Nuovo interrogatorio di Pino Pelosi (25 maggio 2005). Eco sulla stampa

punto interrogativo

Il 25 maggio 2005 i magistrati della Procura di Roma interrogarono di nuovo Pino Pelosi, già condannato a 9 anni per l’omicidio Pasolini, di cui si era dichiarato colpevole nel 1975,  ma appunto riascoltato a seguito della nuova versione  dei fatti raccontata (ma dietro compenso in danaro) durante la trasmissione tv  Ombre sul giallo di Franca Leosini. Il nuovo interrogatorio trovò il 25 maggio una qualche eco sulla stampa, ripresa anche su “Pagine corsare”.

Pasolini: Pm, forse non attendibili dichiarazioni Pelosi
redazionale
 

“Il Corriere della Sera” / Ultime notizie  – 25 maggio 2005

Potrebbero non bastare a riaprire il caso le dichiarazioni rese ai giudici della Procura di Roma da Pino Pelosi, ritenuto responsabile dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini. Le dichiarazioni rese da Pelosi ai magistrati della Procura di Roma potrebbero infatti non essere sufficienti per determinare l’apertura di una vera e propria indagine su quanto avvenne il 2 novembre del 1975 all’Idroscalo di Ostia. Pelosi, che al momento si trova in carcere per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, ha ribadito il contenuto dell’intervista concessa alla Rai nella quale aveva affermato che furono tre sconosciuti, con accento meridionale, ad aggredire lo scrittore e che non ne fece cenno per paura e perché era all’epoca un 17enne. L’uomo ha inoltre dovuto ammettere di essere stato pagato dalla Rai. «Ho preso 6500 euro lordi», ha detto Pelosi, «per partecipare al programma di Franca Leosini».

Caso Pasolini, interrogato Pelosi
redazionale

“Audionews.it” / Ultime notizie – 25 maggio 2005

Interrogato oggi in questura a Roma Pino Pelosi, nell’ambito delle nuove indagini sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini. La riapertura del caso dopo le rivelazioni fatte in una trasmissione Rai dallo stesso Pelosi, condannato per l’uccisione del poeta. Stretto riserbo sul contenuto dell’interrogatorio. Nei prossimi giorni i magistrati potrebbero convocare altre persone.

“Non l’ho ucciso io”. Pelosi interrogato a Roma
redazionale

“Il Giorno”/ Ultime notizie – 25 maggio 2005

Pino Pelosi, condannato a 9 anni di reclusione per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto il 2 novembre 1975 ad Ostia, vicino a Roma, è stato ascoltato, questa mattina, negli uffici della squadra mobile della Questura di Roma. Pelosi ha ribadito ai magistrati romani il contenuto dell’intervista diffusa nelle scorse settimane durante il programma Ombre sul giallo. Ossia, che non fu lui ad uccidere lo scrittore-regista, ma tre persone con accento meridionale, delle quali non conosce i nomi.
Per una di queste Pino ”la Rana”, arrestato di recente per possesso di droga, ha anche fatto una descrizione: una persona di circa 40 anni, all’ epoca dei fatti, con la barba. I pm Ormanni e De Martino hanno riaperto le indagini sul delitto dell’ Idroscalo di Ostia sulla base di una denuncia dell’ avvocato Nino Marazzita, legale di parte civile per conto dei familiari di Pasolini. Marazzita chiede di approfondire non solo le dichiarazioni di Pelosi, ma anche quelle di Sergio Citti, il regista che ha ricollegato l’ omicidio di Pasolini al mancato pagamento di un riscatto per la restituzione della pellicola Salò, ultima opera cinematografica di Pasolini.
Oggi Pelosi, che a quel tempo aveva  17 anni, dice che può parlare visto che i suoi genitori sono morti e lui non ha più niente da perdere. Pier Paolo Pasolini, venne ritrovato nella notte tra il 2 e il 3 novembre del ’75 ad Ostia, a circa duecento metri dal mare. Lo scrittore fu massacrato a colpi di bastone, poi il suo corpo venne schiacciato con le ruote di una macchina. A quel tempo sui giornali si leggeva che ad agire in un modo così spietato era stato un ragazzo di borgata di soli 17 anni, Giuseppe Pelosi.

 

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