, dopo la sua tragica scomparsa, dedicò un straordinario dispendio di energie.  

Un ritratto di Laura Betti
redazione “Pagine corsare”

Laura Betti, nome d’arte di Laura Trombetti, quarantacinque anni sul palcoscenico, davanti e anche dietro la cinepresa, una vita dedicata allo spettacolo, dal lontano 1955 in cui  esordì come cantante nel varietà Saltimbanchi insieme a Walter Chiari. Nata il primo maggio 1927 a Bologna, aveva lavorato nel mondo dello spettacolo come cantante jazz nel 1958, ma già nel 1955 aveva debuttato in teatro ne Il crogiuolo di Arthur Miller, per la regia di Luchino Visconti; nel suo repertorio giovanile anche Il Cid di Corneille (in coppia con Enrico Maria Salerno) e I sette peccati capitali di Brecht e Weill.
Nel 1960 recitò a Milano nello spettacolo Giro a vuoto,  dal contenuto singolare, con brani ispirati ai testi di letterati celebri come Buzzati, Calvino, Flaiano, Bassani, Moravia, Pasolini: uno spettacolo che ottenne un successo tale da entrare nel cartellone della Biennale.
Il suo esordio nel cinema avvenne invece nei primi anni Sessanta; cominciò allora una lunga carriera che la vide diretta da grandi registi come Roberto Rossellini, Alessandro Blasetti, André Techiné, Marco Bellocchio e Bernardo Bertolucci. Tra le ultime apparizioni sul grande schermo il ruolo di un’esilarante suora guardiana nel film di Mimmo Calopresti La felicità non costa niente (2002).

Laura Betti e Pasolini (1969). Foto di Elisabetta Catalano

Laura Betti e Pasolini (1969). Foto di Elisabetta Catalano

Uno degli incontri più importanti della sua vita, quello con Pier Paolo Pasolini, avvenne nel 1963 e fu l’inizio di un sodalizio durato dodici anni, fino alla morte del regista e scrittore, oltre che di un affetto, alimentato dalla memoria, che si è conservato per oltre quarant’anni. Con Pasolini recitò ne La ricotta, cui seguirono nel 1966 Che cosa sono le nuvole?, nel 1967 La terra vista dalla luna e, nel 1968, Teorema, film con il quale la Betti vinse la Coppa Volpi al Festival di Venezia. La collaborazione con Pasolini proseguì nel 1972 con I racconti di Canterbury.
Come ultimo atto di fede in Pasolini, riuscì a mettere in scena nel 1996 un recital di poesie e testi pasoliniani dal titolo Una disperata vitalità. E ancora a Pasolini dedicò nel 2001 il suo ultimo lavoro di regia: il film documentario Per Paolo Pasolini e la ragione di un sogno, presentato alla Mostra del cinema di Venezia.
Carattere caustico, protagonista di celebri polemiche, folgorante nelle battute, ha scritto numerosi volumi e ha diretto per oltre vent’anni il Fondo Pier Paolo Pasolini, costituito nel 1980. Nel 2003 il Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna ha acquisito, tramite donazione, tutti i materiali precedentemente raccolti a Roma dal Fondo Pasolini. Così, presso la Biblioteca della Cineteca di Bologna, ad oggi si conservano più di 1000 volumi e molto altro materiale inerente l’opera di Pasolini.

 

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