Sabato 8 febbraio 2020 alle 17.30 inaugurazione della nuova mostra del Centro Studi: “Mario Micossi: ju pai ciamps di Versuta – Incisioni, graffiti e disegni sui luoghi di Pasolini”

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SABATO 8 FEBBRAIO 2020, ORE 17.30

INAUGURAZIONE MOSTRA

 

MARIO MICOSSI
JU PAI CIAMPS DI VERSUTA
INCISIONI, GRAFFITI E DISEGNI SUI LUOGHI DI PASOLINI

 

8 FEBBRAIO / 8 MARZO 2020

CENTRO STUDI PIER PAOLO PASOLINI – CASARSA DELLA DELIZIA (PN)

 

Sabato 8 febbraio 2020 alle ore 17.30 è in programma l’inaugurazione della nuova mostra del Centro Studi Pier Paolo Pasolini “Mario Micossi: ju pai ciamps di Versuta – Incisioni, graffiti e disegni sui luoghi di Pasolini”. L’evento avrà luogo presso la sede del Centro Studi a Casarsa della Delizia.

A partire dal mese di ottobre del 1944 fino all’autunno del 1947, Pier Paolo Pasolini e la madre Susanna Colussi vissero nel vicino borgo di Versuta, dove si erano trasferiti da Casarsa per sfuggire ai bombardamenti aerei alleati. Alla fine di novembre del 1945 li raggiunse il padre Carlo Alberto Pasolini di ritorno dalla prigionia in Kenia, mentre il fratello Guido, partigiano nella Brigata Osoppo,  aveva trovato la morte, il 12 febbraio, a pochi mesi prima della fine della guerra, nel massacro di malga Porzus.

Dopo il loro arrivo a Versuta madre e figlio, ospiti al primo piano della casa della famiglia Bazzana, iniziano a insegnare ai figli dei paesani, dato che le scuole sono chiuse per i pericoli della guerra. Gli alunni erano ragazzi dai 12 ai 16 anni Dante, Tonuti, Cesare, Beppino, Giovanni, Learco, Alfredo e altri e le lezioni si tenevano in una piccola stanza. Il 18 febbraio 1945 Pier Paolo Pasolini fondò ufficialmente l’Academiuta di lenga furlana assieme gli amici Cesare Bortotto, Pina Kalc, Rico De Rocco, Virgilio Tramontin, Ovidio e Ermes Colussi, Bruno Bruni, Fedele Girardo e Nico Naldini. Con la bella stagione, la scuoletta di Versuta si trasferì nel vicino Casèl in mezzo ai campi: “…era molto piccolo e ci si stava appena; ma spesso si andava a far scuola sul prato, sotto due enormi pini sfiorati dal vento: ora di quel tempo mi sembra tutto perfetto…”.

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Il piccolo borgo, adagiato sulla verde pianura friulana, è impreziosito dalla presenza della chiesetta trecentesca dedicata a Sant’Antonio abate, dai filari di gelsi, dalle vigne, dai campi di granturco, mentre a nord si scorge l’arco colorato delle Prealpi.  A est, poco distante, la distesa ghiaiosa, dove scorre l’amato Tagliamento.

Pier Paolo Pasolini in questo sperduto esilio visse momenti in cui il dolore per gli orrori della guerra e la morte tragica di Guido si confusero con i sentimenti di felicità legati alle nuove amicizie e alle esperienze che andava scoprendo in quei giorni. I suoi versi in lingua friulana e le sue confessioni raccolte negli inediti Quaderni rossi ne sono la testimonianza più sincera.

A 50 anni di distanza un altro grande artista, Mario Micossi, visitò quel borgo, quasi per caso, inseguendo la prospettiva dell’arco delle Alpi Giulie: “Ma ecco che in una giornata trasparente d’inverno, e precisamente nei primissimi giorni del 1994, capitai a Versuta, tra Casarsa e San Giovanni. Una rivelazione! E’ da qui che il profilo completo di quel meraviglioso capriccio geologico che sono le Giulie, appare in tutto il suo splendore”. Per diversi mesi egli fece ritorno con regolarità a Versuta e nei vicini luoghi di Pasolini realizzando  disegni a matita, graffiti, e piccoli acquerelli in formato cartolina. Alcuni di questi lavori verranno pubblicati l’anno seguente nel bellissimo volume curato dallo studioso Gianfranco Ellero Ciasarsa San Zuan Vilasil Versuta della Società Filologica Friulana in occasione del 72° Congresso che si tenne proprio nel paese di Pasolini.

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Ora, grazie al prezioso suggerimento di Gianfranco Ellero che a lungo si è occupato degli anni friulani di Pasolini, e alla generosa disponibilità di Elena e Anna Micossi, che con amore e passione custodiscono l’eredità artistica dello zio, le meravigliose incisioni, gli acquerelli e i disegni a matita realizzati en plein air a Versuta da Mario Micossi si possono ammirare nelle stanze di Casa Colùs, un tempo abitazione della madre del poeta e oggi sede prestigiosa del Centro Studi Pier Paolo Pasolini.

Nato ad Artegna nel 1926, Micossi fu pittore ed incisore di fama internazionale, le cui opere sono oggi esposte in gallerie e musei di Vienna, New York, Berlino, Tokyo, Boston, Chicago e San Francisco. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, si trasferì fino al 1955 a New York, dove ottenne larga fama anche grazie a disegni e litografie realizzati per la celebre rivista ‘’The New Yorker’’. Il suo punto di riferimento rimase sempre il paesaggio friulano, che l’artista continuò a ricreare per tutta la sua vita.

La mostra inizialmente prevista fino all’8 marzo, è stata prorogata fino a domenica 15 marzo. Il titolo ju pai ciamps di Versuta trae origine da un verso dello stesso Pasolini che si trova in una piccola raccolta, A Versuta. L’esposizione delle opere di Mario Micossi apre mirabilmente il ciclo di iniziative che nel corso di tutto l’anno 2020 si succederanno per ricordare i 75 anni dalla nascita di quella straordinaria esperienza pedagogica che è stata l’Academiuta di lenga furlana.

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