A Casarsa una suite per David Maria Turoldo nella “glisiut” di Pasolini (14.X.’16)

Venerdì 14 ottobre 2016 alle ore 20.30, presso l’antica Chiesa di Santa Croce di Casarsa della Delizia (via XI Febbraio), la Compagnia Teatro della Sabbia presenta il recital poetico E tu, Madre, una suite per tre voci recitanti (Caterina Comingio, Maurizio Perrotta, Vincenzo Muriano) diretta dal regista Vincenzo Muriano e impreziosita per l’occasione dalla immagini fotografiche del maestro Elio Ciol.
Si tratta di un appuntamento di intenso significato memoriale pensato per un omaggio a David Maria Turoldo, di cui nel 2016 si celebra il centenario dalla nascita e di cui lo spettacolo rievoca la figura dalle forti sfaccettature:  di uomo di lotta ostile ai compromessi, di poeta mistico e di religioso di altissima spiritualità.
Ad aggiungere ulteriori suggestioni all’iniziativa (a ingresso libero) è il fatto che il recital viene proposto nell’antica Chiesa di Santa Croce in Casarsa, dove David Maria Turoldo accolse la salma di Pier Paolo Pasolini e ne celebrò le esequie il 6 novembre 1975.
Riproduciamo qui di seguito il comunicato diffuso dal Comune di Casarsa, che organizza la serata in collaborazione con la Parrocchia di Santa Croce e Beata Vergine del Rosario.

"E tu, Madre", suite per David Maria Turoldo. Cartolina
“E tu, Madre”, suite per David Maria Turoldo. Cartolina

In particolare, il recital poetico E tu, Madre vuole ripercorrere, attraverso alcuni tra i più rappresentativi testi del poeta friulano, la figura della Madre, come donna terrena (la madre di Turoldo) e come emblema di Santità (Maria Vergine Madre di Gesù Cristo) e della Cristianità.
Un percorso poetico preciso, restituito nella veste simbolica di una Suite, ovvero una successione di movimenti obbligati, quali stanze musicali dove la voce nella recitazione spazi e si sciolga in un canto sospeso e intrecciato all’Armonia turoldiana. Un sentiero scosceso di parole, incise nella terra natale e nella memoria prenatalescandito da proiezioni di emblematiche immagini fotografiche, straordinarie per potenza evocativa, del maestro Elio Ciol, gentilmente concesse per l’occasione.
«La parola della madre diventa parola stessa della poesia», rivelava Zanzotto nella sua “Nota” introduttiva alla raccolta turoldiana O sensi miei…
La parola ancor più in questo nostro percorso è presenza, suono, canto vivo: nel nome della Madre.