Con Teatri 35 il “Vangelo” di PPP tradotto in perfetti “Tableaux vivants”

Teatri 35. I Tableaux vivants

“Teatri 35”, un nucleo di artisti attivo professionalmente da 15 anni nel campo della sperimentazione teatrale e dell’educazione,  sviluppa la propria ricerca nel rapporto fra teatro, arti visive e musica, producendo spettacoli, performance e progetti  artistici e culturali per importanti rassegne nazionali internazionali.  La compagnia, che opera principalmente a Napoli dove ha sede un laboratorio permanente,  da diverso tempo lavora  ai “Tableaux vivants”, vere e proprie messe in scene pittoriche, che dal 2011 hanno preso forma anche attraverso l’incontro con la musica dal vivo.
Tra le più recenti creazioni si colloca anche il suggestivo lavoro
per una Rosa, che, su una stratificata partitura musicale, si ispira alle immagini del Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, ne traduce le visioni nella fisicità dei corpi plastici degli attori e si offre come un originale e perfetto esempio di teatro del sacro. Su questa interessante sperimentazione di spirito pasoliniano pubblichiamo una recensione della giornalista Maddalena Orlando, realizzata in occasione di una recente replica dello spettacolo al Castello Aragonese di Taranto.

“per una Rosa”, il senso del sacro di Pasolini nei “Tableaux vivants”
di Maddalena Orlando

www.corriereditaranto.it -25 marzo 2016

Su quello che diventa il palcoscenico sono distesi tanti drappi. Strisce di stoffa di diversi colori e dimensioni, affiancati gli uni accanto agli altri, in attesa. Quando si accendono i fari, due attori muti ne scelgono alcuni e vi si avviluppano, diventano abiti, sotto gli occhi degli spettatori, silenziosi ed attenti. Con movimenti precisi e decisi i due attori allestiscono il loro quadro, d’improvviso si bloccano in una posa plastica, con uno scatto esprimono una espressione e diventano i personaggi di una tela, sotto una luce studiata. E la rappresentazione è compiuta.
Qualche istante di immobilità e riprende la svestizione e la raccolta del nuovo drappeggio per il successivo quadro, mentre continua un sottofondo musicale di genere sacro a fissare l’emozione.
Sono i Tableaux  vivants tratti dal Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini che ieri (24 marzo 2016, ndr.) nel Castello Aragonese hanno presentato i “Teatri 35” con la performance per una Rosa , per la rassegna “Mysterium Festival 2016”.

"per una Rosa" di Teatri 35. Un quadro

“per una Rosa” di Teatri 35. Un quadro

Sono composizioni crude, verosimili al linguaggio di Pasolini, che ha sempre attinto ad una realtà concreta, povera, essenziale. Rappresentando anche la riflessione cristiana nel contesto popolare.
«Numerosi – si legge nelle note di regia- sono i riferimenti al mondo dell’arte: da Giotto a Correggio, da Masaccio a Piero della Francesca, da Caravaggio ai manieristi Pontormo e Rosso Fiorentino, da Niccolò dell’Arca a Guido Mazzoni. Le descrizioni paesistiche di Pasolini sono vere e proprie descrizioni digressive che hanno come tema opere d’arte figurative.
È lo stesso Pasolini a ricordarlo a proposito del cinema, quando afferma di non riuscire «a concepire immagini, paesaggi, composizioni di figure al di fuori di questa mia iniziale passione pittorica […] quindi le mie immagini, quando sono in movimento, sono in movimento un po’ come se l’obiettivo si muovesse su loro sopra un quadro: concepisco sempre il fondo come il fondo di un quadro.»
Pasolini cineasta si pone davanti alla realtà come se fosse già stata dipinta, soprascritta: «amo lo sfondo, non il paesaggio. Non si può concepire una pala d’altare con le figure in movimento. Perciò nessuna inquadratura può cominciare col “campo”, ossia col paesaggio vuoto. Ci sarà sempre, anche se piccolissimo, il personaggio. […] E dietro, lo sfondo, lo sfondo, non il paesaggio.»
Nel Vangelo secondo Matteo, Pasolini insiste nella ricerca di una forma poetica e arcaica del paesaggio, che fosse adatta a significare l’epifania del sacro nella concreta forma cristiana che intendeva descrivere».
Il progetto risulta efficace e convincente, adatto ad un pubblico che goda l’intimità di queste riflessioni, ma che magari possa goderne in uno spazio più consono alla visione d’insieme.
Attori, attrezzisti e costumisti della scena sono Antonella Parrella, Gaetano Coccia e Francesco Ottavio De Santis, mentre luci e audio sono di Gennaro Maria Cedrangolo.

Maddalena Orlando

laureata in Lettere moderne, giornalista, ha partecipato al Corso di Giornalismo dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia, ha curato numerosi uffici stampa e ha lavorato per alcune emittenti televisive locali, quali Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con “Taranto Sera”, “Voce del Popolo”, “Paese Nuovo” (allegato de “l’Unità”), “Pigreco”, “Tarantoggi”, “Primaveraradio” (circuito Popolare Network), “Magazine” (in qualità di direttore), “Edili”, “Radiocittadella”.

 

 

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