Per “Comizi d’amore” (1963) un tour “antropologico” da Nord a Sud dello stivale

"Comizi d'amore". Una scena

Nel 1963, tra marzo e novembre, Pasolini filmò le interviste e le riprese del documentario Comizi d’amore, titolo definitivo di uno straordinario esempio di cinema d’inchiesta per uno spaccato sul pensiero e i pregiudizi degli italiani in tema di sessualità. Il lavoro portò il regista in diversi ambienti e situazioni sociali e lungo tutto lo stivale, per un sondaggio “antropologico” che soprattutto nel Sud Italia trovò sacche resistenti di arcaica autenticità popolare.
Qui di seguito la scheda pubblicata da “Pagine corsare”, che attinge alle Notizie edite nel volume 2001 dei “Meridiani” Mondadori Per il cinema, in cui è riprodotto, con tagli, anche il testo ricavato dalla banda sonora del film.

Comizi d’amore (1963) di Pier Paolo Pasolini
Un eccezionale documento di cinema-inchiesta e di cinema-verità.

 (…) Un turbinio, un caos, una babilonia di opinioni diverse. Le più ridicole, inconcepibili e contraddittorie. E ingenue, infantili, scandalizzate, apparentemente sensate, in realtà prive di ogni senso logico. La gente risponde. È chiaro che l’intelaiatura dell’inchiesta dovrà essere nettissima, quasi matematica: ma la realizzazione dovrà necessariamente essere la più inaspettata, la più imprevista, la più caotica possibile; secondo il grafico della gente sui problemi che essa pone.
(…) E tutto questo potrebbe avere una soluzione finale – sempre al livello «sentimentale e poetico» ma in coincidenza con lo spirito scientifico del film – ponendo come problema conclusivo il matrimonio e la procreazione. (…) Ecco, andare per le chiese e i municipi; scegliere una coppia, giovane, sana, umile e seguirla, nella sua antica festa sempre uguale… Penserei a un matrimonio popolare, in cui il senso «della vita sana che per quanto fittiziamente e poeticamente trionfa sulla vita tragica», ha più forza di convinzione: un bel giovane, una bella ragazza che vanno a sposarsi, lei vestita sommariamente di bianco, lui vestito sommariamente di nero, verso la chiesa povera del quartiere… coi gruppi dei parenti… (…) se qualcuno glielo chiede, potrebbero darsi un bacio. E proprio così il film potrebbe concludersi: con questo rapido, casto bacio, il bacio finale dei buoni vecchi film.
(Appendice a “Comizi d’amore” (1963), in Per il cinema, a cura di W.Siti e F.Zabagli, I, “Meridiani” Mondadori, Milano 2001, pp. 477-484)

Questo, in estrema sintesi, era il “trattamento” di Pasolini del 1963 per un film-inchiesta che inizialmente si sarebbe dovuto intitolare Cento paia di buoi, poi  Don Giovanni e che sarà infine Comizi d’amore  Qui di seguito sono riportati alcuni passi dalle Note e notizie sui testi, contenuti nel volume “Meridiani” sopra citato (Per il cinema, cit., II, pp.3075-3077) e integrati con la mappa dei luoghi scelti  da Pasolini per la sua indagine. Un particolare ringraziamento a Marco Sacco per la cortesia e la preziosa collaborazione.

«Diversi materiali riguardanti la complessa elaborazione di quello che sarà poi il film-inchiesta Comizi d’amore sono (…) per lo più riuniti in due cartelline marroni predisposte dall’autore, una col titolo autografo Natura e contro natura, l’altra Comizi d’amore (ma prima, cancellato, Il Don Giovanni) (1): sono alcuni dei titoli a cui Pasolini pensò via via che il lavoro procedeva e si trasformava (il titolo definitivo verrà tratto da una frase del vecchio finale, poi scartato, del Sogno di una cosa; […] (in quel finale il personaggio di Renata, dopo la morte di don Paolo, traeva una specie di morale dicendo «bisogna chiarire l’odio in comizi d’amore»). Un altro titolo, che dovette sembragli  a lungo quello definitivo, è Cento paia di buoi e contrassegna il “trattamento” (…). Insieme a parecchie carte con appunti manoscritti, e a un fascicolo contenente la trascrizione battuta a macchina delle domande e delle risposte ricavate dai filmati dell’inchiesta, una parte significativa di questi materiali è costituito da fascicoli dattiloscritti eseguiti dalla casa di produzione, la Arco Film. In essi figurano dettagliati elenchi del materiale di repertorio che, nell’idea iniziale di Pasolini, avrebbero dovuto costituire «la parte integrante e di commento dell’intero film», come senz’altro risulta dal trattamento intitolato Cento paia di buoi, e come sinteticamente viene indicato in una nota di uno degli elenchi suddetti:

Il  filo  conduttore  del  film è rappresentato dalla storia dei due giovani futuri sposi (scene da girare) (2) e dalle interviste a personalità del mondo scientifico e culturale e al pubblico generico (scene da girare). Il materiale di repertorio, alternato a queste scene, sarà la parte integrante e di commento dell’intero film.

Il «materiale di repertorio» che risulta dagli elenchi della Arco Film ha un’enorme latitudine tematica: si va da indirizzi di istituti scientifici a indicazioni di scene da girare in vari paesi («con operatore italiano girare tre giorni con pellicola speciale Gevaert, alcune scene di gente che compra pornografie», ad Amburgo), a processi famosi su «sesso e delitto» (il processo a Rina Fort, «la belva di via San Gregorio», o il caso Lana Turner-Johnny Stompanato), a inchieste sulla sifilide e sulle aberrazioni sessuali. Le liste dei possibili argomenti si susseguono, accostando sex-appeal e tortura («Greta Garbo, Liz Taylor, Campi di concentramento tedeschi, La tortura in Algeria […] Sade: “Justine” (Vadim), Gabriele D’Annunzio, Salvador Dalí, Ava Gardner»), fino a brani di un documentario su «Elvis the Pelvis», a un elenco di amanti famose sul tema «sesso e politica», e poi documenti per «sesso e sport» («Lotta nel fango, Olympia (L. Riefenstahl, Coppi, Lojacono»), sesso e droga eccetera.
In questa fase del progetto appare evidente che Pasolini intendeva realizzare un film con implicazioni ancor più ambiziose e complesse rispetto al tema della sessualità degli italiani a cui poi sarà circoscritto Comizi d’amore. Inoltre, l’eterogeneità dei filmati da far confluire nel montaggio, nonché l’ampio spazio riservato ad argomenti quali la follia, la patologia criminale ecc., ben si attagliano ad altri titoli, come Magma scandaloso o Magma imbarazzante, che troviamo appuntati negli incartamenti. Fu dopo aver ultimato le interviste alla gente comune un po’ in tutta Italia che Pasolini dovette mutare idea su quel che avrebbe dovuto costituire la materia principale del film, avviandolo così verso la forma che esso avrebbe assunto nel montaggio definitivo. Lo spiega in una lettera del settembre 1963 ad Alfredo Bini, di cui si conserva una copia (dattiloscritta e firmata) fra le carte de Il libro delle croci in Archivio Pasolini (presso Gabinetto Vieusseux di Firenze):

Caro Alfredo, come sempre la «realtà» è diversa dalle intenzioni. Nel caso di un film o di un’opera letteraria, la «realtà» è la sua concretezza stilistica. Ebbene, per il film dal titolo (provvisorio!) Cento paia di buoi, l’atto del girare ha costituito (con mia parziale sorpresa, dato che era il mio primo lavoro di carattere documentario) un lento stravolgimento della mia «idea stilistica del film». Mi sono trovato davanti a del materiale nuovo, pieno di straripante concretezza visiva.
In che senso il film è diventato un altro? Direi soprattutto nel senso che i protagonisti non sono più «color che sanno», come chiamavo scherzosamente me, Moravia, Musatti e gli altri dotti che avrebbero dovuto spiegare al pubblico i problemi della vita sessuale; ma, protagonista, è diventato il pubblico, cioè le centinaia di interrogati, con Arriflex e registratore, in tutta l’Italia. La loro vivezza, la loro spettacolare fisicità, la loro antipatia, la loro simpatia, i loro strafalcioni, i loro candori, le loro saggezze, come dire, la loro «italianità», hanno preso prepotentemente il posto riservato alla nostra premura didascalica, e si sono presentatati sullo schermo «come ciò che importa».
Dividerò le interviste collettive in quattro-cinque capitoli  I. sul sesso in generale, sua importanza, suo peso, suo significato ecc.; Il. «Scandaloso», sul problema dello «scandalo», l’irrazionalità dello scandalizzarsi e la necessità di porsi davanti al problema senza questo arcaico inalberarsi della ragione; III. «La vera Italia», sul problema dei rapporti tra sesso e società – matrimonio, onore sessuale, divorzio, controllo delle nascite ecc. – da cui dovrebbe saltar fuori una immagine dell’Italia violentemente inedita; IV. «Schifo o pietà», sul problema della anormalità sessuale; V. «Dal basso e dal profondo», sul problema della prostituzione – e quindi della miseria, del contrasto fra Nord e Sud, e indirettamente, dell’autentica vita sessuale dei proletariati e dei sottoproletariati italiani.
Quasi piloni di questi capitoli-arcate, dovrebbero essere le interviste con Moravia e Musatti: momenti di riflessione e sistemazione del caos. Interviste accompagnate dalla musica del Don Giovanni di Mozart. Perciò ho dato al film un nuovo titolo: «IL DON GIOVANNI».

Comizi d’amore, al montaggio, fu infine diviso in quattro parti (I – Grande fritto misto all’italiana; II – Schifo o pietà?, III – La vera Italia?; IV – Dal basso e dal profondo) e composto da molte interviste fatte in tutti gli strati della società a persone di tutte le età. Chiude il film l’episodio della sposina, inventato, nel quale Pasolini tira le conclusioni sul lavoro svolto.
Ne risulta un trattato sociologico dell’epoca in cui l’autore evidenzia tra le cause dell’ignoranza, della paura e dell’ipocrisia sull’argomento sessualità l’influenza svolta in gran parte anche dalla Chiesa cattolica.
Il film fu presentato al Festival di Locarno il 26 luglio 1964.

Note
(1) Nella versione definitiva del film si definiscono dongiovanni o citano comunque il personaggio immortalato da Mozart alcuni tra i militari intervistati.

(2) La scena dei giovani sposi sarà poi montata a conclusione del film. Interprete del personaggio della sposa [Graziella] è la cugina e attuale erede di Pier Paolo Pasolini, Graziella Chiarcossi.

"Comizi d'amore" (1963). Foto di Mario Dondero

“Comizi d’amore” (1963). Foto di Mario Dondero

Le riprese
marzo-novembre 1963 (con interruzioni)

Esterni: Napoli, Porta Capuana (interviste ai passanti sulla prostituzione); vicoli dei bassi napoletani.
Sicilia: Palermo, intervista a Ignazio Buttitta; popolani al rione San Pietro; contadini e braccianti a Camporeale e Partinico; Cefalù.
Lazio: Roma, via Eufrate all’Eur, casa di Pier Paolo Pasolini (intervista a Alberto Moravia e Cesare Musatti); chiesa di Centocelle (il matrimonio di Graziella); spiagge romane; Fiumicino.
Milano, fabbriche (intervista alle operaie sulla legge Merlin); Idroscalo di Milano.
Toscana: Firenze, una bottega d’artigiano (intervista ai clienti); Viareggio, lungomare (intervista di notte ai passanti), campo sportivo (intervista a Peppino Di Capri e altri).
Bologna, Università (intervista agli studenti); Stadio comunale (intervista alla squadra di calcio del Bologna). Campagna emiliana tra Bologna e Modena (intervista ad alcuni contadini).
Venezia Lido (intervista a Camilla Cedema, Oriana Fallaci, Adele Cambria); intervista ad alcuni bagnanti tra cui Antonella Lualdi.
Calabria: Catanzaro, la campagna, un bar (intervista ai frequentatori del bar); Crotone.

"Comizi d'amore".Un'immagine

“Comizi d’amore”.Un’immagine

 

Dal “trattamento”
Alcuni personaggi del film e le loro risposte alle domande di Pasolini
(con tagli, da Per il cinema, cit., pp. 419-474)

Strada di Napoli e una piazza in Sicilia
PASOLINI   Senti eh, guagliò, come nascono i bambini, lo sai? Come sei nato tu, non lo sai? Non lo sai?
1° BAMBINO  Uno zio mio.
PASOLINI   Eh? Uno zio tuo – sei nato… T’ha portato uno zio?
2° BAMBINO   A me mi ha portato la cicogna.
PASOLINI   T’ha portato la cicogna. E tu? Come sei nato?
3° BAMBINO   Sono nato sotto ‘e cuperte.

PASOLINI   Senti, vediamo un po’ chi di voi tre sa dirmi come, come voi siete nati, come nascono i bambini. Chi me lo sa dire? Tu lo sai dire?
4° BAMBINO   No.
PASOLINI   Non lo sai dire? E tu Matteo lo sai come sono nati i bambini… E tu? Neanche tu… E tu?
4° BAMBINO   Lo sai come sono nati i picchiriddi?
5° BAMBINO   Io ‘o saccio.
4° BAMBINO   E diccillo, diccillo.
PASOLINI   Vieni qui, vieni qui, vieni qui. Tu non lo sai? Non lo sai? Non sono nati sotto i fiori, sotto i cavoli, li ha portati la cicogna no?
6° BAMBINO   No…
PASOLINI   E allora come sono nati?
BAMBINO   Eh…
PASOLINI   Come sono nati i picciriddi?

"Comizi d'amore". Da sx, Pasolini, Camilla Cederna,Oriana Fallaci

“Comizi d’amore”. Da sx, Pasolini, Camilla Cederna,Oriana Fallaci

Lido di Venezia
ORIANA FALLACI  Nella società in cui viviamo, che è una società che tende chiaramente, spudoratamente, al matriarcato…, nei paesi più potenti di noi, basta pensare all’America, basta pensare alla Russia, basta pensare alla Cina rossa, le donne hanno una importanza indiscutibile, hanno la ricchezza nelle loro mani, la potenza nelle loro mani, sono, sono, possono fare qualsiasi lavoro e possono comportarsi anche sessualmente come gli uomini.
PASOLINI   Secondo lei, Cambria, c’è una parità sessuale tra l’uomo e la donna, o no?
ADELE CAMBRIA   Non c’è ancora perché io direi che nemmeno la donna ha il coraggio di pretenderla. Ha paura di perdere alcuni vantaggi tipicamente borghesi, per esempio in Italia ancora il concetto della ragazza-madre è una colpa gravissima, a meno che non sia riscattata dalla popolarità.
PASOLINI   Ma strano però questo, perché quando una donna è libera in tutti gli altri campi, perché ancora nel campo sessuale deve essere arretrata e schiava?
CAMILLA CEDERNA   Sono sempre casi isolati, di una classe un po’ avanzata, insomma, sono casi di una élite a cui lei ha la fortuna di appartenere, no?
PASOLINI  Così appare la solita divisione tra Nord e Sud, intanto.
ADELE CAMBRIA   Bisogna fare una distinzione, anche nel Sud: il proletariato, non parlo del proletariato contadino, è molto libero, la piccola borghesia è ancora ipocrita e i contadini…, allora la situazione è diversa: per loro, che non posseggono niente, l’onore della donna è la ricchezza: perduto quello si è perduto tutto. Si arriva a questi assurdi, che sono certo deprecabili. Una famiglia di quattro figlie muore di fame, perché è solo il padre a lavorare. Le figlie non possono andare a lavorare perché possono perdere la verginità, lavorando, e allora si sta a casa e ci si nutre di pane e fichi e basta.

 

In un “cortile” di Palermo
PASOLINI   Senta signora, lei che cosa ne pensa dello stato di privazione in cui vivono le ragazze e in fondo anche i ragazzi qui in Sicilia?
SIGNORA   Eh, la persona priva, poi diventa più ostinata, viceversa la persona invece che è libera, la persona insomma, che è libera, si sa mantenere migliore di quelle che sono trattenute: cioè la persona che è stata trattenuta, poi si slancia e diventa pericolosa.
PASOLINI   Giusto, le donne, le ragazze  soprattutto  sono  molto  meno  libere,  non  hanno  la  libertà  che  ha un uomo.
SIGNORA   È logico, questo è per tutte.
PASOLINI   Ma le sembra giusto che sia così o no?
SIGNORA   Veramente anche la donna avrebbe il dovere di avere un po’ di svago, un po di libertà.
PASOLINI   E come mai qui in Sicilia invece non c’è?
SIGNORA   Eh, siccome l’uso è così, non ci fa tanto… non ci facciamo tanto caso…
PASOLINI   Non vorreste che cambiasse?
2a SIGNORA  Non sono dello stesso parere.
PASOLINI   Ah sì, non vorreste che cambiasse, che anche le donne fossero più libere, fossero più moderne?
SIGNORA   Eh, sarebbe anche il nostro diritto… (Grida di ragazzini) … Uh, mari, s’ammazzano…
PASOLINI   Venga qui, venga qui anche lei…

"Comizi d'amore". Intervista a Ungaretti

“Comizi d’amore”. Intervista a Ungaretti

Spiaggia di Viareggio
PASOLINI   Ungaretti, secondo lei esiste la normalità e la anormalità sessuale?
GIUSEPPE UNGARETTI   Eh… senta, ogni uomo è fatto in un modo diverso… dico nella sua struttura fisica è fatto in un modo diverso, fatto anche in un modo diverso nella sua combinazione spirituale, no… quindi tutti gli uomini sono a loro modo anormali, tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura, e questo sino dal primo momento… sino dal primo momento: l’atto di civiltà, che è un atto di prepotenza umana sulla natura, è un atto contro natura.
PASOLINI   Sono molto indiscreto se le chiedo di dirmi qualcosa a proposito di norma, di trasgressioni della norma, sulla sua esperienza intima, personale?
UNGARETTI   Beh… io personalmente, che cosa vuole, io personalmente sono un uomo, sono un poeta… quindi incomincio con trasgredire tutte le leggi facendo della poesia… Ora sono vecchio e allora non rispetto più che le leggi della vecchiaia, che purtroppo sono le leggi della morte.

"Comizi d'amore" (1963)

“Comizi d’amore” (1963)

Terrazza di via Eufrate. Casa di Pasolini
PASOLINI   Professor Musatti e Moravia, io mi rivolgo a voi come a due autorità e vi chiedo che senso può avere fare un’inchiesta come quella che ho cominciato. Tu Moravia, che ne pensi?
MORAVIA   Mah, penso che sia bene farla, qualunque siano gli effetti e i risultati di questa intervista; perché è una cosa che si fa per la prima volta, cioè per la prima volta, o quasi, credo che si faccia un film che i francesi chiamano cinema-verità, e per la prima volta questo cinema-verità in Italia parla della questione sessuale, la quale è tabù non soltanto sullo schermo, ma perfino nei salotti o nelle conversazioni abituali; perciò credo che in sé e per sé, l’intervista sia… sia bene farla.
MUSATTI   Io penserei che la gente o non risponde o risponde in modo falso.
PASOLINI   E questo per quale ragione? Per ignoranza del problema o per paura?
MUSATTI   Ma… lei sa che da un punto di vista psicanalitico l’ignoranza e la paura non sono due cose staccate. Esiste un’ignoranza per paura, cioè esiste la possibilità che noi nascondiamo a noi stessi determinate cose perché ce ne difendiamo, e allora queste cose le ignoriamo: e per ciò che riguarda il sesso, è proprio così.
PASOLINI   Una specie di crociata contro l’ignoranza e la paura. Insomma questi sono i termini più o meno di una dissacrazione, non ti pare Moravia?
MORAVIA   Sì, è questo che volevo dire… è una dissacrazione.

Una città balneare
DI CAPRI   Anche perché sono un ragazzo troppo… sì…
PASOLINI   Allora, mi dica, allora per lei personalmente lo è o no un problema importante?
DI CAPRI   No, per me personalmente è importante, insomma, oddio è tutto, però nel mondo di oggi, sa, queste cose…
PASOLINI   Ho capito. Secondo lei questo problema si presenta sotto una maschera diversa, ma nel profondo invece è importante. Voleva dire questo?
DI CAPRI   Sì, questo, esatto.
PASOLINI   Grazie.
DI CAPRI   Prego.

Sulle spiagge toscane
PASOLINI   Senti, secondo te il problema sessuale nel mondo contemporaneo è molto importante o no?
RAGAZZINO   Il problema…?
PASOLINI    Sessuale.
RAGAZZINO    Non ho capito.
PASOLINI    Eh, non c’è peggior sordo di chi non vuol capire… Il sesso ha molta importanza nel mondo contemporaneo?
RAGAZZINO    Beh… no.
PASOLINI    E per te lo è o no?
RAGAZZINO    No no… no.
PASOLINI    Allora devo dedurre che per te il problema più emozionante non è quello del rapporto con le ragazze o con le donne quando sarai più grande…
RAGAZZINO    Sì, ma guardi, il mio problema è di trovare un’anima con cui vivere felice il resto della mia vita… Chiuso.

Terrazza di via Eufrate
PASOLINI   Sono reduce da un mondo di scandalizzati. Tu, Moravia, ti scandalizzi o no?
MORAVIA   No, mai, assolutamente mai, l’unica… Insomma, potrei dire che mi scandalizza la stupidità, ma poi non è vero neanche. Io penso che bisogna sempre cercare di capire, che c’è sempre possibilità concreta di capire le cose, e le cose che si capiscono non scandalizzano. Tutt’al più vanno, vanno riferite ad un giudizio, e il giudizio è legittimo, non lo scandalo.
PASOLINI   Senti, ma tu riesci ad immaginare, a concepire, a raffigurare dentro di te il fenomeno dello scandalizzarsi?
MORAVIA   La persona che si scandalizza, il personaggio che si scandalizza è il personaggio che vede qualche cosa di diverso da se stesso e al tempo stesso di minaccioso per se stesso; cioè non soltanto è una cosa diversa, ma minaccia la propria persona, sia fisicamente, sia nel senso dell’immagine che questa persona si fa di se stesso. Lo scandalo, in fondo, è una paura di perdere la propria personalità, è una paura primitiva.
PASOLINI   In conclusione, chi si scandalizza è psicologicamente incerto, cioè praticamente un conformista.
MORAVIA   Effettivamente è vero. La persona che si scandalizza è una persona profondamente incerta.
MUSATTI   Le opinioni relative alla vita sessuale hanno una determinata funzione difensiva, per la gente, e cioè il ritenere che le cose debbano essere in una determinata maniera conformemente a certe convenzioni, a certe istituzioni, ha una sua funzione psicologica; difende, per esempio, da quello che è l’aggressione… dei propri impulsi istintivi. Ora noi abbiamo paura della nostra istintività e ce ne difendiamo precisamente con… con queste forme di conformismo…
PASOLINI   Lo scandalo come elemento dell’istinto di conservazione, dunque. Tu cosa diresti, Moravia, per concludere?
MORAVIA   Ecco, io direi questo, che una credenza che sia stata conquistata con la ragione e con un esatto esame della realtà è abbastanza elastica per non scandalizzarsi mai… Se invece è una credenza ricevuta senza una analisi seria delle ragioni per cui è stata ricevuta, accettata, sì, per tradizione, per pigrizia, per educazione passiva è… un conformismo…
PASOLINI   Il conformismo, insomma, come testarda certezza degli incerti.

Sulle spiagge toscane (borghesi)
PASOLINI   Secondo voi, il matrimonio risolve il problema del sesso o no?
RAGAZZO No… questo veramente no.
PASOLINI   Ma per quale ragione, che cosa resta fuori?
RAGAZZO   Beh… secondo me il matrimonio è una cosa troppo monotona, una cosa troppo… direi che dopo un certo periodo di tempo per forza di cose, assolutamente si esaurisce da sé… quindi secondo me è assolutamente…
PASOLINI   E quando… la carica sessuale del matrimonio si è esaurita, che cosa si dovrebbe fare?
RAGAZZO   Assolutamente il divorzio, questo…
PASOLINI   Il divorzio soltanto per ragioni sessuali?
RAGAZZO   Ah… io direi di sì… perché non ci sono altri… anche se non ci sono motivi, secondo me, anche se non ci sono motivi validi, se non ci sono cose grosse… basta da solo il fatto che si sia esaurita la carica sessuale per cui una persona non riesce più a sentire interesse per l’altra, è già sufficiente da solo perché questa…
PASOLINI   Per rendere infelice l’unione. Lei è d’accordo?
UOMO   No, senz’altro no, decisamente no, sono perfettamente… non so, d’idee opposte, anzi forse il signore è scapolo, non sa neanche che cosa significhi il matrimonio, non ha figli, quindi non può esprimere un giudizio sul matrimonio…
PASOLINI   Questo è suo figlio?
UOMO   Ma senz’altro, senz’altro, questo è mio figlio e il matrimonio è tutta un’altra cosa… il matrimonio è qualcosa di sacro, qualcosa che non si può dire in due parole, poi il matrimonio non si basa sulla vita sessuale dei coniugi. La vita sessuale dei coniugi a un bel momento è del tutto distante, è del tutto una cosa diversa, è… addirittura diventa per me un complemento alla vita matrimoniale, perché la vita matrimoniale è ben altra cosa.
PASOLINI   Ho capito: è un fatto sociale, lei dice…
UOMO   Sì, sì, senz’altro, senz’altro.
PASOLINI   Lei pensa… allora difende, in un certo senso, la famiglia, il nucleo familiare?
UOMO   Sì, senz’altro, senz’altro.

"Comizi d'amore" (1963)

“Comizi d’amore” (1963)

In una balera milanese
PASOLINI   Ha mai sentito parlare di quelle cose terribili che sono le anormalità sessuali?
SIGNORINA   No.
PASOLINI   Non sa niente in questo campo… Non sa che ci sono dei ragazzi e delle ragazze che non sono come gli altri dal punto di vista sessuale?
SIGNORINA   No.
PASOLINI   Mai sentito parlare, no? Per esempio, non ha mai sentito parlare di invertiti, per esempio, no?
SIGNORINA   Ah… beh… sì, di quello ne ho sentito ancora parlare…
PASOLINI   E non ha idea di che cosa sia questa gente?
SIGNORINA   Beh, non lo so che cosa sia, perché io… non lo so.
PASOLINI   Ma senta, se lei a un certo punto si sposerà ed avrà i figli; i figli a un certo punto possono essere anche loro di queste persone.
SIGNORINA   Ah… speriamo di no.
PASOLINI   Speriamo di no, glielo auguro di tutto cuore, ma comunque certi problemi bisogna conoscerli, per poterli curare in ogni caso, no?
SIGNORINA   Sì, va beh… ma saranno magari da piccoli, invertiti, speriamo che da grandi cambino.

In treno
PASOLINI   Senta, lei è un uomo che si scandalizza o no?
FERROVIERE   Io, no.
PASOLINI   Decisamente no… ma lei pensa che in Italia, in generale, di fronte alle cose del sesso, la gente si scandalizzi, oppure di fronte ad esse ha un atteggiamento razionale?
FERROVIERE   Io penso che sia razionale… Perché c’è una parte che si scandalizza e una parte no, ma oggi andiamo verso non scandalizzarci.
PASOLINI   Ma per esempio di fronte a certe anormalità, a certi eccessi, la gente si scandalizza o no?
FERROVIERE   Scandalizzarsi vuol dire, insomma, perlomeno io penso, che uno dice diventare rosso, vergognarsi, ecc. Mbeh, non mi fa niente, perché ormai sono un uomo di una certa età, però, insomma, non sta bene farlo, ecco, in un luogo pubblico, per la strada, ecc… Insomma non sta bene. Se le cose le vogliono fare, le facciano pure, in separata sede, che tanto oggi ne fanno tante…
PASOLINI   Sì, ma nel campo che dicevamo prima, delle irregolarità sessuali, lei si scandalizza?
FERROVIERE   Beh… sì, perché penso come uomo, penso che mi fanno schifo, insomma.
PASOLINI   Ma mi dica, che cosa prova quando si scandalizza?
FERROVIERE   Beh, io niente… io sento dentro di me che è una cosa che non può andare, insomma.
PASOLINI   Ma una cosa così, che non si determina bene… un sentimento vago, oscuro, di fastidio, insomma.
FERROVIERE   Di fastidio, più che altro, sì.
PASOLINI   Aveva cominciato col dire che non si scandalizzava… Comunque lei pensa che in Italia si scandalizzano più le persone politicamente a destra o le persone politicamente a sinistra?
FERROVIERE   Beh… io penso più quelle di … di centro (ride).

A Roma nel quartiere Eur
PASOLINI   Comunque tu da borghese ti senti un dongiovanni?
1° MILITARE   No… un dongiovanni… penso… mi sono, mi sono espresso un po’, un po’ male. Eh …
PASOLINI   Ma insomma, ti piacerebbe esserlo un dongiovanni o no?
1° MILITARE   Ma, sinceramente, no.
PASOLINI   No, e perché?
1° MILITARE   È la società che mi rende… questa società, bisogna essere dongiovanni altrimenti… altrimenti…
PASOLINI   In questa società bisogna essere dongiovanni, perché, se no…
1° MILITARE   Se no… sei un fallito.
PASOLINI   Interessante. E tu?
2° MILITARE   No.
PASOLINI   No, e come mai?
2° MILITARE   Perché so’ basso.
PASOLINI   Ma ti piacerebbe essere un po’ più alto per poter essere un rubacuori?
2° MILITARE   No… no, son bene come sono. So’ abbastanza buono…
PASOLINI   Ah, insomma, delle donne le conquisti ugualmente.
2° MILITARE   Ugualmente.
PASOLINI   E sentiamo un po’, quante donne al giorno vorresti conquistare?
2° MILITARE   Conquistare… mi contenterei di tre.., quattro…
PASOLINI   Ma insomma, vorresti essere un dongiovanni allora, in conclusione?
2° MILITARE   Ma no, il dongiovanni conquista le donne più belle, noi ci… ci accontentiamo anche di quelle più scarse.
PASOLINI   Ah… Ho capito… senti, e tu ti senti un dongiovanni o no?
3° MILITARE   Beh… io no, veramente.
PASOLINI   E perché?
3° MILITARE   E… perché non ho il fisico per essere un dongiovanni.
PASOLINI   Il fisico del dongiovanni… beh, ma sai, il fisico non conta, sai, possono contare altre qualità.
3° MILITARE   E le… qualità ce n’ho poche.
PASOLINI   Ma ti piacerebbe esserlo?
3° MILITARE   Ostia, se mi piacerebbe.
PASOLINI   E tu abruzzesino?
4° MILITARE   Un dongiovanni proprio no, perché, insomma, non sono proprio un dongiovannone, no, ma comunque un dongiovannino mediocre.., insomma mi piacerebbe.
PASOLINI   E tu veneziano?
5° MILITARE   Perché non piaccio alle ragazze perché ho il naso storto.
PASOLINI   Ah! Se tu dovessi scegliere e uno ti dicesse o tu sei un grande dongiovanni o un bravo padre di famiglia, cosa preferiresti?
6° MILITARE   Beh.., meglio.., un bravo padre di famiglia.
PASOLINI   E tu?
5° MILITARE   Sceglierei il padre di famiglia.
PASOLINI   Bravo. E tu romano?
7° MILITARE   A me me piacerebbe esse un dongiovanni, ma bisogna avecce i sordi, innanzitutto e fa ‘na vita agiata per esse un dongiovanni.

Pasolini in "Comizi d'amore" (1963)

Pasolini in “Comizi d’amore” (1963)

Davanti a una fabbrica milanese
SPEAKER   Dove si vede come la morale borghese e cattolica non sembra sappia suggerire a delle simpatiche ragazze oneste le ragioni per cui sono oneste.
[…]
PASOLINI   Si può sapere quanto guadagna al mese pressappoco …
1a OPERAIA   Ecco, siccome è a cottimo, quindi non è… ma non è sempre la solita paga: insomma oscilla sulle cinquanta, cinquantadue, secondo del cottimo.
PASOLINI   Bene, lei sa che ci sono delle donne che lavorano di notte, nei viali, lei mi capisce… che guadagnano tanto più di lei… in modo non onesto… E lei perché ha scelto la strada dell’onestà?
1a OPERAIA   Guardi, sono stata abituata così, secondo i miei genitori… quindi…
PASOLINI  La tentazione della ricchezza … l’idea di guadagnare sei o sette volte di più…
1a OPERAIA   Affatto…
PASOLINI   Ecco, io vorrei sapere qual è la ragione per cui voi avete scelto di guadagnare poco, relativamente, lavorando tanto, anziché quell’altra strada.
2a OPERAIA   Perché è meglio un lavoro onesto che uno disonesto.
PASOLINI   E lei cosa dice?
3a OPERAIA   Eh, io dico anche io così.
PASOLINI   Cioè per onestà.
4a OPERAIA   Per onestà, giusto.
PASOLINI   Ma quali sono le ragioni che le impediscono di cedere alla tentazione del guadagnare molto di più?
5a OPERAIA   Perché mi piace fare la ragazza seria.
PASOLINI   Ma perché? Perché è religiosa, per ragioni morali, perché?
5a OPERAIA   Per tutto, ragioni morali, e perché sono anche religiosa.
PASOLINI   E delle donne che invece sono disoneste, hanno ceduto alle tentazioni, cosa ne pensa lei?
5a OPERAIA   Penso che potrebbero far meglio a fare quello che faccio io, che non fare quei mestieri lì.
3a OPERAIA   Io direi che non è mica giusto guadagnare il pane in quel modo li, no.
PASOLINI   Sì, ma perché?
3a OPERAIA   Eh, per me, la vedo una cosa fuori… fuori uso… del normale, voglio dire, ecco…
4a OPERAIA   Naturalmente, è una vita che poi stanca, quella, e…
PASOLINI   Ma voi le disprezzate le donne di quel tipo?
4a OPERAIA   No.
3a OPERAIA   No.
2a OPERAIA   Son furbe.

"Comizi d'amore". Il matrimonio

“Comizi d’amore”. Il matrimonio

Scene di un matrimonio, suono di campane
PASOLINI    (fuori campo)   Ma davvero agli uomini interessa qualcos’altro che vivere? Tonino e Graziella si sposano. Del loro amore essi sanno soltanto che è amore. […]
Dei loro futuri figli sanno soltanto che saranno figli. È soprattutto quando è lieta e innocente che la vita non ha pietà.
Due ragazzi italiani si sposano. E in questo loro giorno tutto il male e tutto il bene precedenti ad essi sembrano annullarsi, come il ricordo della tempesta nella pace.
Ogni diritto è crudele, ed essi, esercitando il proprio diritto ad essere ciò che furono i loro padri e le loro madri, non fanno altro che confermare, cari come sono alla vita, la lietezza e l’innocenza della vita.
Così la conoscenza del male e del bene – la storia, che non è né lieta né innocente – si trova sempre di fronte a questa spietata smemoratezza di chi vive, alla sua sovrana umiltà.
Tonino e Graziella si sposano: e chi sa, tace, di fronte alla loro grazia che non vuole sapere.
E invece il silenzio è colpevole: e l’augurio a Tonino e a Graziella sia: «Al vostro amore si aggiunga la coscienza del vostro amore».

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