La Roma di Pasolini in via Carini a Monteverde

Roma

Un viaggio nella zona di Monteverde, dove Pier Paolo Pasolini abitò dapprima in via Fonteiana  e poi in via Carini, prima di trasferirsi all’Eur. Di quest’ultima via, sul “Tempo” dell’ottobre 2008, Giulia Martelli racconta in modo agile la storia e i monumenti, testimoni di una vecchia Roma lontana dalle rotte turistiche.

Monteverde: un museo a cielo aperto
di Giulia Martelli

“Il Tempo” –  ottobre 2008

Un viaggio nella storia di Monteverde, uno dei quartieri più amati della città. L’estate romana ha regalato ai suoi abitanti anche questa opportunità, attraverso un tour guidato per le strade, i vicoli, i palazzi e i monumenti della «vecchia» Roma, a volte dimenticati per lasciare il passo ai più «classici» Colosseo, piazza Navona, San Pietro, piazza di Spagna, Fontana di Trevi.
Grazie alla bravura e alla simpatia dell’archeologo Sandro Giuseppe Sardella, inizia il viaggio per Monteverde, e subito si scopre che in epoca romana era una zona molto chic, una sorta di centro storico: vi abitava infatti la stragrande maggioranza dei patrizi. La passeggiata notturna inizia da Porta di San Pancrazio, che divideva idealmente la città in area urbana e area campagnola. Andando avanti con le spiegazioni, ci si rende conto che ogni angolo di Monteverde trasuda l’epoca Garibaldina e che ovunque si respirano le gesta dell’eroe dei Due Mondi e dei Mille: dalla villa del Vascello, dove nei muri ancora sono impressi gli spari delle baionette e le palle dei cannoni, fino al Largo 3 giugno 1849, dove attraverso delle immagini riprodotte al computer l’archeologo ha mostrato come fossero le trincee e il Fosso Tiradiavoli.

Monteverde. Porta San Pancrazio

Monteverde. Porta San Pancrazio

C’è anche la casa dove è morto il compositore Goffredo Mameli.  Imponente la Basilica di San Pancrazio, che avvolta nella notte acquista un forte senso mistico, bellissime anche le vigne, la colonna crucifera e le catacombe, attaccate a quelle di Calepodio. Grazie alla guida si scopre che Pancrazio era un fanciullino siriano che fu martirizzato nel terzo secolo d.C., perché non si convertì al paganesimo come voleva l’imperatore Diocleziano.
Continuando a camminare ecco via Carini, dove sono stati realizzate le case del Sabatucci e soprattutto dove abitò Pier Paolo Pasolini. Al civico 45, infatti, proprio sopra il portone c’è una targa di marmo che ricorda gli ultimi anni di vita del grande regista e scrittore. Sempre in tema pasoliniano ecco via Bonet, dove nasce Ragazzi di vita, i famosi grattacieli di via di Donna Olimpia e il Ponte Bianco.

Targa in ricordo di Pasolini nella casa di via Carini 45

Targa in ricordo di Pasolini nella casa di via Carini 45

In via Algardi, Sardella ha spiegato la storia dei primi villini degli anni Venti e la nascita dell’ospedale San Camillo. Nel cuore di Monteverde impossibile non visitare Villa Pamphilj: immersa nel verde e nell’oscurità, ecco l’Arco Trionfale, viale Rozat e viale Laviron. Con grande entusiasmo dei visitatori, la serata si è protratta ancora un po’, con la visita di villa Spada e Villa Aurelia. Un giro intorno alle Mura Gianicolensi, e la passeggiata si conclude con il ritorno a Porta San Pancrazio.
Un tour inaspettato, ricco di sorprese, a dimostrazione che Roma è una città dalla storia infinita e che in ogni suo angolo è possibile ritrovare frammenti di avvenimenti, gesta e personaggi che l’hanno resa unica al mondo.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.