Pietralata, borgata pasoliniana, in un docu-film di Andrea Pergolari

Pietralata. Stazione

Prodotto dal Dipartimento di Arti e Scienze dello Spettacolo dell’Università La Sapienza di Roma, Il giro del pavone, firmato dall’esordiente Andrea Pergolari, è un documentario di quaranta minuti che racconta la storia e l’attualità del quartiere romano di Pietralata. Girato in una settimana nell’agosto 2006, il film è stato presentato con successo il 28 settembre di quell’anno presso il Cineclub Caméra Stylo di Roma grazie alla collaborazione con il circolo Arci. La pellicola, che si compone di immagini di repertorio e di spaccati di vita quotidiana, si apre sul parco pubblico XXV aprile realizzato dal Pci di Pietralata, con immagini d’epoca in bianco e nero, e prosegue poi, a colori, con squarci sulle strade attuali del quartiere, riempito da piccole  abitazioni borghesi alternate a palazzoni popolari.
L’occasione ha offerto il destro a Claudia Russo per una panoramica sul quartiere di Pietralata, di ieri e di oggi, che “Pagine corsare” ha ripreso da “Liberazione” del 29 novembre 2006. 

Pietralata, La storia della borgata romana
 in un documentario realizzato da Università e Arci
di Claudia Russo

“Liberazione”-  29 settembre 2006 

Nata tra il 1932 e il 1940, la borgata di Pietralata è una delle zone più popolari di Roma. Cresciuta irregolarmente nel corso dei decenni, sul limitare della campagna romana di nord-est, zona d’incontro di contadini, operai, sfollati e disoccupati, ha subìto una stratificazione sociale che ha seguito le diverse ondate dello sviluppo economico italiano. Simbolo della Resistenza romana alle retate dei nazifascisti durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale, la borgata è stata raccontata da Pasolini nell’epica sottoproletaria di  Ragazzi di vita e di Una vita violenta ed è tuttora uno dei pochi quartieri romani in cui si respira ancora lo spirito di borgata.

Pasolini nella borgata di Pietralata durante i sopralluoghi per "Accattone" (1961)

Pasolini nella borgata di Pietralata durante i sopralluoghi per “Accattone” (1961)

Ma nel documentario, oltre ai luoghi, a parlare sono gli abitanti del quartiere, che attraverso le testimonianze ne ricostruiscono il profilo e l’identità. Legato a Pasolini è  il ricordo di un intervistato che, davanti alla sua bancarella di frutta e verdura, parla del poeta friulano come di un appassionato calciatore innamorato della gente di borgata. «Un giorno il partito comunista a cui ero iscritto ha proposto di fare una squadra di calcio del partito – racconta l’uomo -. Si chiamava Albarossa. Durante il primo torneo abbiamo sfidato i vigili urbani che erano tutti altissimi e li abbiamo battuti 5 a 0. Il giorno dopo eravamo sul “Corriere dello Sport” come coloro che, venuti dal nulla, avevano sconfitto i campioni laziali».
Il documentario racconta anche la storia dei continui allagamenti del quartiere, dovuti al fatto che esso si trova al di sotto del livello dell’Aniene, e si conclude con alcuni riferimenti storico-politici di grande efficacia: «Pietralata è sempre stata una zona rossa – dicono alcuni abitanti -. La chiamavano la Piccola Mosca e qui i fascisti non si azzardavano a mettere piede».

Roma. Pietralata. Il cortile di Casale Cervelletta

Roma. Pietralata. Il cortile di Casale Cervelletta

 

 

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