Casarsa, anni ’30: Pasolini bambino (al centro sulla sedia) al Teatro del Dopolavoro Ferroviario

Sono nato in una famiglia tipicamente rappresentativa della società italiana: un vero prodotto dell’incrocio… un prodotto dell’unità d’Italia. Mio padre discendeva da un’antica famiglia nobile della Romagna, mia madre, al contrario, viene da una famiglia di contadini friulani che si sono a poco a poco innalzati, col tempo, alla condizione piccolo borghese.

P.P. Pasolini, Il sogno del centauro. (1969 - 1975), ora in Saggi sulla politica e sulla società, Mondadori, 1999, p. 1406

Susanna, sposa dell’ufficiale ravennate Carlo Alberto Pasolini, madre di Pier Paolo, nato il 5 marzo 1922, e di Guido Alberto, di tre anni più giovane, appartiene alla famiglia dei Batistons, un ramo dell’antico ceppo dei Colùs (Colussi), una delle famiglie di origine contadina più numerose a Casarsa.

Riferendosi al rapporto di simbiosi che lo lega alla madre, Pier Paolo racconta:

Mi raccontava storie, favole, me le leggeva. Mia madre era come Socrate per me. Aveva una visione del mondo certamente idealistica e idealizzata. Lei crede veramente nell′eroismo, nella carità, nella pietà, nella generosità. Io ha assorbito tutto questo in maniera quasi patologica.

P.P. Pasolini, Intervista a Dacia Maraini (1971), ora in Saggi sulla politica e sulla società, Mondadori, 1999, p.1673

Pier Paolo frequenta a Casarsa la seconda elementare, durante l’anno scolastico 1928-1929. Vive per la prima volta in una casa, la casa della famiglia materna, per un periodo di tempo relativamente lungo e inizia a non sentire più il senso di precarietà dovuto ai continui spostamenti legati alla carriera militare del padre. Nell’opera letteraria pasoliniana non è difficile riconoscere Casarsa e i dintorni. Pasolini ne coglie la linfa ispiratrice, nelle estati trascorse in Friuli durante l’adolescenza, quando partecipa alla vita del paese e, appassionato sportivo, gioca nella squadra di calcio locale. Rapito dall’antico mondo contadino e dal suo paesaggio, esplora la campagna, affascinato dalla dolcezza delle acque e dalla luce delle grave, ma anche dalle parlate locali che riuniscono piccole comunità agresti, dove si conduce una vita che è semplice e bucolica, all’origine del primo impulso all’attività di scrittore e linguista-filologo.