Sul magazine online “Globalist” le impressioni sulla Casarsa di Pasolini di Irene Gianeselli

La campagna di Casarsa in una foto di Fabien Girard (2013)

“Pasolini da Casarsa non è mai partito eppure non c’è mai tornato”: prendiamo a prestito questa frase dall’articolo di viaggio di Irene Gianeselli Un giorno d’estate a Casarsa, nel Friuli di Pasolini apparso il 12 settembre sulle pagine del magazine online “Globalist”, per segnalarlo con piacere ai lettori del blog Molteni/CSPPP.

Nell’articolo, frutto di un’intensa giornata passata nei luoghi pasoliniani dall’autrice, anche l’incontro con il presidente del Centro Studio, Piero Colussi, e l’accenno ai progetti futuri che daranno vita agli spazi del Centro Studi, che proseguono l’impegno di dare sempre maggior rilievo alle origini del poeta e alla sua “formazione” friulana, che si accompagnano agli sforzi di rendere sempre più fruibile agli studiosi di tutto il mondo i materiali conservati da Casa Colussi. Casarsa è una tappa ineludibile per la piena comprensione dell’opera pasoliniana: l’hanno confermato anche molte delle relazioni presentate dai docenti della prima Summer School organizzata a Casarsa dal Centro studio e affiliata alla Équipe Littérature e Culture Italiennes (ELCI) di Sorbonne Université, alle Università di Udine, di Trieste e Ca’ Foscari Venezia, e alla Società Italiana per lo studio della Modernità letteraria (MOD) con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Casarsa della Delizia e della Fondazione Friuli. A Casarsa, come sottolinea proprio Gianeselli nel suo articolo, “ci sono le radici, la matrice linguistica, l’origine poetica e politica e la tensione a capire i moti che coinvolgono il sottoproletariato, le corse fino a perdere il fiato”.

Approfittiamo di questo spazio anche per ricordare che il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa rimarrà chiuso dal 1 al 26 ottobre 2018 per lavori di riqualificazione della zona d’ingresso e per l’allestimento della prossima mostra fotografica, dedicata al film Mamma Roma. Pertanto, gli spazi museali non saranno visitabili, ma rimarrà sempre consultabile la biblioteca, a disposizione di esperti e studiosi.

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