Restauro del “casèl” di Versuta, mitico luogo del giovane Pasolini maestro di scuola

"Academiuta di lenga furlana". Emblema e motto

Nelle pagine edite postume (1982) di Atti impuri, a metà tra il diario intimo e il  tentativo di romanzo in terza persona, Pasolini raccontò le esperienze vissute a Versuta, un minuscolo villaggio nei pressi di Casarsa, dove egli, riparato con la madre per fuggire dai pericoli di guerra, dimorò dall’ottobre 1944 al 1947. Tra tante iniziative a cui dette vita nella giovinezza friulana, in quel piccolo borgo immerso nella campagna  egli animò in particolare una libera scuola per i ragazzi del posto, cui gli eventi bellici impedivano la frequenza regolare alle lezioni. Una rustica e generosa pedagogia, che il maestro Pasolini praticò  tanto al chiuso, nella stanzetta che aveva affittato presso la famiglia Bazzana, quanto nella bella stagione  all’aperto, nei pressi di un “casèl”. Era, questo, un piccolo edificio adibito a ricovero attrezzi, posto in mezzo al prato della famiglia Spagnol e non lontano dalle acque della roggia Versa. Quel locale sarebbe oggi del tutto privo di nota  se appunto non fosse entrato a far parte della biografia e della formazione del giovane Pasolini, che così ne scrisse: «Quando venne la bella stagione (erano gli ultimi di Marzo: ho davanti agli occhi i peschi e i mandorli degli Spagnol che reggevano il loro scarlatto e il loro candore sul verde appena visibile) andammo a far scuola in quel casello tra i campi di cui ho già parlato. Era molto piccolo e ci si stava appena; ma spesso uscivamo sul prato e ci sedevamo sotto i due enormi pini sfiorati dal vento. Ora, di quella stagione, mi sembra tutto perfetto: anche i bombardamenti» (P.P.Pasolini, Romanzi e racconti, a cura di W. Siti e S. De Laude, 2 voll, “Meridiani” Mondadori, Milano, 1998, vol. I, p. 25).
Il “casello” di Pasolini , insediato nel fondo agricolo di una proprietà privata e da tempo in disuso, versa oggi in condizioni precarie che ne mettono a rischio la sopravvivenza, senza dire che uno dei due pini “sfiorati dal vento” che lo ombreggiavano si è da tempo miseramente seccato ed è stato tagliato. Per una congiuntura fortunata, tuttavia, quello spazio di mitica risonanza letteraria risorgerà a nuova vita e potrà diventare meta degli appassionati pasoliniani. È recente infatti la notizia che, grazie allo stanziamento di un cospicuo contributo di fonte ministeriale direttamente al Comune di Casarsa, il “casello” e l’area che lo circonda potranno essere restaurati e attrezzati per l’accoglienza dei visitatori.
Dei particolari del progetto dà conto un articolo di Donatella Schettini, uscito sul «Messaggero Veneto» del 2 gennaio 2018, che qui riprendiamo.

Versuta. Il "casèl" di Pasolini

Versuta. Il “casèl” di Pasolini

 Casèl di Versuta, concessi i fondi per il riatto
di Donatella Schettini

messaggeroveneto.gelocal.it – 2 gennaio 2018

Il 2017 si è chiuso con un’ottima notizia, per Casarsa: un contributo di 400.mila euro per il recupero del “casèl” di Versuta e per il progetto di valorizzazione dell’area. Fondi che lo Stato ha concesso grazie al progetto “bellezza@governo.it”, che nel complesso mette a disposizione 150 milioni di euro per il recupero di luoghi culturali.
Il Comune aveva inoltrato la proposta a maggio, e il 15 dicembre la commissione ha valutato i progetti e assegnato contributi. «Il recupero del casèl, oggi in stato di precaria conservazione, e del paesaggio circostante – afferma l’ex assessore alla cultura Francesco Colussi – costituisce un nuovo importante tassello che, assieme ad altri, dà sostanza agli obiettivi di valorizzazione turistica e culturale dei luoghi legati alla presenza di Pasolini nella nostra terra, su cui si concentrano interesse e apprezzamenti che richiamano presenze turistiche in costante crescita».
Il casèl di Versuta è un piccolo edificio in muratura, originariamente un ricovero per attrezzi agricoli, che Pasolini vedeva dal ballatoio della sua dimora: ne aveva fatto la sede della sua scuola nel 1944, quando con la madre Susanna era sfollato a Versuta per sfuggire ai bombardamenti. I bambini di San Giovanni e Versuta non avevano la possibilità di andare a scuola, e madre e figlio avevano deciso di aprirne una a casa loro. Nella bella stagione, le lezioni si tenevano al casèl e all’aperto. Era anche diventato punto di ritrovo dei giovani poeti dell’Academiuta fondata dallo stesso Pasolini.
Nella relazione al governo centrale, il Comune aveva dichiarato di voler restituire dignità a questo luogo «così carico di memoria letteraria».
Il costo per acquisire il casèl e i terreni circostanti è stimato in 30 mila euro; il restauro conservativo, la formazione del percorso pedonale e la costruzione della passerella sulla roggia dovrebbero costarne circa 80 mila. La parte maggiore di spesa riguarda la riqualificazione dell’area di Versuta, con la costruzione di un parcheggio, il completamento dell’illuminazione pubblica e la creazione di percorsi ciclabili.

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