2005. Omaggi a PPP trent’anni dopo. Parte seconda

Libri

Proseguiamo con una seconda sezione l’elenco delle manifestazioni, segnalate su “Pagine corsare”, che  nel 2005, nel trentennale della morte di Pasolini, hanno ricordato in Italia e all’estero l’opera, letteraria e cinematografica, del poeta-cineasta. (af).   

1.“Pier Paolo Pasolini. Nove ore dopo”
Un mostra fotografica di Ilija Soskic a cura di Simonetta Lux
nel trentesimo anniversario della morte dello scrittore-regista PPP
Roma. Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea della “Sapienza” di Roma
2 novembre 2005

Mercoledì 2 novembre 2005 alle ore 18, nel trentesimo anniversario dalla morte di Pier Paolo Pasolini, presso il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma “La Sapienza”, verrà inaugurata la mostra fotografica di Ilija Soskic, Pier Paolo Pasolini. Nove ore dopo, a cura di Simonetta Lux. Il 2 novembre 1975 Ilija Soskic si reca sul luogo dell’omicidio nove ore dopo la scomparsa dello scrittore-regista dove partecipa, insieme ai “ragazzi di vita”, ad una funzione post-mortem di cui lui diventa portatore di memoria attraverso le sue foto tableaux. I ragazzi di Pasolini – spiega l’artista – dopo una partita di calcio costruiscono sul campo un cerchio di pietre e una croce col nome “Pier Paolo Pasolini”.
Ilija Soskic per questa occasione espone 10 fotografie a colori inedite, un testo scritto di suo pugno su quanto ha vissuto e infine ripropone, mediante un’installazione, il cerchio funebre dei “ragazzi di vita”. Un progetto che Soskic aveva in mente di realizzare da anni e che coglie l’occasione di presentare ora al MLAC.
Gli scatti di Soskic non sono testimonianza giornalistica della tragedia, piuttosto attimi colti e rivissuti mediante il suo occhio-obiettivo, che riprende anche i segni e le orme lasciate sul terreno qualche ora prima. Un luogo, una traccia, un evento – secondo Simonetta Lux, curatrice della mostra ed autrice della monografia su Soskic di prossima pubblicazione – quale che sia la parte del mondo in cui si trova, costituisce per Soskic un punto di presa su una realtà immediatamente vissuta. L’azione che egli compie è la messa in scena che registra e svela in profondità l’effimero attimo di quel tempo e di quel luogo, rendendolo eterno grazie all’autenticità del suo procedimento attivo, cioè grazie all’arte.
La mostra è realizzata con il patrocinio e il contributo di Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali, Regione Lazio per le ricerche in “Applicazione nuove tecnologie multimediali arte contemporanea”, volute dal direttore Simonetta Lux e realizzate dal curatore del MLAC Domenico Scudero con Associazione L.H.O.O.K

Ilija Soskic nasce a Decani, località montenegrina della ex-Jugoslavia, nel 1934. E’ tra i primi autori dell’arte di comportamento insieme a Luigi Ontani. Dal 1969 Soskic si trasferisce in Italia, a Bologna, e dal 1973 a Roma dove frequenta l’ambiente sovranazionale delle gallerie Gap e l’Attico; tornerà nella sua terra solamente per assistere e testimoniare i disastri della guerra. Il suo lavoro, che si orchestra tra azione performativa, fotografia, video e installazioni, tende a fondere in un’elaborazione altamente critica elementi culturali e politici, mitologie ed elementi drammatici della natura: un percorso che offre ampio spazio alla dimensione progettuale condensandone la natura concettuale.

All'Idroscalo. Foto di Ilija Soskic

All’Idroscalo. Foto di Ilija Soskic

2. “Pier Paolo Pasolini. Trent’anni di poesia perduta”
“Anno Zero”, Assoc. Socio-Culturale e Licei “R.L. Satriani”
Cassano (Cosenza)
4 novembre 2005

In occasione del trentennale della morte di Pierpaolo Pasolini, “Anno Zero”, Associazione Socio-Culturale in collaborazione con i Licei “R.L. Satriani” di Cassano e con la collaborazione tecnica di www.cassanoalloionio.info, ha voluto ricordare Pasolini dedicandogli, il 4 novembre scorso, un incontro sul tema Pier Paolo Pasolini. Trent’anni di poesia perduta“.
La serata  è stata arricchita con un multimedia work creato per l’occasione dalla redazione di “Anno Zero”.

3. Symposium. “Pier Paolo Pasolini and the City” 
Los Angeles 
5 novembre 2005

A Los Angeles si è tenuta il 5 novembre una giornata di studio sul pensiero pasoliniano intorno alla città, anche in rapporto alla dialettica tra centro e periferie. Ne è stato organizzatore Alessandro Marianantoni, che ha raccolto alcuni giovani e brillanti relatori. Qui di seguito il programma dei lavori, insieme agli abstract dei contributi e alle biografie degli studiosi. Altre Informazioni sono reperibili su www.hypermedia.ucla.edu/alessandro/pasolini.htm.

 SYMPOSIUM
Pier Paolo Pasolini and the City
Saturday November 5, 2005
School of Theater, Film and Television, University of California
Los Angeles

PROGRAM
11 am – 11:15 am
Welcome and introduction
Robert Rosen, Dean Theater, Film and Television
Clara Celati, Consular Officer Cultural Affairs Italian Cultural Institute
Jeff Burke, Executive Director REMAP

11:15 am – 1:15 am
Morning Session
The Polis of Pasolini: Maps, Symbols, Demise
Moderator: Prof. Karen Pinkus, USC
Alessandro Pirolini, UCLA Extension
Signs of the City: a Multimedia Introduction to the Function and Representation of the Urban Environment in Pasolini’s Cinematic Work
Thomas Harrison, UCLA
The Defunct City
Gian Maria Annovi, Columbia University
Content with the Desert: Mapping Pasolini Beyond City and Periphery

1:15 pm – 2:30 pm Buffet

2:30 pm – 4:30 pm
Afternoon Session
Memory And Legacy Of The Slums: Pasolini’s Borgate As Cinematic Language
Moderator: Prof. Mario Saltarelli, USC

Dana Renga, Colorado College
Pier Paolo Pasolini and the Memory of Martyrdom in New Italian Cinema
Ara H. Merjian, UC Berkeley
The Curator and the Excavator: Pasolini’s Cinematic Borgate (1957-1962) between Painting and Poetry
John David Rhodes, University of York
Pasolini’s (Oedipal) Housing Complex: “Mamma Roma” and the Question of Architectural Neorealism

4:30 pm – 5:00 pm Coffee break

5:00 pm – 6:00 pm
Final round table speakers and moderators

contacts Chiara Ferrari / chiarawh@ucla.edu 310.349.7645 (m)
Alessandro Marianantoni /  alex@remap.ucla.edu 323.337.7410 (m)

Symposium speakers biographies and abstracts:

1.Alessandro Pirolini Film Scholar, Department of Entertainment Studies and Performing Arts, UCLA
Title: 
Signs of the City: a Multimedia Introduction to the Function and Representation of the Urban Environment in Pasolini’s Cinematic Work

Alessandro Pirolini, PhD in American Film History, University of London, author of Rouben Mamoulian (published by Il Castoro Cinema, Milan). Pirolini currently teaches film history and theory at UCLA Extension, AVC, EVCC. IHehas written numerous articles, essays, and film reviews for such publications as “Cineforum,” “Cinemasud,” and “Il Nuovo Spettatore”.

2.Thomas J. Harrison Professor, Department of Italian, UCLA
abstract The Defunct City
This lecture will analyze Pasolini’s profoundly ambivalent rapport with the city. On the one hand, his studies of Rome are prophetic of the historical destruction of the once coherent, unified polis theorized by Aristotle and others up to Tonnies and Georg Simmel. The shanty towns of Rome reproduce and prefigure developments throughout the world’s cities which in many cases have only become more acute since Pasolini’s death. On the other hand, Pasolini shows enormous resistance to the very idea of the polis and fixes his attention on precisely what it excludes: marginal communities, mechanisms of social exile, and disinherited inhabitants. Indeed, it is with these that his deepest sympathies lie. Pasolini’s aversion to the city is consubstantial with his aesthetic-erotic identity as outsider. Ultimately he is not an analyst of the city, but the herald of its demise.

Thomas J. Harrison, Professor with a PhD in Comparative Literature from C.U.N.Y., focuses his research on the 19th and 20th centuries. His interests cover poetry, the novel, aesthetic theory, philosophy, and film. He is the author of a multidisciplinary study of European expressionism called 1910: THE EMANCIPATION OF DISSONANCE (1996) and of ESSAYISM: CONRAD, MUSIL & PIRANDELLO (1992). Two of his edited collections are NIETZSCHE IN ITALY (1988) and THE FAVORITE MALICE: ONTOLOGY AND REFERENCE IN CONTEMPORARY ITALIAN POETRY (1983). He has written articles on D’Annunzio, Ungaretti, Montale, Zanzotto, Nietzsche, Heidegger, Derrida, Stanley Fish, Alfredo Giuliani, Carlo Michelstaedter and Georg Lukacs. Before joining the faculty of UCLA in 1994 he taught in Italian and comparative literature programs at the University of Pennsylvania, New York University, Louisiana State University, and the University of Utah.

3.Gian Maria Annovi Faculty Fellow, Graduate School of Arts And Sciences, Columbia University, Università di Bologna

abstract Content with the desert: Mapping Pasolini beyond the City and Periphery
In Pasolini’s final, unfinished and probably most complex work, Petrolio, that can also be read as a body of fragmented screenplays, the main character of the book is physically split into two: Polis’s Carlo and Tetis’s Carlo. It is possible to read this split as an image of the dialectic between city and borgata, central in Pasolini’s work from his early novels and films (Accattone and Mamma Roma) I would like to show that Pasolini’s literary idea of mapping (or “mappizzare”, in italian, which is a pasolinian neologism) underlying Petrolio, also involves the concepts of the Center and Periphery. City and Outskirts appear to be two very fluid concepts, if examined under the raw light of Petrolio: the initial diaphragm which divided the center of Rome and borgata – which allows us to read the social reality as a result of the difference between middle-class and sub-proletarian world – disappears with the homogenization produced by the anthropologic mutation described by Pasolini in his last essays. The ultimate result of this process is not only the destruction of the body as a singular entity – as we see in Petrolio and Salò – but also the destruction of the City (already present in Porno-Teo-Kolossal’s screenplay) and the appearance of a New Periphery, open to the desert. The desert, as a non-mappable, wide-open space, seems to represent for Pasolini the ideal form that built itself on the informal, the only possible stage for his attempt to create the total work that is Petrolio.

Gian Maria Annovi holds a Laurea in philosophy from the University of Bologna and is writing his doctoral dissertation in Italian Literature for the same university. Currently, he is a PhD student in the Department of Italian at Columbia University. His main interests concern twentieth-century poetry, gender issues, psychoanalysis and literature. He has published essays on several contemporary authors (among them, Zanzotto, Rosselli, Porta, Sanguineti) and he recently wrote several entries concerning European Literature for U. Eco’s Encyclomedia: Il Novecento. He is presently working on the relation between the body and poetry in the 1960s and 1970s.

4.Dana Renga Assistant Professor, Department of Romance Languages, Colorado College

abstract Pier Paolo Pasolini and the Memory of Martyrdom in New Italian Cinema
In this presentation I look at how a series directors, including Nanni Moretti (Caro Diario, 1994), Bernardo Bertolucci (The Dreamers, 2003) and Marco Tullio Giordana (I cento passi, 2000 and La meglio gioventù, 2003) utilize the cultural status of Pasolini to their own ends. Implicit or explicit references to Pasolini in these films recall an engaged (socially, politically, etc.) Italy. Pasolini’s name, of course, evokes an era of social revolt, as much of his writing and filmmaking directly critiqued the serious face of power. However, Pasolini’s status as martyr is continually problematicized and undermined. Oftentimes, his memory is associated with liminal spaces, in Caro Diario, the periphery of Rome, elsewhere, the interior (The Dreamers or La meglio gioventù) or Oedipal conflicts (I cento passi). Rarely, if ever, is he directly linked to the urban sphere and all of its accompanying political, social and economic struggles. Ultimately, while these directors rely on the weight of cultural memory associated with Pasolini in order to forward a variety of messages, a series of mise-en-abîmes attest to the failure or futility of a succession of social movements in the 1960s and 1970s. Rather than directly engage in the making of history in the urban center, characters in these four films, to varying degrees, focus inward, on the personal or the primitive.

Dana Renga is an Assistant Professor of Italian at Colorado College. Interests in Italian film and gender studies. Finishing a book: Cinematic Seductions: Gender, Culture and History in Italian Film. Publications include articles on Italo Calvino, Elsa Morante, Mario Puzo and Andrea Zanzotto and Federico Fellini and has articles forthcoming on Roberto Benigni, French and Italian Holocaust Cinema and Lina Wertmuller. She wrote the introduction and headnotes to Yet Fire is Present, a Selection of Modern Italian Poetry (forthcoming, MLA Texts and Translations Series).

5.Ara Hagop Merjian  Doctoral Student, Department of History of Art, University of California Berkeley

The Curator and the Excavator: Pasolini’s Cinematic Borgate (1957-1962) between Painting and Poetry
When planning his film Le Notti di Cabiria (1957), Federico Fellini turned to Pier Paolo Pasolini to help stage the scenes which take place in Rome’s gritty periphery – a role that earned Pasolini the appellation, by several accounts, of “curator of the idiom of the slums” (“curatore del linguaggio di borgata”). My paper explores the notion of Pasolini as a cinematic “curator” – not simply of linguistic idiom and dialect, but also of the spaces, images, and architecture out of which he builds and frames his evocations of the Roman borgata. Pasolini’s works from the years 1957 to 1962 are bound up in a thoroughly intertextual venture, particularly in their conjuring of the Roman periphery: its sites, subjects, and social relevance. Focusing particularly upon Pasolini’s depictions of the borgata in works from the late 1950s and early 1960s (Accattone, Mamma Roma, Una vta violenta, Le ceneri di Gramsci, and La religione del mio tempo), I seek to place these representations in the context of both the Italian post-war “boom,” as well as some of the contemporary cultural debates that shaped cinematic production during this period. As a dialectical medium – between what Pasolini called “the eternity of style” and his more temporal, social commitments; between material squalor and aesthetic redemption – his early films from this period propose a particular, dynamic tension particular to the borgata’s words and images.

Ara H. Merjian received his B.A. in the History of Art from Yale University, and his M.A. degree from the University of California, Berkeley with a thesis on post-war Italian cinema. He is a former Fulbright scholar to Italy, and is currently Paul Mellon Fellow at the Center for Advanced Study in the Visual Arts at the National Gallery (Washington, DC), where he is finishing his dissertation, Urban Untimely: Giorgio de Chirico and the Metaphysical City. He has published and lectured internationally on modernist painting, architecture, and film, contributing to The Visual Turn: Classical Film Theory and Art History (Rutgers UP, 2003), Germano Celant’s (ed.) Architecture and Arts, 1900-2004 (Skira), and most recently, the Routledge Encyclopedia of Twentieth-Century Photography and Beat Culture: Lifetsyles, Icons, and Impact (2005).

6.John David Rhodes Lecturer, Department of English, University of York

abstract
This paper will examine Pasolini’s relationship to the legacy of neorealist culture and aesthetics in the context of his use of locations in of his 1962 film Mamma Roma. The paper seeks to tease out the political and aesthetic implications of the film’s setting in and around one of the major examples of neorealist architecture, Saverio Muratori’s INA Casa housing estate, ‘Tuscolano II.’

John David Rhodes teaches film studies in the Department of English at the University of York (UK). His writing on Italian film has appeared in “Film History”,”Framework” and other places. His book on Pasolini, Stupendous, Miserable City: Pasolini, Rome, Cinema   is forthcoming from University of Minnesota Press. He also serves on the editorial advisory board of “Framework”.

Pasolini a New York (1966). Foto di Dick Avedon

Pasolini a New York (1966). Foto di Dick Avedon

Il Simposio su PPP di Los Angeles
di Valeria Buldini

“Il Messaggero”, ed. di Rieti –novembre 2005

Pier Paolo Pasolini è stato il protagonista di un simposio tenutosi a Los Angeles presso la University of California Los Angeles (UCLA). Un progetto con sette mesi di incubazione in cui gli organizzatori hanno dovuto armonizzare gli aspetti teorici con quelli pratici e finanziari.
«Siamo riusciti a realizzare un bella giornata grazie all’aiuto di volontari e dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, del Dipartimento di italiano della University of Southern California (USC), dell’archivio cinematografico dell’ UCLA, del Corso di critical studies e del Center for research in engineering, media, art and performance (REMAP) dell’UCLA che hanno sponsorizzato l’evento». Così spiega
il reatino Alessandro Marianantoni, ricercatore nella scuola di teatro, cinema e televisione presso UCLA che al poeta italiano ha voluto dedicare una intera giornata di dibattiti in occasione del trentesimo anniversario della sua morte. «Tutti quelli coinvolti nel progetto hanno lavorato gratuitamente. E’ stato bello vedere il lorovcoinvolgimento in questa esperienza. Erano tutti lì ad aiutare perché volevano essere lì’», continua Marianantoni.
Adesso che gli ospiti hanno lasciato l’aula, gli organizzatori hanno più voglia di parlare mentre portano vie le cartacce e i bicchieri vuoti lasciati dal pubblico. «L’obiettivo della conferenza è stato analizzare l’idea pasoliniana dello spazio e in particolare l’idea della città e della sua periferia, così come il poeta l’ha rappresentata nella poesia, nella prosa e nei film», spiega Marianantoni. «Pasolini considera la città come lo spazio per le relazioni culturali ed anche una metafora della emarginazione. Roma e le sue borgate diventano così il simbolo dell’ingiustizia sociale che il poeta ha sempre combattuto con
durezza».
Accanto a lui c’è un’altra italiana, Chiara Ferrari, genovese e dottoranda in critical studies presso UCLA, anche lei un’altra mente del progetto. «Il simposio ha esaminato le idee di Pasolini da diverse prospettive riproponendo il suo atteggiamento multidisciplinare» spiega Ferrari. «Gli ospiti invitati al simposio hanno infatti parlato del lavoro pasoliniano collegandolo alla sua poesia, alla letteratura, alla linguistica, alla semiotica e in particolar modo alla cinematografia, considerando lo spazio metaforico della città come il filo conduttore dell’intera conferenza».
E a parlare della città sono stati in sei, Gian Maria Annovi, docente alla Columbia University e all’Università di Bologna, Thomas Harrison e Alessandro Pirolini docenti a UCLA, Ara Merjian dottorando dell’Università di Berkeley, Dana Renga assistente all’università del Colorado, John David Rhodes docente dell’Università di York, Gran Bretagna, e i due moderatori Karen Pinkus, docente a USC, e Mario Saltarelli, preside del Dipartimento di italiano di USC. 
Il progetto però oltre al simposio, che si è svolto proprio durante i giorni infuocati delle rivolte nelle banlieue parigine e che rende quanto mai attuale il pensiero pasoliniano, ha incluso anche la proiezione di Appunti di un’ Orestiade africana (1975), recentemente restaurato e presentato nella sua nuova versione nell’ultima edizione del Festival di Cannes dalla Cineteca di Bologna.

4. L’universalità dell’opera di PPP
iniziative a Prato
4 novembre – 2 dicembre 2005

Dal 4 novembre al 2 dicembre 2005 si terranno una serie di iniziative per ricordare Pier Paolo Pasolini denominate L’universalità dell’opera di Pier Paolo Pasolini. Alcuni degli incontri sono riservati agli studenti che intendono confrontarsi con la sua opera e il suo pensiero. Gli insegnanti e gli studenti che vogliono partecipare possono contattare il professor  Giuseppe Maddaluno o il dottor Gianfranco Ravenni al telefono  0574 527025 (in orario di ufficio). A tutti i partecipanti verrà fornita certificazione valida a seconda degli accordi interni ad ogni Istituto.
I soggetti che hanno promosso le iniziative sono il Comune di Prato, le Circoscrizioni, la Provincia di Prato, il Teatro Stabile della Toscana, gruppi teatrali locali e nazionali, l’Università del Tempo Libero, il Corso Universitario Progeas dell’Università di Firenze di sede a Prato, l’Associazione “Per il Lavoro e la Democrazia”.

Programma delle iniziative
(tutte le iniziative, laddove non espressamente dichiarato, sono a cura della Circoscrizione Est del Comune di Prato)

venerdì 4 novembre – ore 12.00 Istituto tecnico “Tullio Buzzi”
Conferenza Stampa di presentazione delle iniziative

lunedì 7 novembre – ore 14.30
a cura della Circoscrizione Sud e con la collaborazione della Circoscrizione Centro
Auditorium del “Gramsci-Keynes” Polo scolastico di via Reggiana
incontro con la Compagnia Teatrale Mercadante Teatro Stabile di Napoli
Progetto “Petrolio”
diretto da Mario Martone
Politeama Mancini – Progetto “Decimo Pianeta” presenta
IDROSCALO 93 di Mario Gelardi con Ivan Castiglione e Daniele Russo
la sera stessa in scena al Teatro “La Baracca” di Maila Ermini

venerdì 11 novembre – ore 21.00
Dopolavoro Ferroviario di Prato – Piazza della Stazione
Compagnia Teatrale “dell’Acquisto dell’Ottone”
diretta da Viviano Vannucci presenta
Che cosa sono le nuvole?: Pasolini riscrittore

mercoledì 16 novembre – ore 14.30
Liceo Scientifico “Copernico” – Viale Borgovalsugana 63
Incontro sul tema Pasolini viaggiatore e reporter
a cura di Stefania Cappellini

giovedì 17 novembre – ore 21.00
Dopolavoro Ferroviario di Prato – Piazza della Stazione
Compagnia Teatrale “ALTROTEATRO” di Firenze diretta da Antonello Nave
presenta Amico di Pasolini: Omaggio al poeta Massimo Ferretti

venerdì 18 novembre – ore 14.30
Auditorium del “Gramsci-Keynes” Polo scolastico – via Reggiana
Incontro sul tema “Che cosa sono le nuvole?”. Analisi di un cortometraggio
a cura di Riccardo Castellacci

lunedì 21 novembre- ore 14.30
Liceo Scientifico “Copernico” – Viale Borgovalsugana 63
Incontro sul tema La sceneggiatura: dalla teoria alla pratica
a cura della dottoressa Costanza Julia Bani

martedì 22 novembre – ore 14.30
Auditorium del “Gramsci-Keynes” Polo scolastico – via Reggiana
Incontro sul tema “Uccellacci e uccellini”: analisi e approfondimento del film
a cura di Stefania Cappellini

mercoledì 23 novembre – ore 14.30
Auditorium del “Gramsci-Keynes” Polo  scolastico – via Reggiana
Incontro sul tema La rappresentazione dell’adolescenza: percorsi fra cinema e letteratura e viceversa
a cura della dottoressa Costanza Julia Bani

venerdì 25 novembre – ore 14.30
Auditorium del “Gramsci-Keynes” Polo scolastico – via Reggiana
Compagnia Teatrale “ALTROTEATRO” di Firenze diretta dal profesor Antonio Nave
presenta Amico di Pasolini: Omaggio al poeta Massimo Ferretti (replica)

venerdì 25 novembre – ore 21.00
a cura della Circoscrizione Ovest Circolo ARCI “Renzo Grassi” – Via Pistoiese 500
Narnali di Prato in collaborazione con Associazione Culturale “Narnalinsieme”
presentazione del documentario Pasolini: una disperata vitalità
a cura di Riccardo Castellacci e di Giuseppe Maddaluno

martedì 29 novembre – ore 21.00
Teatro “Magnolfi”  in collaborazione con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
presentazione del video Primo Piano: Pier Paolo Pasolini di Carlo di Carlo
e del nuovo libro Pasolini passione dedicato a Pier Paolo Pasolini da Italo Moscati
saranno presenti il regista e lo scrittore

venerdì 2 dicembre – ore 21.00
a cura della Circoscrizione Nord Auditorium della Scuola Media “E. Fermi”
Dedicato a Pier Paolo Pasolini, un poeta contro
con Giovanni Fochi, musica ed arrangiamento di Alessandro Cecchini
regia di Giovanni Fochi

martedì 6 dicembre – ore 21.00
Sala Polivalente ” don Lorenzo Milani ” – Viale De Gasperi 63
Passione vs Ideologia
con il gruppo teatrale “Poetar Teatrando” (Liceo Copernico) diretto da Angela Pagnanelli

"Orgia" (1968). Regia di Pier Paolo Pasolini

“Orgia” (1968). Regia di Pier Paolo Pasolini

5.Eventi a Francoforte dedicati a Pasolini a trent’anni dalla morte
Francoforte
29-30 novembre 2005

Le poesie, i film, i saggi, la narrativa e le opere teatrali di Pier Paolo Pasolini (1922-1975) ne fanno uno degli intellettuali più importanti degli ultimi decenni. Quale protagonista e osservatore critico di un periodo storico movimentato, pone con la sua opera, ancora oggi, quesiti inquietanti. In occasione del trentesimo anniversario dalla morte dell’autore, con il patrocinio dell’Assessorato alla cultura del Comune tedesco, si terrà a Francoforte un convegno internazionale dal titolo Pier Paolo Pasolini: Theater, Film, Kulturkritik (29 e il 30 novembre 2005) a Francoforte sul Meno, presso i locali del Künstlerhaus Mousonturm (il 29 dalle ore 15) e della Goethe Universität (dalle 10 alle 13.30).
Al convegno parteciperanno studiosi italiani e tedeschi. Saranno analizzati i diversi aspetti teatrali delle opere pasoliniane. Partendo dell’uso pasoliniano degli strumenti drammaturgici e del medium teatrale, si cercherà  di porre in luce la molteplice intermedialità dell’opera di Pasolini.
Il Foyer del Mousonturm ospiterà inoltre una videostazione documentaria. Alle ore 20 dei giorni 29 e 30 novembre sarà messa in scena da Teatri di Vita di Bologna (regia di Andrea Adriatico) la tragedia Orgia presso il Künstlerhaus Mousonturm, Orgia è l’unica tragedia che Pasolini ha rappresentato e diretto personalmente. I temi principali della sua poetica si ritrovano anche in questa opera: il rapporto conflittuale tra individuo e potere e la decadenza culturale della società.
Dopo la seconda rappresentazione, si svolgerà un dibattito tra il pubblico e la compagnia teatrale Teatri di Vita.
Da segnalare inoltre che è in svolgimento Pasolini – Retrospettiva cinematografica  presso Deutsches Filmmuseum Frankfurt (Schaumainkai 41): una retrospettiva completa di tutti i film di Pasolini, in lingua originale con sottotitoli. La rassegna, iniziata il 19 novembre, si concluderà il 19 gennaio 2006.
Qui di seguito il programma in lingua tedesca.

Das programm
29-30 novembre 2005
Eine Veranstaltung des Istituto Italiano di Cultura, Frankfurt/M
curatore Gaetano Biccari

In Zusammenarbeit mit dem Künstlerhaus Mousonturm, dem Institut für Theater-, Film- und Medienwissenschaft und Institut für Romanische Sprachen und Literaturen der J. W. Goethe-Universität, der Galerie Carloni SpazioArte, Frankfurt/M., 3sat/ZDF und Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini, Bologna.
Unter der Schirmherrschaft und mit freundlicher Unterstützung des Amtes für Wissenschaft und Kunst der Stadt Frankfurt am Main.
Mit freundlicher Unterstützung der Vereinigung von Freunden und Förderern der J. W. Goethe-Universität und der Stiftung zur Förderung der internationalen wissenschaftlichen Beziehungen der J. W. Goethe-Universität.
Kurator: Gaetano Biccari (Universität Frankfurt/M.)
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Pier Paolo Pasolini (1922-1975) ist heute einer der meistgespielten Dramatiker des italienischen Theaters, wobei neben seinen Stücken auch seine Gedichte, Prosa und Filme immer wieder zu spannenden Bühnenarbeiten inspirieren. Zwei seiner sechs „bürgerlichen Tragödien“ wurden auf Deutsch uraufgeführt (Affabulazione, Graz 1973; Der Schweinestall, Düsseldorf 1988) und doch ist sein Theaterwerk im deutschen Sprachraum so gut wie unbekannt. Als unorthodoxer Kommunist aus der KP ausgeschlossen und im Glauben an die Kraft des Heiligen und des Profanen vor allem die katholische Kirche kritisierend, ist Pasolini ein jenseits ideologischer Dogmen radikaler und höchst aktueller Denker. Mit seinem schriftstellerischen, theatralen und filmischen Oeuvre bleibt er ein Protagonist der Zeit, die von 1945 über seinen Tod hinaus reicht, so dass sein vielfältiges Schaffen uns noch heute beunruhigende Fragen stellt. Zum Anlass des 30. Todestages des Autors beschäftigt sich am 29. und 30. November 2005 im Künstlerhaus Mousonturm und in der J. W. Goethe-Universität die internationale Konferenz Pier Paolo Pasolini: Theater, Film, Kulturkritik mit verschiedenen theatralen Aspekten seines Werkes. Aus der Perspektive von Pasolinis Umgang mit dramaturgischen Mitteln und mit dem Theatermedium soll auch die Wechselbeziehung mit den anderen Künsten und Tätigkeitsfeldern (wie z. B. Malerei und Musik, Roman und Kulturkritik) in seinem Werk beleuchtet werden. Die Konferenz  ist in drei Sektionen unterteilt (I. Theatertheorie und –praxis; II. Drama, Mythos, Theatralität; III. Intermedialität), die jeweils drei Vorträge und eine Diskussion beinhalten. Die Veranstaltung soll sich nicht in einem wissenschaftlichen Diskurs über Pasolinis Beziehung zum Theater erschöpfen, sondern die Möglichkeit zu konkreten theater- und medienästhetischen Erfahrungen bieten. In diesem Sinne findet der größte Teil des Events im Mousonturm statt, in dessen Räumen auch das Gastspiel Orgia der Theatergruppe teatri di vita aus Bologna sowie Filmvorführungen, Ausstellungen und Publikumsgespräche auf dem Programm stehen.

Das Gastspiel Orgia bietet mit einer konkreten Theatererfahrung an beiden Abenden eine Erweiterung des diskursiven Horizontes, den die Vorträge und Gespräche des Tages eröffnen werden. Die Inszenierung des 1968 von Pasolini selbst uraufgeführten Stückes von dem Theater- und Filmregisseur Andrea Adriatico ist eine gelungene Begegnung mit einem immer noch sehr umstrittenen Drama. Nach der zweiten und letzten Aufführung von Orgia findet im Mousonturm ein Publikumsgespräch mit den Schauspielern und Stefano Casi statt.
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Die Konferenz wird von einer Videostation von hohem dokumentarischen Wert im Foyer des Mousonturms begleitet. Aus den Archivbeständen des Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini, Bologna, stammt die audiovisuelle Videomontage der Fotos und der gesamten Audioaufnahme der Uraufführung von Orgia (in der Inszenierung von Pasolini mit Laura Betti und Luigi Mezzanotte, Turin 1968), die in dieser Form ihre absolute Deutschland-Premiere erlebt. Ein Beleg für die ästhetische Brisanz der aktuellen Pasolini-Theaterrezeption liefert das DVD-Videomaterial aus der Pasolini-Trilogie (Pylades, Der Schweinestall, Bestia da stile, 2000-2004) des neapolitanischen Regisseurs Antonio Latella.
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Die Vorträge der Konferenz werden in deutscher und italienischer Sprache gehalten. Für die beiden italienischen Vorträge wird eine deutsche Übersetzung des Vortragstextes vorgelegt. Die auf die Vorträge folgenden Diskussionen sowie das Publikumsgespräch werden von G. Biccari und S. Heymann konsekutiv übersetzt.

PROGRAMM

Dienstag, 29.11.2005

Künstlerhaus Mousonturm, Studio
I. Theatertheorie und praxis
Moderation: Gaetano Biccari (Universität Frankfurt)

15.00 – 15.30 Begrüßung: Piero Di Pretoro (Leiter des Istituto Italiano di Cultura, Frankfurt/M.)
Lesung eines Kurztextes von Dacia Maraini übersetzt und vorgelesen von Sabine Heymann

15.30 – 16.15  Stefano Casi (Leiter von Teatri di vita, Bologna)
Il “nuovo teatro” di Pasolini
Italienisch mit deutscher Übersetzung

16.15 – 16.30 Pause

16.30 – 17.15 Helga Finter (Universität Gießen)
Pasolinis Utopie eines Theaters der Poesie zwischen Kopf und Leib

17.15 – 17.30  Essere morti o essere vivi è la stessa cosa.
Kurzfilm von Gianluigi Toccafondo
Einführung: Serena Carloni (Galerie Carloni SpazioArte, Frankfurt/M.)

17.30 – 18.15 Ugo Volli (Universität Turin),
“Sopra o sotto”. Analisi semiotica di una distopia teatrale
Italienisch mit deutscher Übersetzung

18.15 – 18.30     Pause

18.30 – 19.15   DER SANFTE RADIKALE – Pier Paolo Pasolini.
Film von Henning Burk, Bettina Oberhauser und Boris von Brauchitsch (3sat/ZDF)

20.00 Gastspiel

Orgia
Teatri di vita
Regie Andrea Adriatico –  Italienisch mit deutschen Untertiteln

Mittwoch, 30.11.2005

Johann Wolfgang Goethe-Universität, Campus Westend, Casino 1.802
II. Drama, Mythos, Theatralität
Moderation: Hans-Thies Lehmann (Universität Frankfurt)

10.00 – 10.45 Gaetano Biccari
“Bestia da stile”: die Tragödie des Intellektuellen

10.45 – 11.30 Sabine Heymann (Universität Gießen)
“Il sogno di una cosa”.  Pasolinis Theater auf Italiens und Deutschlands Bühnen – eine zögerliche Rezeption

11.30 – 12.00 Pause

12.00 – 12.45 Patrick Primavesi (Universität Frankfurt)
Die Gewalt des Theaters in Pasolinis “Antiken” ’-Filmen 

12.45 – 13.30  Friedrich Wolfzettel (Universität Frankfurt)
Teorema: “Theater der Stille“ im Schnittpunkt der Traditionen 

Künstlerhaus Mousonturm, Studio

III. Intermedialität
Moderation: Günther Heeg (Universität Leipzig)

15.30 – 16.15 Klaus Wagenbach (Verlag Wagenbach, Berlin)
Pasolinis Freibeuterschriften: Ihre Geschichte und ihre Wirkung 

16.15 – 17.00   Elisabeth Oy-Marra (Universität Mainz)
Malerei und Tableau in “La ricotta”

17.00 – 17.15  Pause

17.15 – 17.30 Essere morti o essere vivi è la stessa cosa.
Kurzfilm von Gianluigi Toccafondo

17.30 – 18.15 Martin Zenck (Universität Bamberg)
Das Heilige, die Gewalt und die Musik in Pasolinis Filmen

18.15 – 19.00   Abschlussdiskussion

20.00  Gastspiel

Orgia
Teatri di vita
Regie Andrea Adriatico – Italienisch mit deutschen Untertiteln
talkART im Anschluss an die Vorstellung

Begleitend zur Veranstaltung in den Räumen des Mousonturms

Videostation:
Audio-Videomontage mit Bild- und Tonmaterial aus Pier Paolo Pasolinis Inszenierung von Orgia, Turin 1968; DVD-Videomaterial aus Antonio Latellas Pasolini-Theatertrilogie, 2002-2004.

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Orgia – 1968 von Pasolini selbst uraufgeführt – ist eine der sechs 1965 von ihm geschriebenen „Tragedie in versi“. Eine Frau und ein Mann („Donna“ und „Uomo“) sind die Protagonisten des an Ostern spielenden Stückes. Wie bei einem rituellen Opferakt leben sie ihre Neigungen im sado-masochistischen Exzess aus und quälen sich gegenseitig zu Tode, um auf den Kern ihrer Existenz zu stoßen. Orgia  ist Pasolinis rebellischer Versuch, in einer heillos entwurzelten Gesellschaft das Sakrale zurückzugewinnen, ein Plädoyer für die Andersartigkeit. Mit dem wütenden Pathos eines Außenseiters und Rebellen will Pasolini sich der Vereinheitlichung widersetzten und dem entleerten Leben seine Würde und Poesie wiedergeben. [Teatri di Vita – Regie Andrea Adriatico]

Info
Künstlerhaus Mousonturm – Johann Wolfgang Goethe-Universität, Campus Westend, Casino 1.802 – Frankfurt am Main
Fon +49 (0) 69 / 40 58 95 – 20
Fax +49 (0) 69 / 40 58 95 – 40
info@mousonturm.de
www.mousonturm.de

Massafra. Tracce della civiltà rupestre

Massafra. Tracce della civiltà rupestre

6. Incontri ad Altamura
Altamura (Bari)
18 novembre-16 dicembre 2005

L’Associazione Culturale “Il Circolo delle Formiche” di Altamura, a trent’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, organizza un ciclo di incontri per ricordare la figura poliedrica dell’intellettuale friulano. Sono previsti quattro appuntamenti.
Il primo è fissato per il 18 novembre alle 19.00 con l’intervento del professor Raffaele Cavalluzzi, docente di letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Bari, sul tema Pasolini letterato e poeta; seguirà la proiezione del film Uccellacci e Uccellini.
Il 25 novembre alle 20.30, per una serata all’insegna del cinema, saranno proiettati Speciale Pasolini di Carlo Lucarelli, Teorema di Pier Paolo Pasolini e La ragione di un sogno di Laura Betti.

Gli appuntamenti proseguono a dicembre con un omaggio a Pasolini.
Il 18 dicembre alle 20.30 è in programma la performance musicale- teatrale- letteraria di artisti altamurani già noti al più vasto pubblico pugliese: Roberto Corradino (attore e regista teatrale), Pino Basile e Antonio Dambrosio (musicisti e compositori) e Francesco Dezio (scrittore).
Si chiude il 16 dicembre alle 20.30 con un reading del gruppo musicale Bread Pitt e di Luigi Abiusi.
Per l’occasione sarà allestita un’installazione artistico-floreale di Henriette Jacob.
Tutti gli appuntamenti si tengono presso la sede del “Circolo delle Formiche” di Altamura,  in vico Saverio Mercadante (a ridosso di Corso Federico II).

Info
Circolo delle Formiche
Vico Mercadante (nei pressi di Corso Federico II)
70022 – Altamura
otto@altamura2001.com 

7.Nel trentennale della morte di Pier Paolo Pasolini 
Castiglione del Lago (Perugia)
2/9  dicembre 2005

Prendono il via il 2 dicembre 2005, alle ore 11.00, le iniziative inserite nella manifestazione Il mondo ha bisogno di poesia che, promossa dal Comune di Castiglione del Lago – Assessorato alla Cultura e curata da Coop. Lagodarte in collaborazione con le scuole del territorio, intende celebrare il trentennale della morte del poeta  Pier Paolo Pasolini.
Saranno proprio i bambini della scuola primaria di Castiglione del Lago ad inaugurare la manifestazione, intervenendo a sorpresa nei luoghi più frequentati del capoluogo e recitando una selezione di poesie e brani contro la guerra. L’iniziativa si collega all’appello lanciato dal giornalista e scrittore marchigiano Ennio Montesi, collaboratore del grande Federico Fellini, che invita tutti gli italiani, dalle scuole alle fabbriche, dagli uffici al parlamento, alle ore 11.00 in punto, a recitare una poesia per la pace.
L’obiettivo è che l’Italia si trasformi, almeno per qualche minuto,  in un fantastico e immenso teatro, un teatro surreale dove liriche, versi, sonetti e rime saranno i protagonisti dal nord al sud, isole comprese. Migliaia di persone declameranno una poesia in qualsiasi posto ci si trovi.
«Libertà, pace e democrazia non nascono mai dietro la canna di un fucile o sul mirino di una bomba intelligente, ciò va ricordato», sottolinea Montesi. «Le guerre dovrebbero cessare nell’attimo in cui un bambino sta recitando con passione la propria poesia per la pace, ovvero una poesia per la vita, per i genitori e per tutti noi».
Le performance dei bambini saranno riprese e rimontate in un video che costituirà uno degli interventi poetici del reading di giovani poeti del territorio che si svolgerà venerdì 9 dicembre alle ore 17.30 al Cinema Caporali e che vedrà declamare i propri versi, tra gli altri, i giovani poeti magionesi, Alessandra Baldoni e Claudio Barbieri. Con l’occasione sarà presentata anche la raccolta di poesie di Francesco Dionisi, studente dell’Istituto Professionale Rosselli, che non ha caso si intitola Dell’amore, della pace e …
Momento clou della manifestazione sarà l’appuntamento di martedì 6 dicembre alle 21.30 al Cinema Caporali, dove sarà proiettato il bellissimo film Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno realizzato dalla sua musa e attrice preferita Laura Betti, presentato dalla comunicazione del professor Ermanno Alpini, esperto del Pasolini uomo di cinema.
La degna conclusione dell’iniziativa in ricordo del grande intellettuale italiano prematuramente scomparso, che non ha voluto essere una vera e propria celebrazione, magari più blasonata e “importante” ma ad alto rischio retorico e nostalgico, ma soprattutto una festa della poesia, dal basso come sarebbe piaciuto a lui,  e della sua funzione di “arma pacifica contro la guerra”, è prevista venerdì 9 dicembre alle 21.30 sempre al Cinema Caporali con la riproposizione del nuovo capolavoro di Roberto Benigni La Tigre e la neve. Un film di nobili sentimenti improntato alla denuncia sottovoce delle ingiustizie della guerra e alla necessità di tolleranza e solidarietà per una serena convivenza, con l’arma pacifica della poesia come salvacondotto per la serenità.
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Info
Coop. Lagodarte
t 075 953654
info@lagodarte.com
poesiaperlapace@yahoo.it
t 339 3188116

Il Centro Studi e la Giornata Mondiale Unesco della Poesia 2010.

L’iniziativa “Poesia per la Pace” 
venerdì 2 dicembre 2005 ore 11.00

Una poesia per dire no alla guerra: lo scrittore Ennio Montesi lancia l’iniziativa in tutta Italia: scuole, associazioni, uffici, fabbriche, negozi, Parlamento, Quirinale, tutti coinvolti.
La giornata “Poesia per la Pace” è prevista alle ore 11.00 in punto di venerdì 2 dicembre 2005. E’ l’iniziativa a favore della pace lanciata e proposta in tutta Italia da Ennio Montesi, scrittore di romanzi e di racconti, autore di Federico Fellini. L’Italia potrà fermarsi una manciata di minuti, giusto il tempo di declamare una poesia di qualche verso oppure una massima, un pensiero che faccia riflettere sul fatto che la guerra porta sempre dolore, desolazione e morte. «Il cuore dell’uomo è un cuore martoriato e lacerato e ha bisogno di un pizzico di saggezza», commenta Montesi. Via allora coi versi di poeti del passato e di poeti del presente. E’ l’occasione ideale per tirare fuori dal cassetto le nostre poesie, le poesie dei bambini delle scuole, dei ragazzi delle università, ma anche dell’uomo sconosciuto incontrato al bar, della donna dietro allo sportello di un ufficio. Magari anche alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica i parlamentari si confronteranno in versi profondi. Chissà il Presidente Carlo Azeglio Ciampi quale passo immortale inserirà in un discorso. Insomma, per un paio di minuti l’Italia si trasformerà in un fantastico e immenso teatro, un teatro surreale dove liriche, versi, sonetti e rime saranno i protagonisti dal nord al sud d’Italia isole comprese. Milioni di persone declameranno una poesia in qualsiasi posto ci si trovi. «Libertà, pace e democrazia non nascono mai dietro la canna di un fucile o sul mirino di una bomba intelligente, ciò va ricordato», sottolinea Montesi. «Le guerre dovrebbero cessare nell’attimo in cui un bambino sta recitando con passione la propria poesia per la pace, ovvero una poesia per la vita, per i genitori e per tutti noi». 

8.”Un ricordo di Pasolini” alla Fondazione Balducci di Fiesole (Fi)
Fiesole
9 dicembre 2005

La Fondazione Ernesto Balducci a S. Domenico Fiesole (Firenze) organizza l’incontro Per un’umanità inedita, inteso a una riflessione sul presente a trent’anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini. Si terrà il 9 dicembre 2005, alle ore 21, nella  Sala Capitolare della Badia Fiesolana.

Vorrei dire, radicalmente e apoliticamente questo: se la Chiesa non avrà il coraggio di rinnegare se stessa, scomparirà. (Pier Paolo Pasolini)

La Chiesa rinasce dalle fondamenta nel momento in cui muore a se stessa. Pochi si accorgono che questa è la vera via. (Ernesto Balducci)

Programma

Un ricordo di Pier Paolo Pasolini
introducono Carmelo Pellicanò e  Andrea Cecconi
interviene Giuseppe Zigaina

recital di Ilaria Onorato, con lettura di brani di Pier Paolo Pasolini
musiche di J.S. Bach, A. Solbiati
a cura di Nuovi Eventi Musicali
Luigi Attademo chitarra
Lorenzo Falconi  viola
Francesco Gesualdi  fisarmonica

Per l’occasione sarà presentato al pubblico il volume
Prima e oltre il Vangelo: Pier Paolo Pasolini – Ernesto Balducci
a cura di Andrea Cecconi (ed. Fondazione Balducci)

Info
Fondazione Ernesto Balducci
Via dei Roccettini, 9 – 50016 S. Domenico Fiesole (FI)
t  055 599147 /f 055 599240
e- mail fondazionebalducci@virgilio.it 

Ostia, Idroscalo. Foto di Francesco Pasqua

Ostia, Idroscalo. Foto di Francesco Pasqua

9.Il litorale incontra la sua storia
Ostia
 11 dicembre 2005

Nel 121.mo anniversario della Bonifica del Litorale Romano (26 novembre – 11 dicembre 2005),  domenica 11 dicembre 2005, alle ore 10,00, si terrà a Ostia, Ecomuseo del Litorale Romano (Polo Ostiense, Via del Fosso di Dragoncello, 172), una matinée di presentazione dal titolo “MemoriaCinema – Rassegna di Cinema Documentario sulla Storia delle Genti e dei Territori”, organizzata con Centro Audiovisivo Regione Lazio. Sono in programma le proiezioni dei film Comizi d’amore di Pier Paolo Pasolini e, per un omaggio a Sergio Citti, Ostia, pellicola firmato dallo stesso Citti.

Info
CRT – Cooperativa Ricerca sul Territorio
Ecomuseo del Litorale Romano
Via del Fosso di Dragoncello, 168 / 172 – 00124 ROMA (Italy)
t/f +39 06 5650609 / 5651764
e-mail  crt.ecomuseo@tin.it
www.http://digilander.libero.it/CrtEcomuseo/ita/indexita.html

10. “Pier Paolo Pasolini a Lecce e nel Salento”
Un progetto ideato e curato da Beniamino Piemontese
(www.torredibelloluogo.com)
in collaborazione con Angela Molteni, creatrice del sito “Pagine corsare
8 – 13 dicembre 2005

La voce e le immagini del poeta “corsaro” nei luoghi simbolo dell’arte, della cultura, della fede e della civiltà salentine  nel 30.mo anniversario dell’assassinio (1975 – 2005).

Osservatorio: Anna Maria Massari, Antonio L. Verri, Marianna Casto, Giorgio Di Lecce, Luigi Mura

Torre di Belloluogo, giovedì 8 dicembre
Abbazia di S. Mauro, domenica 11 dicembre
Parco Corvaglia, martedì 13 dicembre

Per la difesa dell’ambiente
di Beniamino Piemontese

[…] Come artista mi sento impegnato ad offrire un mio personale contributo creativo dedicato alla bella iniziativa spontanea per tutelare il parco cittadino che esiste e non deve andare distrutto. Per questa ragione mi sono permesso di creare con le mie mani il simbolo distintivo che può essere usato da chi si sta battendo per difendere “Parco Corvaglia” e da chi condivide questa iniziativa e solidarizza con la causa della tutela del piccolo polmone verde che appartiene non solo agli abitanti del quartiere S. Pio ma a tutti i leccesi, a tutti i salentini ed a tutti gli abitanti dell’Italia, dell’Europa e del mondo intero. […]
Ho inteso creare l’immagine-simbolo di una battaglia pacifica che ama e apprezza i colori della natura, in difesa della bellezza dell’ambiente e della capacità “naturale” delle persone, dei cittadini, giovani e vecchi, uomini e donne, di ritrovarsi insieme e di dialogare, di socializzare vivacemente e con entusiasmo, non rimanendo passivamente e acriticamente chiusi dentro se stessi, prigionieri di una opprimente e mortificante individualità, costretti ad accettare e subire i propositi e le decisioni che cadono dall’alto, che vengono imposte, anche con la forza, l’arroganza e la prepotenza del potere […]

Pasolini a Calimera (Lecce) nel pomeriggio del 21 ottobre 1975

Pasolini a Calimera (Lecce) nel pomeriggio del 21 ottobre 1975

11. Pasolini: reading, film e presìdi 
nel salentino
a 30 anni dalla scomparsa di PPP

novembre 2005

Era l’alba del 2 novembre 1975. Giusto 30 anni fa. In uno spiazzo polveroso all’Idroscalo di Ostia viene ritrovato il corpo senza vita di Pier Paolo Pasolini. Il «poeta corsaro», eretico, solitario, controcorrente, era stato assassinato in circostanze terribili, oscure. Aveva 53 anni, era nato a Bologna il 5 marzo 1922 da madre friulana e padre ufficiale dell’esercito. Molti lo amano, tanti altri «no». Ma la sua figura non suscita mai indifferenza. Il Salento lo ricorda con una serie di iniziative. Vediamole.

Il Fondo Verri aderisce all’iniziativa del sito www.bravuomo. it/wiki/PPPMob per una poetry-mobilitazione nazionale. L’ idea è leggere a voce alta, molto alta, un pezzo di Pasolini. Un flash-mob è fulmineo, quindi bisogna «bighellonare» nei pressi dell’appuntamento con un certo anticipo e poi a un segnale concordato si tirano fuori le copie di Scritti corsari o quant’altro e si legge “forte”.
Seguirà una serata reading dedicata a Pasolini nella sede del Fondo Verri (ore 20.30), dove sabato (ore 20) Manila Benedetto presenterà Tua, antologia di racconti erotici al femminile, curata per l’editore Lieto Colle da Francesca Mazzuccato.

Domenica (ore 20), proiezione del film-documentario Pasolini a Calimera a cura di Hydrusa.com, con gli interventi di Elio Paiano e Vincenzo Puzzovio.
Seguirà la proiezione de Il Decameron (1972). All’Istanbul Café di Squinzano (dalle 22) Mushrooms Lab e Light 3 misceleranno una selezione di interventi tratti da Pasolini racconta Pasolini di Gabriella Sica, con la regia di Gianni Barcelloni. Saranno proiettati anche  spezzoni del film Comizi d’amore.

Ancora, l’Osservatorio «Massari-Verri-Casto-Di Lecce-Mura», coordinato da Beniamino Piemontese, in occasione del trentennale della scomparsa di Pasolini, indice un presidio democratico di cittadini davanti ai cancelli della discarica dei veleni, la Fibrover, nella zona industriale di Lecce.

Infine, domani nel convento dei Domenicani di Muro, su iniziativa di Liberi Cantieri Arci, sarà proiettato Pasolini, un delitto italiano di Marco Tullio Giordana.Ospiti Piero Manni e Carlo Alberto Augieri.

Usò la lingua salentina per far parlare la fiaba eterna
di Mauro Marino

“La Gazzetta del Mezzogiorno”,  Lecce – 2 novembre 2005

Per noi, Pasolini è un orizzonte. Non è al passato. È presenza in divenire. È traguardo di pratiche, di sguardi, di desiderio. Per la poesia, per i poeti di adesso, per i critici, per coloro che fanno dell’arte e dell’operare creativo lo scopo della loro vita Pier Paolo Pasolini è modello di coerenza, di coraggiosa pratica militante. Di invenzione. L’insegnamento di come l’intellettuale mai debba sottrarsi alla sua funzione
maieutica, «levatrice» di valori, esegeta di sguardi, di tensioni, di umori. Interprete del «segreto» che intimamente abita ogni inquietudine, ogni diversità, ogni desiderio di vita e di bellezza nel confronto con la Storia, con i suoi mutamenti, con il suo continuo «tradire».
Egli scriveva: «Io sono una forza del Passato. Solo nella tradizione è il mio amore» ed è in questi versi che possiamo rintracciare l’attaccamento di Pier Paolo Pasolini per il Sud, quel Sud che tra gli anni ’50 e ’70 è assunto come emblema di una decadenza sociale, culturale e spirituale. Un Sud che è
sinonimo di «popolo», valore innato, che insegue e rintraccia nella materna Casarsa, come nelle borgate romane, che indaga nelle frequentazioni che lo vedono viaggiatore “interessato” in Basilicata e in Puglia, dove ambienta il suo Vangelo secondo Matteo, celebrando la tragicità del paesaggio, coniugando la passione del Cristo a quell’altra, silenziosa, che abita le “grotte” del rifugio basiliano, quei Sassi brulicanti di un’umanità che con orgoglio trasporta la povertà in regalità, in tenuta d’animo, in fierezza.
Un amore per il popolo, sempre teso nell’ascolto di una “qualità” che vede gradualmente scomparire e diventare sempre più feroce, da rintracciare dove ancora le radici sono scoperte o dormienti, al riparo dal «sacco barbaro» della modernità: è allora il Salento. Alla ricerca di voci, di visioni, di incanti rituali. Una purezza inseguita in quel dolce cantilenare della lingua, l’italiano salentino, da usare nei doppiaggi, su tutti per Il fiore delle Mille e una notte, dove «usa» salentini per far parlare la fiaba eterna. Il salentino perché non inflazionato dall’uso che la «commedia all’italiana» faceva delle lingue popolari, una voce dialettale al riparo dall’usura, che bene si sposava alla surrealtà della sua opera.
Lingue pure che difende in un acceso dibattito, ospite a Lecce del Liceo Palmieri, la mattina del 21 ottobre del 1975. L’incontro dal titolo Volgar’eloquio lo vide confrontarsi con Alberto Sobrero, Vito D’Armento e Gustavo Buratti. Fu l’occasione per dimostrare il suo rigore interpretativo in difesa dello spessore linguistico dei dialetti nei confronti della pochezza dell’eloquio televisivo.
L’assenza della poesia, d’ogni emozione, nei media la presagiva nel suo divenire. Nel pomeriggio di quel giorno, Pasolini giunse quasi inaspettato a Calimera, centro in quegli anni d’un movimento di riconsiderazione del patrimonio e della lingua “grica” che bene Rina Durante ha interpretato
sull’onda della suggestione pasoliniana. Qui ascoltò i canti in “grico” memore delle immagini che Cecilia Mangini, sua amica e collaboratrice, aveva raccolto nel documentario Stendalì, che registrava nel 1960 a Martano, la sopravvivenza dell’antichissimo rito del canto funebre, “antidoto” capace di alleviare la mancanza e il vuoto delle morte. Poesia popolare di un sud-popolo da accudire e custodire.
Pasolini è madre nel suo appassionamento, nel suo resistere, nel suo dichiararsi magnifico e «crudele» quando, con la macchina da presa ferma, ci tiene sul filo della possibilità, della tenuta dello sguardo. Egli ci invita a “rotture” che portano pianto, pungente ironia, un ridere largo, sdentato, e la corsa di Ninetto che saltellando dice del satiro e del santo, di Dionisio e d’Apollo e di tutto il sapere.

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