Cimitero di Casarsa: tomba di Pasolini e della madre Susanna

Nel cimitero di Casarsa è sepolta tutta la famiglia. Carlo Alberto Pasolini, deceduto nel 1958 a Roma, dopo un periodo di penosa solitudine, di incomunicabilità e di alcolismo, aveva da poco raggiunto il figlio nella capitale cercando di recuperare quel teso e difficile rapporto di incomprensione. Il fratello Guido Alberto, deceduto nel febbraio 1945, ucciso da partigiani sloveni, è sepolto accanto agli altri partigiani casarsesi caduti durante la Resistenza e la piccola edicola dell’architettura commemorativa è stata affrescata dal pittore friulano Federico De Rocco.

Cimitero di Casarsa: tomba di Guido Alberto Pasolini

Pier Paolo Pasolini è sepolto accanto alla madre Susanna in un’unica isola verde, a rilevare ulteriormente l’intimo e profondo legame che univa in vita madre e figlio. Una modesta pianta di alloro incornicia con le sue timide fronde il perimetro di questo piccolo rifugio disegnato nella sua parte retrostante da una pianta di gelsomino. Al centro le due lineari lapidi bianche con incisi i loro nomi.

È dunque assolutamente necessario morire, perché finché siamo vivi manchiamo di senso, e il linguaggio della nostra vita (con cui ci esprimiamo, e a cui dunque attribuiamo la massima importanza) è intraducibile: un caos di possibilità, una ricerca di relazioni e di significati senza soluzione di continuità. La morte compie un fulmineo montaggio della nostra vita: ossia sceglie i suoi momenti veramente significativi (e non più ormai modificabili da altri possibili momenti contrari o incoerenti), e li mette in successione, facendo del nostro presente, infinito, instabile e incerto, e dunque linguisticamente non descrivibile, un passato chiaro, stabile, certo, e dunque linguisticamente ben descrivibile […]. Solo grazie alla morte, la nostra vita ci serve ad esprimerci.

P.P.Pasolini, Empirismo eretico, Garzanti, Milano 1972.