Gli studenti di Roma rileggono “Pilade” di PPP

Con penna brillante la giovane Cecilia Strazza annuncia in rete  il reading che alcuni studenti di Roma, muovendosi tra il tragico, il pop e la riflessione militante,  proporranno  a breve sul testo Pilade di Pasolini, al termine di un lungo anno di lavoro.  

“Pilade” di Pasolini nella rilettura pop degli studenti romani
di Cecilia Strazza 

www.vertigo24.net  –  5 giugno 2015

Arte, attualità, classicità e musica. E ancora prosa, poesia, realtà e finzione, tutto frullato sotto le immortali parole di Pier Paolo Pasolini. È questo l’intento dello spettacolo Pilade, evento speciale che andrà in scena mercoledì 10 giugno 2015 alle ore 18.30 presso il Teatro ”Cine” dell’Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini di Roma. La rappresentazione è curata e ideata dai ragazzi di ”Officina” dell’Istituto Statale Rossellini e da quelli del Liceo Scientifico Keplero della Capitale che, studiando e analizzando l’influenza culturale di Pasolini dagli anni ’60 ad oggi, hanno deciso di portare in scena, sotto forma di reading, l’apologo teatrale edito nel 1967 e firmato, per l’appunto, dal grande regista e poeta.
Il Pilade, viaggiando su binari alternati che si incontrano – e scontrano – durante tutto lo spettacolo, si svolgerà sotto la cornice volutamente distaccata di un teatro di posa spoglio da scenografia ma pulsante di straordinario coinvolgimento intellettuale. Già perché la messa in scena, che si ramifica – oggi come allora – tra potere e possesso, fiction e cronaca, tra passato e futuro, sarà suddivisa in due distinte voci degli attori: da una parte c’è la Tragedia, con i sussulti del fervente Pilade, di Elettra e di Oreste; dall’altra c’è la spinta all’attualità attraverso ”ritagli” di giornale, poesie, scritti (Calderón,  Le Ceneri di Gramsci) e passi del film Medea  diretto da Pasolini.

"Pilade". Regia di Antonio Latella (2004)
“Pilade”. Regia di Antonio Latella (2004)

Il Pilade ha impegnato i ragazzi per un intero anno di lavoro, mettendoli di fronte alla sfida irrinunciabile di discutere, analizzare e immaginare la globalità di Pasolini, ”sporcandosi”, come lui, le mani nei contrasti tra classico e pop, evidenziandone le numerose profezie e il post-modernismo. La scelta, per quanto riguarda la musicalità, è poi ricaduta sul contrappunto scenico e sonoro tra  Mina, traccia della Tragedia, e quella cerebrale e barocca di Johann Sebastian Bach, incessante e multiforme per il rinvio al  Pasolini cronista e rivelatore. Dunque, in un turbine di contraddizioni popolari e solenni, i ragazzi con la proposta del Pilade hanno sentito il bisogno di urlare, ancora e ancora, il loro ”Pasolo” alla gente, con la necessità disperata ma consapevole di uscire dalla fredda ragione e dalla distruttiva omologazione, per abbracciare così l’empatia e l’imprescindibile libertà.