2005. Omaggi a PPP trent’anni dopo. Parte ottava

Libri

Prosegue con una ottava parte la rassegna delle manifestazioni organizzate nel 2005 per i trent’anni dalla morte di Pasolini e registrate da ”Pagine corsare”. Un elenco, incredibile, di manifestazioni d’interesse che, come documenta anche questa sezione, hanno  visto la mobilitazione di tanti centri, anche piccoli e insospettabili.

1.“Pasolini: lettura, poesia e cortometraggi”
Firenze
1° novembre 2005

Pier Paolo Pasolini alla Cineteca di Firenze, per ricordare i 20 anni dalla morte del cineasta americano Orson Welles e i 30 da quella del poeta e regista italiano.
Martedì 1° novembre gran programma pomeridiano alla Cineteca di Firenze che, con un anticipo alle 17.15, propone una lettura delle poesie scritte da Pasolini in dialetto friulano, a cura della compagnia teatrale dei Chille de la Balanza.
Alle 18 tutti i cortometraggi di Pier Paolo Pasolini, compresi quelli di Cecilia Mangini su testi di Pasolini stesso.
Sarà proiettata anche la pellicola La ricotta, che vede protagonista Orson Welles, a cui è pure dedicata questa retrospettiva incrociata.

Programma

17.15
Il collettivo Chille della Balanza presenta letture di testi di Pasolini
18.00
La ricotta di Pier Paolo Pasolini; con Orson Welles, Mario Cipriani, Laura Betti; ITA 1963
Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini, con Totò, Ninetto Davoli, Laura Betti, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Domenico Modugno; ITA 1967
La sequenza del fiore di carta di Pier Paolo Pasolini, con Ninetto Davoli; ITA 1968
La terra vista dalla luna di Pier Paolo Pasolini, con Totò, Ninetto Davoli, Silvana Mangano; ITA 1966
Essere morti o essere vivi è la stessa cosa, film animato di Gianluigi Toccafondo; ITA 2000

19.15
Ignoti alla città, Stendalì, La canta delle marane di Cecilia Mangini
testi di Pier Paolo Pasolini; ITA 1958 / 1960 / 1962

19.45 
Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini
con Paolo Bonacelli, Caterina Boratto, Elsa de’ Giorgi; ITA 1975

21.45
Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini
con Enrique Irazoqui (doppiato da Enrico Maria Salerno), Susanna Pasolini, Natalia Ginzburg, Alfonso Gatto, ITA 1964

La rassegna si conclude mercoledì 2 novembre con il raro Storia immortale di Orson Welles.

Irazoqui e Pasolini sul set di "Il Vangelo secondo Matteo". Foto di Domenico Notarangelo

Irazoqui e Pasolini sul set di “Il Vangelo secondo Matteo”. Foto di Domenico Notarangelo

2.“Omaggio a Pier Paolo Pasolini”
Fermo
1° novembre 2005

A 30 anni dalla morte, la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Fermo ricorda Pier Paolo Pasolini martedì 1° novembre 2005 alle 21.30, presso l’Auditorium San Martino (Sala del Gesù) a Fermo.
Nella mano dell’angelo: questo il titolo della serata che nasce da un’idea di Pierluigi Savini. Con questa iniziativa la Società Operaia di Mutuo Soccorso vuole ricordare uno degli intellettuali più lucidi del secondo dopoguerra per la sua critica costante all’omologazione culturale, l’estrema sincerità, le attualissime provocazioni.
L’iniziativa prevede la lettura di brani, tratti da poesie, saggi e romanzi di Pasolini, interpretati da Stefano De Bernardin, Loredana Tomassini, Luca Bruni, Giampiero Catalini, Cristian Chiodi e Federico Fié, intervallati dalla proiezione di alcune sequenze significative di film del regista italiano e di canzoni tratte dal repertorio popolare romanesco degli anni ’60, cantate da Loredana Tomassini.

3.Programmi RAI per PPP
1° novembre 2005

In radio è più bello, si vive meglio. Anche quando si parla di morte. E, ovviamente, in questi giorni se ne parla spesso. Ma se ne parla con leggerezza, con lievità, a tratti quasi con poesia. Quando, addirittura, non si unificano morte e poesia. Che è un po’ quello che farà Radio3, ad esempio, con un palinsesto calibrato completamente su Pier Paolo Pasolini, morto nella notte fra il primo e il 2 novembre di trent’anni fa. In ricordo di quel giorno, per molti il giorno della perdita dell’innocenza, martedì 1° novembre 2005 la rete diretta da Sergio Valzania plasmerà l’intera programmazione con il seguente  programma:

-lettura delle Lettere luterane nel programma Ad alta voce dalle 9,30 alle 10; Fahrenheit dalle 15 alle 18 racconto su Pasolini nella percezione di amici e scrittori
-Hollywood Party, dalle 19 alle 19.45 navigherà fra le storie del Pier Paolo regista
-Radio3suite, dalle 20 alle 22.45, prima in studio e poi dall’Ambra Jovinelli, con la lettura-concerto delle sceneggiature di Accattone e Mamma Roma, con Valerio Mastrandrea e Paola Cortellesi, accompagnati dai jazzisti Danilo Rea e Roberto Gatto
-alle 23, Giovanna Marini e chi ha scritto musica in onore di Pasolini
-dalla mezzanotte alle sei, Esercizi di memoria, sei ore di archivi Rai che raccontano Pier Paolo, proprio in concomitanza col trentennale della notte in cui Pino “la Rana” lo trucidò.

Radio Rai3

Radio Rai3

Altre programmazioni Rai

Rai 2  – martedì 1 novembre 2005
2.30 Facciamo l’appello: Pier Paolo Pasolini

Rai 3 – martedì 1 novembre 2005
00:30 Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno, di Laura Betti,  1° visione Rai (2001)

mercoledì  2 novembre 2005
8.05 Rai Educational, La Storia siamo noi: “La passione secondo Pier Paolo Pasolini”
23.30 La Superstoria 2005: Pasolini

venerdì 4 novembre 2005
00.50  Rai Educational GAP. All’interno della trasmissione: Visioni di Medea: Tagli e provini sul set del film “Medea” di Pier Paolo Pasolini.
7.00  Rai Educational  Poeti e scrittori del ‘900: Pier Paolo Pasolini, regia di Gianni Barcelloni

domenica  6 novembre 2005
01.30  Rainotte – Tv d’autore: Appunti per un film sull’India (1967/68) di Pier Paolo Pasolini

Satellite

Extra – martedì, 1 novembre 2005
22.00 Andrea Purgatori sul delitto Pasolini

CinemaWorld  – mercoledì, 2 novembre 2005
21.00 Pasolini 1975
22.00 Serata Pasolini: La rabbia
23:45 Serata Pasolini: Amore e rabbia

Premium  – venerdì, 4 novembre 2005
1.25 Io e… Pasolini e la forma della città
5.40 Io e… Pasolini e la forma della città

4.“Pasolini “sconosciuto” 1975-2005”
 Milano
25 ottobre –  2 novembre 2005

A Milano, in  due sedi, un progetto per Pasolini,  a cura di Fabio Francione.

Proiezioni al Cinema Gromo
25 – 30 ottobre

martedì 25 ottobre
ore 18.00 Ragazzi di vita e dintorni. I romanzi cinematografici.
La commare secca, regia Bernardo Bertolucci (1962, 35mm, 98’)
La “commare secca” è nel gergo delle borgate la “Morte” ed è anche l’ultimo capitolo di  Ragazzi di vita . Del film, che segnò il suo esordio, Bertolucci dice: «Lo sforzo era stato di tirare dalla mia parte il soggetto, di forzare lo sguardo su un milieu che non mi apparteneva…E’ un film tutto istintuale, che precede la mia riflessione sul cinema…».

ore 20.00 a cura di Garzanti Libri
Il mio Pasolini con Piero Ottone, Piero Gelli, Fabio Mauri e altri
a seguire Letture poetiche di Pier Paolo Pasolini recitate da Alessandro Genovesi

ore 22.30 Ragazzi di vita e dintorni. I romanzi cinematografici
Morte di un amico, regia Franco Rossi (1959, 35mm, 95’)
Due amici di lunga data, a modo loro, intrattengono relazioni più o meno improntate all’opportunismo fino a progettare una rapina che finisce in tragedia. Pasolini scrisse la sceneggiatura in collaborazione con Giuseppe Berto, il futuro scrittore di Anonimo veneziano.

mercoledì 26 ottobre
ore 18.00 Pasolini attore
Requiescant regia Carlo Lizzani (1967, Dvd, 110’)
Western atipico, d’ambientazione messicana con notevoli impulsi e spunti rivoluzionari. L’interprete principale, per l’appunto Requiescant, nome ricavato dall’ultima parola di una preghiera che recita davanti a due banditi che ha appena freddato, è Lou Castel, reduce dall’exploit de I pugni in tasca di Marco Bellocchio. Pasolini, che ha già partecipato al Gobbo, sempre di Lizzani, qui impersona un prete, Don Juan.

ore 20.00 Ragazzi di vita e dintorni. I romanzi cinematografici
Mamma Roma, regia Pier Paolo Pasolini (1962, 35mm, 105’)
«Mamma Roma vive la sua vita nella Roma piccolo-borghese, nel mondo dell’INA-CASA, in un mondo cioè che per forza è meno epico e quindi meno impressionante visivamente». Così Pasolini ritrae l’esistenza della sua protagonista, ma è anche l’incontro del poeta e regista con Anna Magnani, icona imprescindibile del cinema italiano ed essenza stessa della romanità.

ore 21.45
Il linguaggio cinematografico di Pier Paolo Pasolini
Incontro con Paolo Rosa (Studio Azzurro), regista

ore 22.30 Pasolini attore
Edipo re, regia Pier Paolo Pasolini (1967, 35mm, 104’)
«È un film, racconta Pasolini, che si colloca almeno su quattro piani…ricordi d’infanzia…parte fantasmagorica…l’Edipo di Sofocle…il momento della sublimazione». Tra gli interpreti, Franco Citti, Silvana Mangano, Alida Valli, Carmelo Bene, Julian Beck, Ninetto Davoli, Francesco Leonetti e Pasolini stesso nella parte del Gran Sacerdote.

giovedì 27 ottobre
ore 18.00 Il teatro di parola e il rito
Porcile, regia Pier Paolo Pasolini (1969, 35mm, 98’)
«Le storie sono queste. …una è la storia di un giovane che vaga in un deserto» e si dà al cannibalismo. «La seconda…è ambientata nella Germania di Bonn, dove c’è un ragazzo misterioso», che però è figlio di un ricco industriale e finirà debole e vinto divorato da maiali. Tra i protagonisti, Pierre Clementi, Jean-Pierre Leaud, Franco Citti, Ninetto Davoli, Ugo Tognazzi e Marco Ferreri.

ore 20.00 Il teatro di parola e il rito
Calderón, regia Giorgio Pressburger (1981, 35mm, 115’)
Dal testo teatrale di Pasolini, che è una rivisitazione ricca ed ambigua della problematica post-sessantottesca, Pressburger ha tratto un film, prodotto dalla Rai, che non è teatro cinematografico ma personalissima testimonianza su un’opera che ha ancora molto da dire allo spettatore d’oggi (Segnocinema).

ore 22.00 Il teatro e i teatri di Pasolini
Incontro con Giorgio Pressburger, scrittore e regista teatrale e cinematografico, e Stefano Casi, critico teatrale e direttore “Teatri di Vita” di Bologna.

ore 23.00 Il teatro di parola e il rito
L’altro enigma di Vittorio Gassman e Carlo Tuzii (1988, beta, 100’)
Trasposizione televisiva del dramma Affabulazione per la regia in collaborazione e l’interpretazione di Vittorio Gassman. Con lui, Annie Girardot, Fanny Ardant, Alessandro Gassman e Ninetto Davoli.

venerdì 28 ottobre
ore 17.45 Per Sergio Citti. Un sodale insostituibile
Ostia, regia Sergio Citti (1969, 35mm, 102’)
Preceduto da un profilo del regista a cura di Alberto Pezzotta, critico cinematografico.
Folgorante esordio cinematografico del principale collaboratore di Pasolini, tra l’altro supervisore della pellicola. Il film è la messa in scena di un fratricidio. L’ambiente del crimine è situato nella profetica, tragica e desolata periferia di Ostia. Interpreti Franco Citti, Ninetto Davoli, Laurent Terzieff e Lamberto Maggiorani, lo storico “attore” di Ladri di biciclette che ebbe una parte anche in Mamma Roma.

ore 19.30 Il teatro di parola e il rito
Il pratone del Casilino, regia Giuseppe Bertolucci (1995, beta, 43’)
«Questo monologo da Petrolio di Pasolini costituisce una (involontaria) trilogia dedicata a tre straordinari autori italiani del Novecento [gli altri due sono Giorgio Caproni e Carlo Emilio Gadda], che ho avuto la fortuna di conoscere, anche personalmente, fin da bambino, perché erano grandi amici di mio padre». (Giuseppe Bertolucci).
Interprete: Antonio Piovanelli

‘Na specie de cadavere lunghissimo, regia Giuseppe Bertolucci (2005, beta, 60’)
«Il mio rapporto con Petrolio risale a dieci anni fa, quando nel ’94 ho lavorato con Antonio Piovanelli al monologo Il pratone del Casilino, ricalcato dal capitolo del romanzo di Pasolini…Su questo formidabile effetto ritardato è anche il monologo al quale stiamo lavorano con Fabrizio Gifuni: una sorta di illusione ottica “temporale” che ci fa ritrovare il presente nelle pagine di un passato che era già futuro». (Giuseppe Bertolucci)

ore 21.00 Petrolio: un inizio o una fine? 
Incontro con Giuseppe Bertolucci, regista cinematografico e teatrale, e Loris Lepri, Centro Studi – Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna.

ore 22.00 Vita e morte di Pier Paolo Pasolini tra documentario e finzione.
Visto dalla Francia. Cinéma de notre temps: Pasolini, l’enragé, regia Jean-André Fieschi (1966, dvd, 65’)
Visto dai Paesi Bassi. Chi dice la verità è perduto, regia Philo Bregstein (1981,dvd, 60’)
Due importanti esempi di ritratti cinematografici che si muovono tra sopralluoghi su set, interviste all’autore e ai collaboratori e materiali di repertorio.

sabato 29 ottobre 
ore 16.00 Un’Italia da scoprire e “inventare” 
Comizi d’amore regia Pier Paolo Pasolini (1964, dvd, 90’- sottotitoli francesi)
Pasolini, per la prima volta, studia l’Italia e gli italiani, nello specifico sull’amore e il sesso, “inventando” un nuovo genere: l’inchiesta cinematografica. Tra i partecipanti, Alberto Moravia, Cesare Musatti, Giuseppe Ungaretti, Oriana Fallaci e Camilla Cederna.

ore 17.45 Un’Italia da scoprire e “inventare” 
Comizi d’amore 80, regia Lino Del Frà (1982, beta, 55’- 2^ puntata)
Taranto, cancelli della fabbrica. È lì che parte Comizi d’amore 80, tre puntate realizzate per la Rai da Lino Del Frà e Cecilia Mangini per un viaggio nell’Italia che riprende laddove l’aveva lasciata Pasolini nei suoi Comizi d’amore. (“il Manifesto”).

ore 19.00 La politica e la poesia
Uccellacci e uccellini, regia Pier Paolo Pasolini (1966, 35mm, 88’)
È il film-manifesto del “cinema di poesia”. “Uccellacci e uccellini si svolge per le strade, Totò e Ninetto sono due personaggi neorealistici…è il girovagare pseudo-picaresco di due personaggi neorealistici per una città…è plurilinguistico…c’è l’ideologia… continuamente lacerata dal picarismo della vitalità”. (Pier Paolo Pasolini)
A seguire: La salita, regia di Mario Martone (episodio del film collettivo I vesuviani, 1997, 35mm, 20’).
Martone recupera il “corvo” di Uccellacci e uccellini per interrogarsi sulla crisi della società e della politica italiana, mentre un sindaco di una città [Napoli?] ascende le pendici del Vesuvio. Interprete: Toni Servillo.

ore 21.00 Come un corvo può essere “corsaro”
Incontro con Francesco Leonetti, poeta

ore 22.00 Un’Italia da scoprire e “inventare”
La rabbia, regia Pier Paolo Pasolini (1963, dvd, 53’ – primo tempo sottotitoli francesi).
Film di montaggio, la seconda parte fu affidata a Giovanni Guareschi, sugli avvenimenti accaduti negli anni Cinquanta e Sessanta. Le voci narranti sono di Renato Guttuso e Giorgio Bassani.

domenica 30 ottobre
ore 16.00 Per Sergio Citti. Un sodale insostituibile 
Storie scellerate, regia Sergio Citti (1973, 35mm, 95’)
Questo è il secondo film dell’esperto linguistico e aiuto regista del Pasolini “cantore delle borgate”. Così Lino Micciché apostrofava il film: «Un altro dato che stupisce non poco a proposito di Storie scellerate è la singolare maturazione che esso ostenta rispetto alla precedente opera di Citti, pur nella sostanziale continuità di un’unica poetica».

ore 18.00 Progetto musicale di Tiziano Tononi ed Emanuele Parrini
1974… Io so!

ore 20.00 Vita e morte di Pier Paolo Pasolini tra documentario e finzione
Visto dall’Italia. Fermata Pasolini regia Alfredo Traversa (2005, dvd, 30’)
È la ricostruzione di una vicenda accaduta 27 anni fa a Grottaglie. L’ultimo sequestro di un film di Pasolini. Una storia vera. Il 6 giugno 1977, al cinema Vittoria si proietta Salò o le 120 giornate di Sodoma, l’ultimo film di Pasolini. All’improvviso, luci in sala. Proiezione interrotta. Due carabinieri stoppano il film e sequestrano la pellicola per ordine del Pretore di Grottaglie. Un cittadino aveva presentato un esposto alla Magistratura. Dopo l’esposto, il Pretore supervisiona il film. E ne ordina l’immediato sequestro.

ore 20.30 “Salò”: l’ultima censura 
Incontro con Alfredo Traversa, regista, Ciro Arcadio, sceneggiatore e Ivan Petraulo, giornalista

ore 21.15 Discussione intorno a Il critico e il regista. Adelio Ferrero Il cinema di Pier Paolo Pasolini (in occasione della nuova edizione del volume, Marsilio Editori).

ore 22.00 Un’Italia da scoprire e “inventare”
12 Dicembre, regia (non accreditato) Pier Paolo Pasolini (1972, beta, 104’)
Tra il 1970 e il 1972 fu girato da Pasolini con Giovanni Bonfanti e altri militanti di Lotta Continua un film-viaggio nell’Italia dell’autunno caldo, della strage di stato, della rivolta di Reggio Calabria, dell’incontro tentato fra proletari antichi e giovani rivoluzionari. (dal risvolto della copia vhs restaurata dal Fondo Pasolini).

Palazzo della Triennale
mercoledì 2 novembre ore 11.00-23.00
ingresso libero

ore 11.00 Vita e morte di Pier Paolo Pasolini tra documentario e finzione
Visto dall’Italia. Le ceneri di Pasolini, regia Pasquale Misuraca (1994, beta, 87’)
Visto dall’Italia. Il silenzio è complicità, regia Laura Betti (1976, beta, 90’)
Altri due importanti esempi di ritratti cinematografici che si muovono tra sopralluoghi su set, interviste all’autore e ai collaboratori e materiali di repertorio. Il documentario di Misuraca è prodotto da Raitre-Fuori Orario, mentre il film di Laura Betti contiene già tutti gli elementi che svilupperà nel suo ultimo lavoro Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno.

ore 17.00 Un’Italia da scoprire e “inventare” 
Ignoti alla città, regia Cecilia Mangini (1958, beta, 13’)
Stendalì (suonano ancora), regia Cecilia Mangini (1960, beta, 11’)
La canta delle marane, regia Cecilia Mangini (1960, beta, 10’)
Tre documentari di Cecilia Mangini «in cui la fisicità visuale della cineasta si intreccia alla violenza morbida della scrittura di Pasolini, che firma i testi fuori campo».
Pasolini e… la forma della città, regia Paolo Brunatto (1974, beta, 16’)
Programma televisivo della Rai-Radiotelevisione italiana tratto dalla rubrica “Io e…” a cura di Anna Zanoli, 7 febbraio 1974.

ore 18.00 Vita e morte di Pier Paolo Pasolini tra documentario e finzione
Visto dall’Italia. Al cuore della realtà, regia Francesco Savio (1974, beta, 55’)
Programma televisivo della Rai-Radiotelevisione italiana tratto dalla rubrica “Settimo Giorno” a cura di Francesca Sanvitale e Enzo Siciliano. Con Morando Morandini, Giorgio Bassani e Vittorio Sermonti.
Visto dall’Italia. Siamo tutti in pericolo (2004,dvd, 14’) regia Maurizio Carrassi
Pier Paolo Pasolini intervistato da Furio Colombo parla di un pericolo incombente per lui e per tutti. La sera di quel giorno andrà a cena in una trattoria di San Lorenzo con i soliti amici. Dopo la cena nessuno lo rivedrà più. Era la notte del 1° novembre 1975.
Visto dalla Gran Bretagna. Ostia, regia Julian Cole (1991, beta, 26’)
Racconto della tragica fine di Pier Paolo Pasolini. A  intepretarlo è il regista di Caravaggio, Derek Jarman.

ore 20.00 Extra. a cura di Roberto Chiesi e Loris Lepri
I programmi del Centro Studi – Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna
Laura Betti. Antologia di sequenze e interviste 1959 – 2001 (2004, beta, 26’)
Contiene le canzoni
Valzer della toppa (P. P. Pasolini e P. Umiliani)
Marilyn (P.P. Pasolini e L. Cinque)
Son felice (Fabio Mauri)
Estratti dalle interviste: Intervista a L. Betti, Roma – Piazza del Popolo, 1968
La Roma di Laura Betti (a cura di Antonio Olivares, 1980)
Sequenze tratte dai film: La dolce vitaLa ricottaLa terra vista dalla lunaChe cosa sono le nuvole?TeoremaI racconti di CanterburyAllonsanfanIl gabbianoIl grande cocomeroÀ ma soeur!Una disperata vitalità

Pasolini e il cinema in forma di appunti (2004, beta, 13′)
Contiene estratto audio da In India con Pier Paolo Pasolini, a cura di Romano Costa (febbraio 1968); estratto video da Pasolini intervistato da Philo Bregstein, (Utrecht 1969)

Nei luoghi del Sacro (2005, beta, 9′)
Contiene montaggio di fotografie di Sopralluoghi in Palestina per Il Vangelo secondo Matteo (1963) e estratto di intervista radiofonica del maggio 1964

Estratto di Le confessioni di un poeta (1967) di Fernaldo Di Giammatteo

Pasolini e l'”Orestiade”. Interviste e filmati 1959-1973 (2005, beta, 11′)
Contiene estratto da intervista radiofonica I poeti a teatro (gennaio 1968), a cura di Ruggero Jacobbi (1968), e riprese della presentazione di Appunti per un’Orestiade africana a Venezia (1973)

Extra extra  Il corpo perduto di Alibech (2005, beta, 80’)

ore 21.00
Focus su Pier Paolo Pasolini
coordinamento Lorenzo Vitalone, Massimo Bacigalupo, americanista e traduttore, Lawrence Ferlinghetti traduttore di Pier Paolo Pasolini
Marco A. Bazzocchi, critico e storico della letteratura: I “corpi” di Pier Paolo Pasolini 
Mimmo Calopresti, regista e attore: L’ultimo sguardo su Roma. Il documentario ritrovato di PPP
[bonus: estratto da Pier Paolo Pasolini. Appunti per un romanzo sull’immondezza]
Roberto Chiesi, I fantasmi onirici della “Trilogia della vita”
Umberto Fiori, poeta e storico della canzone: Le canzoni di Pasolini
[Enrico Ghedi, pianista e compositore, e Massimo Tantardini, editore]
Ferlinghetti parla di Pier Paolo Pasolini. [Un’intervista filmata (in collaborazione con la Shin Art Edizioni)]
Roberto Perpignani, montatore e storico del montaggio: Baragli e Pasolini
Quirino Principe, poeta, musicologo, traduttore: La musica nei film di Pier Paolo Pasolini
Giulio Sapelli, economista: Pasolini: una lettura economica
Gianni Scalia, poeta e storico della letteratura: La meglio gioventù. Dal Friuli ad “Officina”
Piero Spila, critico cinematografico e sceneggiatore: Pier Paolo Pasolini e la nouvelle vague critica e cinematografica degli anni Sessanta 

"Corpi che parlano" di Marco A. Bazzocchi. Copertina

“Corpi che parlano” di Marco A. Bazzocchi. Copertina

5.”Notte Pasolini”
a Radio Radicale
1-2 novembre 2005

Il 2 novembre 1975 Pier Paolo Pasolini veniva ucciso a Ostia. Nella notte tra il primo e il due novembre 2005 Radio Radicale manderà in onda un lungo speciale, Notte Pasolini, curato da Emilio Targia, su Pier Paolo Pasolini: si potrà ascoltare la voce del poeta insieme a quella di chi l’ha conosciuto e amato. L’inizio della trasmissione è previsto per la mezzanotte e mezza.

Alcune frequenze di Radio Radicale:
Milano: 87.850 – 96.8 Mhz in Fm  / Torino: 102.8 – 104.45 Mhz in Fm / Venezia: 104.7 (+ 105.4 per Mestre) Mhz in Fm  / Bologna: 92 – 92.8 – 100 Mhz in Fm  / Firenze: 89.9 – 97 Mhz in Fm  / Roma: 88.6 – 102.4 Mhz in Fm / Napoli: 101.65 – 101.8 – 107.8 Mhz in Fm  / Bari: 89.3 Mhz in Fm  / Palermo: 92 Mhz in Fm  / Cagliari: 102.3 – 107 Mhz in Fm.

6.“Pasolini a Torino”
Torino
2 novembre 2005

Torino ospiterà dal 2 novembre 2005 la mostra Pasolini e noi. Relazioni tra arte e cinema. La stessa sera sarà proposto il film Il fiore delle Mille e una notte, assente da molti anni dalle sale torinesi. Il film, girato nel 1974, viene presentato nella versione restaurata del Centro Sperimentale di Cinematografia.

7.“Un ricordo di Pasolini”
Caserta
2 novembre 2005

Venticinque anni fa moriva tragicamente uno dei più grandi intellettuali del Novecento, Pier Paolo Pasolini. Era il 2 novembre 1975. La città di Caserta ha dedicato una strada a Pasolini, in ricordo anche del fatto che lo scrittore e regista scelse il magico territorio di Casertavecchia per ambientare alcuni esterni de Il Decameron. Erano i mesi di settembre e ottobre del 1970.
Molti in città ancora lo ricordano. E forse non è stato un caso che la Piccola Orchestra Avion Travel nel 1990 ha riproposto nell’album Bellosguardo una splendida canzone di Modugno, Che cosa sono le nuvole, scritta proprio per un film di Pasolini.
Ma il momento più alto che lega il nome di Pier Paolo Pasolini alla città di Caserta e alla sua provincia è in una poesia, La terra di lavoro, pubblicata nel volume Le ceneri di Gramsci.
Proprio alcune poesie di Pasolini saranno lette mercoledì 2 novembre, alle ore 20.30, presso la sede di Giosef, in via Renella 58, su iniziativa della Sinistra Giovanile della città di Caserta.
Pier Paolo Pasolini è stato da sempre un intellettuale scomodo, spina nel fianco della destra e della sinistra, accanito critico della decadenza borghese molto prima che questa si rivelasse agli occhi di tutti. Pertanto, si è cercato di rimuovere dalla memoria collettiva le parole spesso definite profetiche di un intellettuale che, inascoltato, denunciava l’omologazione che nasceva dalla televisione, la dittatura opprimente del consumismo, lo sfregio ai paesaggi operato dagli abusi edilizi, lo sfaldamento e la corruzione della cultura contadina, vittima dell’inurbamento coatto. Ricordarne e diffonderne il pensiero è un modo affinché il poeta non muoia una seconda volta.
Bene ha fatto l’organizzazione politica dei giovani casertani a promuovere un evento che ha raccolto le adesioni dello stesso Giosef e dell’Arcigay Coming Out. Nell’occasione verrà anche proiettato un documentario dedicato a Pasolini
Inoltre, proprio nei giorni scorsi la casa editrice toscana Zona, di cui è responsabile della promozione e dell’ufficio stampa la casertana Silvia Tessitore, ha presentato a Roma il suo ultimo libro Lo specchio a colori. Pasolini trent’anni dopo di Francesca Romana Merli (il 3 novembre la presentazione anche a Milano).
Nel fervore di iniziative in Campania così come in tutta Italia, preoccupante e colpevole il silenzio dell’Amministrazione Comunale di Caserta, che non ha promosso alcuna manifestazione per ricordare Pasolini in una città che pure è stata da lui amata, conosciuta e vissuta.
www.casertagiovani.it

Chia. Le cascate in cui Pasolini girò le scene del battesimo di Gesù nel "Vangelo secondo Matteo" (1964)

Chia. Le cascate in cui Pasolini girò le scene del battesimo di Gesù nel “Vangelo secondo Matteo” (1964)

8.“Pasolini pirata romantico e profeta incompreso”
Chia (Viterbo)
2 novembre 2005

Trent’anni fa moriva Pier Paolo Pasolini.  L’Associazione “Sacerdoti lavoratori sposati” commemorerà l’anniversario della morte di Pasolini con una celebrazione ecumenica e interreligiosa, aperta a tutti, che si svolgerà il 2 novembre 2005 alle ore 16.30 a Chia, in Piazza Garibaldi 7.
A Chia, mentre gira le prime sequenze del Vangelo secondo Matteo, Pasolini visita un fortilizio medioevale abbandonato. Se ne innamora. È la primavera del 1964. Nel 1966 scrive che vorrebbe andare a vivere dentro quella Torre che non può comprare, «nel paesaggio più bello del mondo, dove l’Ariosto sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta innocenza di querce, colli, acque e botri». Al poeta sembra che in quel luogo incantato la natura abbia giocato a fare il verso all’arte, illusa innocenza d’un cosmo perfetto e gioioso. L’acquisto del diruto immobile si realizza nell’autunno 1970. Pasolini vi soggiornerà spesso negli ultimi anni di vita. Spedirà da lì non poche delle sue Lettere luterane: l’estrema denuncia dell’apocalisse antropologica (le aberranti derive culturali indotte dal potere neocapitalista sul tessuto più intimo della vita nazionale, sul millenario patrimonio artistico, sul paesaggio agrario e sulla forma delle città). Intimamente connessa e necessaria a questo tema sarà l’appassionata, profetica invocazione del “Processo” alla corrotta casta democristiana, colpevole d’un «errore di interpretazione politica che ha avuto conseguenze disastrose nella vita del nostro paese».
Nella vita di ogni artista c’è un luogo dell’anima, un centro geografico tangibile dove l’ispirazione fluisce libera, aprendo la strada alla creatività. Per Pier Paolo Pasolini – scrittore, regista, poeta – questo luogo è stato Chia, un grumo di case così piccolo che per rintracciarlo su una carta stradale occorre una lente d’ingrandimento, ammesso che poi ci si riesca davvero a trovarlo, perché non è cosa facile: bisogna guardare nella provincia di Viterbo, laddove già questa declina verso l’Umbria, e seguire idealmente la Statale 675 che da Orte va verso Vitorchiano.
«A Chia, Pasolini ha lasciato un ottimo ricordo. Si recava spesso nelle case della gente, si intratteneva con loro, era gentile e disponibile. Fece molto per il paese, creò una squadra di calcio per i più giovani, istituì un premio per chi lo abbelliva…». A raccontare lo scrittore-regista nei suoi aspetti quotidiani, magari minimi, ma proprio per questo più veri, è Giuseppe Serrone. Lui non ha mai incontrato di persona Pasolini, ma la passione per questo luogo, che pare attrarre personaggi al di fuori degli schemi, li unisce al di là del tempo e dello spazio: «Quando arrivai a Chia sapevo ben poco di Pier Paolo… In realtà l’ho scoperto grazie ai racconti della gente, che tratteggiavano una personalità affabile e gentile, che mi ha subito incuriosito».
Giuseppe è stato parroco di Chia dal 1991 al 2001 ed è un prete dalle idee chiare, in grado di fare scelte impegnative come quella, tre anni fa, di metter su famiglia, sposarsi e cambiare vita. «Non è stato facile, e, proprio per aiutare i sacerdoti che come me hanno deciso di violare l’imposizione del celibato, ho fondato l’Associazione Sacerdoti Lavoratori Sposati…», racconta. La sede nazionale? Ovviamente, è a Chia. Giuseppe Serrone ha scritto tra l’altro (sul Viale della Torre di Chia…) un testo di omaggio nell’anniversario della morte di Pasolini dal titolo E la luna t’accompagna:

Una strada: le radici che non avevano alberi sono le vere strade di un bosco. La luna dava spazio a una stella e il vento, respirando tra le foglie, l’accarezzava e formava un triangolo senza base aperto verso l’infinito, e la luna ti accompagna. Pietre e pietre: il tempo rovina le cose e il rumore dell’acqua riporta la melodia delle cose e il passo d’un uomo solo sfiora la strada di radici.
Pier Paolo come il candore di una foglia la tua penna scrive e il tuo occhio immagina scene di storie passate, tra rami e rami secchi, tra felci e querce, le fessure dei muri, le buche di un masso, trapassi irrequieti di ore proibite!
Che cosa è il bene o il male? Forse la strada di un poeta o un artista o un regista si perde tra sogni e profeti di un tocco di blu!
T’accompagna la luna, Pier Paolo, e come la stella ricevi la luce da storie mai scritte o frasi non dette racchiuse tra un ago e la freccia veloce, la mano d’un re, tradito e rinato.

Hans Magnus Enzensberger, grande intellettuale e poeta tedesco, per decenni impegnato nelle battaglie politiche e culturali, come lo fu Pasolini, che ha fatto conoscere l’opera di Pasolini in Germania e un po’ in tutta l’Europa  e che  ha  trasformato la figura del poeta assassinato in un simbolo non solo italiano, ma di tutto il nostro continente, ha dichiarato in una recente intervista a un settimanale:

Pier Paolo Pasolini prima di tutto fu poeta. Poi autore di romanzi, basti pensare al suo esordio nel 1955 con Ragazzi di vita e al successo, quattro anni dopo, con Una vita violenta. Ma era anche drammaturgo e saggista appassionato, fazioso. Quindi, a partire dal 1961 con Accattone, tra i più grandi del cinema italiano. Sino al 1975: l’anno di Salò o le 120 giornate di Sodoma. E l’anno della sua tragica fine, assassinato il 2 novembre. Cosa è rimasto, a trent’anni dalla sua morte, di così tanta e poliedrica opera di Pasolini? Constatiamo, oggi, con sincera brutalità che l’istituzione e il mestiere del poeta hanno perso d’importanza. Il terreno su cui il poeta si muove a suo agio si è drasticamente ridotto. C’è meno spazio per le passioni e per la violenta rabbia, tipiche di Pasolini.
Non c’è spazio per il sublime. E così è cambiata la posizione sociale del poeta: in giro non si vedono i mostri sacri. Pasolini è stato recepito in Italia come l’ultimo dei mostri sacri…  Pasolini occupa l’ultima sezione, ormai museale, delle muse italiane. È stato l’ultima istanza a cui la gente ai suoi tempi si poteva ancora, nel bene o nel male, appellare. Sino agli anni Settanta, infatti, ci si rivolgeva al poeta per scrutare il segreto della vita. E Pasolini credeva e corrispondeva alla sua funzione di sacro mediatore dell’ultimo senso delle cose e della vita. E questo è solo il primo dei sacri furori che hanno gravato nella sua biografia e opera. Il secondo è legato alla divinazione del destino politico di una società, anzi del genere umano. Pasolini ha creduto come pochi altri in Italia alla funzione politica, cioè pubblica del poeta.
Pasolini era una geniale bomba radicale, un esplosivo miscuglio di autentica fede cattolica più marxismo eterodosso più omosessualità. A ciò si aggiunga la miccia del suo estremo gusto per la provocazione. Pasolini era un vero poeta che ha tentato, visto i tempi in cui è vissuto, di appigliarsi e appropriarsi in fretta della terminologia marxista dell’epoca. La vera vena di Pasolini era altrove. È stato un polemista micidiale, irriverente, un pirata» (Hans Magnus Enzensberger).

A Enzensberger fa eco Enzo Siciliano:

Dai versi Il Pci ai giovani !!, scritti a caldo sui fatti di Valle Giulia nel ’68, con la difesa dei poliziotti contro “i figli di papà”, fino all’articolo sui capelli lunghi o a quello sulla scomparsa delle lucciole, Pasolini andò a figurare nelle polemiche giornalistiche come un campione antiprogressista, una specie di profeta sordo, incapace di accettare i mutamenti di una società in aperto divenire. Credo che il tempo abbia fatto giustizia di questa parzialissima valutazione di una delle figure più significative espresse nel dopoguerra dalla cultura italiana. Pasolini accettò lo scandalo che le sue parole provocavano: sembrava che di quello scandalo volesse nutrirsi con accanimento masochista. Alla distanza si è capito che il suo parlare di  “mutazione antropologica” come di un’incidenza perversa dentro cui la nostra società andava avvolgendosi, esprimendo i lati peggiori di sé – avventurismo culturale, sprezzante rifiuto nei confronti di tutto quanto sembrasse limitare il suo vorace egotismo -, aveva un significato persino profetico.
Il rifiuto sistematico che Pasolini teorizzò della logica delle comunicazioni di massa, del cosiddetto progresso e della loro inevitabile dittatura, il suo giudizio senza appello sull’uso feticista della tv che prese a dilagare sulla metà degli anni Settanta come strumento di una informazione sempre più blindata da interessi di parte tutt’altro che conoscitivi, lo portarono a capire in anticipo su tanti a cosa potesse ridursi una società che supinamente accettava la tirannia di un mezzo che, nel modo in cui veniva usato, distruggeva il senso primo del conoscere, l’acquisizione per la mente umana di significati, l’obliterazione della propria storia, poiché là, in quel bagaglio di idee e costumi, nel potenziamento di essi, essa invece avrebbe trovato la forza di affrontare quella rigenerazione che la modernità imponeva.
Non lo sguardo voltato indietro, ma Pasolini pensava si potesse guardare avanti senza mandare a zero quello che nel passato vi fosse stato  innovativo. In questo il suo umanismo, proprio nei termini in cui si esprimeva, poteva di sicuro provocare sconcerto e rifiuto, ma l’ottica dello scrittore a quel punto non cedeva rispetto alla invasiva formalizzazione di cui la cultura italiana, anche quella letteraria, sembrava ubriacarsi. C’era chi aveva buon gioco a sostenere che la posizione pasoliniana fosse funebre, priva di speranza. Lui poteva rispondere che si trattava del contrario, e che la speranza non può germogliare se inaridisci le fonti da cui un paese si è sempre nutrito.
Su questo lo scrittore de Le ceneri di Gramsci e dell’Umile Italia ebbe la forza di imporre la visione della propria solitudine e di farne un valore intellettuale. Non esitò a dirsi “pazzo”, a vivere il destino scelto come un’estrema occasione che gli era offerta. Scrisse che solo un privilegio d’anagrafe gli aveva dato la possibilità di guardare a distanza questa età di disfatte: il suo essere al mondo era radicato in un tempo tutto diverso, ma che sentiva ancora reale e vivo» (Enzo Siciliano).

Informazioni e approfondimenti
Ufficio Stampa Sacerdoti Lavoratori Sposati
Piazza Garibaldi 7 01020 Chia (VT) Italy
sacerdoti.sposati@aliceposta.it
web site: http://nuovisacerdoti.altervista.org / web site: http://utenti.lycos.it/sacerdotisposati

9.“Pier Paolo Pasolini. Un intellettuale del Novecento”
Scandiano e Reggio Emilia
2 – 5 novembre 2005

Gli Assessorati alla Cultura dei Comuni di Scandiano e di Reggio Emilia, in collaborazione con la Provincia di Reggio Emilia hanno predisposto un programma di manifestazioni culturali per commemorare Pier Paolo Pasolini a trent’anni dalla morte. Il progetto sarà dedicato alla figura e all’opera dello scrittore, poeta e cineasta. In particolare, si vorrebbe concentrare l’attenzione intorno al periodo giovanile della sua formazione intellettuale, tra il 1935 e il 1954: da quando egli tornò in Emilia e visse a Scandiano frequentando il ginnasio a Reggio Emilia, fino agli anni del suo arrivo a Roma e dell’insegnamento, che interruppe con la pubblicazione di Ragazzi di vita, periodo in cui Pasolini maturò il suo impegno civile fatto di instancabile animazione culturale, di creativa attività di insegnamento e di appassionata militanza politica. L’intento non è certo quello di ricostruire un ipotetico “periodo emiliano”; si vorrebbe piuttosto sottolineare il contributo di Pasolini innovatore, illuminato sul piano pedagogico e didattico.
Il progetto prevede una serie di eventi (incontri, letture, spettacoli teatrali e cinematografici, recital per la scuola, iniziative editoriali) che si svolgeranno a partire dal prossimo mercoledì 2 novembre a Reggio Emilia e a Scandiano secondo il programma qui di seguito indicato in sintesi. Tutte le iniziative sono a ingresso libero.

Programma

mercoledì 2 novembre 2005 ore 17. 30
Reggio Emilia – Palazzo del Capitano del Popolo, piazza del Monte, 2
Presentazione del volume Il maestro e la meglio gioventù. Pasolini e la scuola
a cura di Roberto Villa e Lorenzo Capitani
a seguire
Reggio Emilia. Spazio Mostra Città, piazza Prampolini
Inaugurazione della mostra Pier Paolo Pasolini 1922-1975 (2-30 novembre 2005)
proiezione di filmati su Pier Paolo Pasolini – Foto Agenzia Grazia Neri
ore 21.00
Scandiano, Cinema Teatro Boiardo, viale XXV Aprile, 3
Pasolini, Pasolini!
di e con Carlo Mazzarelli

giovedì 3 novembre 2005
partenze ore 7.08 (andata) e 13.40 (ritorno)
Linea ferroviaria Scandiano-Reggio Emilia
A/R Letture sul treno
con S. Bari
ore 20.00
Scandiano, Cinema Teatro Boiardo, viale XXV Aprile, 3
Dedicato a Pier Paolo: proiezioni non stop
a cura del Centro Studi-Archivio P.P. Pasolini di Bologna

venerdì 4 novembre 2005 ore 21.00
Scandiano, Salone d’onore Rocca dei Boiardo, viale della Rocca
L’anima rabbia. Omaggio a Pier Paolo Pasolini
curato e interpretato da Ludovico Parenti

sabato 5 novembre 2005 ore 10.00
Scandiano, Aula Magna del Polo Scolastico Superiore “Gobetti”, viale della Repubblica
Pasolini, la cultura e la scuola
a seguire
 Le ceneri di Gramsci
recital a due voci con Cristina Ferraioli e Luca Ferrari

da mercoledì 2 a sabato 5 novembre 2005
In giro per Scandiano
I giovani leggono Pasolini
ragazzi corsari: sprazzi di poesie all’improvviso.

Informazioni 
Assessorato alla Cultura Reggio Emilia tel. 0522 456249 / www.municipio.re.it/cultura
Assessorato alla Cultura Scandiano tel. 0522 764258 / Biblioteca Salvemini 0522 764263
www.comune.scandiano.re.it

Fellini e Pasolini si tempi di "Accattone" (1961)

Fellini e Pasolini si tempi di “Accattone” (1961)

 10.“Come un cane sulla Tuscolana”
uno spettacolo di Claudio Boccaccini
Ostia Lido
2 – 6 novembre 2005

Il mattino del 2 novembre 1975, su uno sterrato dell’idroscalo di Ostia, viene trovato il corpo di Pier Paolo Pasolini, il poeta de Le ceneri di Gramsci, il narratore de Una vita violenta, il regista di Accattone, il drammaturgo di Orgia. Uomo controverso, contraddittorio, sembrava aver concluso la propria esistenza come in una pagina di un suo romanzo, come nella sequenza di un suo film. Un “ragazzo di vita” lo aveva ucciso. Un delitto inscenato con tale perfezione sembrò a molti il risultato di una macchinazione. Una prima sentenza, una seconda sentenza di appello, un caso ufficialmente chiuso ma che resta invece irrevocabilmente aperto.
A trent’anni esatti da quel tragico evento, proprio ad Ostia – teatro funesto della fine di Pasolini – lo spettacolo di Claudio Boccaccini vuole raccontare attraverso frammenti tratti dalle sue opere (poesie, film, drammi, scritti vari) la complessa identità di un artista interprete attivo e contraddittoriamente passivo di miti e superstizioni che tuttora travagliano tutti, ma che in lui presero luce violentemente simbolica.
L’impianto narrativo voluto da Claudio Boccaccini ha carattere fortemente divulgativo, e scandaglia minuziosamente l’intera opera di Pasolini allo scopo di esaltarne, oltre che i caratteri poetici, anche quelli che fanno di lui un attento ed impietoso testimone della storia culturale e politica italiana. Opera che ancora oggi rappresenta inestinguibile fonte di riflessione.

Lo spettacolo, agito sulla scena da 15 interpreti, nella colonna sonora utilizza alcune delle canzoni scritte da Pier Paolo Pasolini.

Interpreti
Giovanna Berardinelli, Simone Crisari, Domenico De Santi, Guido Governale, Sara Greco, Fulvia Lorenzetti, Ivana Lotto, Andrea Pirolli, Maura Ragazzoni, Ignazio Raso, Luigi Romagnoli, Luna Romani, Giuseppe Russo, Valeriano Solfiti, Elisa Zeppilli

aiuto regia Erika Li Causi / costumi Antonella Balsamo / elementi scenici Lucia Berardinelli / collaborazione artistica Silvia Brogi / luci e fonica Maurizio Scozzi  / ufficio stampa G&T
regia Claudio Boccaccini

Fonti
I brani dello spettacolo sono tratti dalle seguenti opere di Pier Paolo Pasolini:
Cinema, AccattoneMamma RomaLa ricottaUccellacci e uccelliniChe cosa sono le nuvole?MedeaSalò o le 120 giornate di Sodoma
Poesia, Le ceneri di GramsciPoesia in forma di rosaTrasumanar e organizzarPoesie inedite
Narrativa, Una vita violenta
Teatro, OrgiaCalderón

Teatro Nino Manfredi
via dei Pallottini 10, Ostia Lido – Roma
t 06 56 32 48 49  –  f 06 56 30 91 02

11.“Ricordo Pasolini”
Pordenone e Udine
3 novembre 2005

Il 3 novembre 2005 cominceranno a Pordenone e Udine le manifestazioni in ricordo dei trent’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini.
Nella Sala grande di Cinemazero, a Pordenone, alle 20.45, sarà proiettato il film Salò o le 120 giornate di Sodoma, di cui il poeta di Casarsa fu cosceneggiatore e regista, nella edizione restaurata a cura del Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale. La serata sarà introdotta da Luciano De Giusti e Nico Naldini.
A Udine, nella Sala Stampa del Teatro Nuovo, alle 18, reading poetico di Gianfranco Scialino, con la partecipazione di Ippolita Nigris Cosattini e Giacomo Trevisan.
Ambedue gli eventi sono a ingresso libero.

12.“La memoria”
Monopoli
3 novembre 2005

Poi ci fu, invece, un giorno in cui il sole si macchiò di sangue
e tutti i giorni, da allora, si chiamarono 2.11.75.
Laura Betti
[dalla prefazione a Pasolini: cronaca giudiziaria, persecuzione, morte, Milano, Garzanti, 1977]

A Monopoli, Castello Carlo V, 3 novembre 2005, ore 19.30, Michele Suma intervista il prof. Pasquale Voza, ordinario di Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Bari.
Durante la serata sarà proiettato il mediometraggio  La ricotta (1963) di Pier Paolo Pasolini.

Ricordare Pasolini non è commemorazione, ma è un gesto di memoria, di attivazione e di tutela della memoria. La memoria è la nostra storia, la storia di un paese – l’Italia di Pasolini -, caratterizzato da una “democrazia bloccata” e da una ben collegata “strategia della tensione”; il tutto immerso nello scenario del neocapitalismo avanzante, armato della ideologia reale del nuovo potere: l’edonismo del potere consumistico.

13.“Pasolini nei ricordi di  Zigaina”
Fermignano
4 novembre 2005

L’artista friulano Giuseppe Zigaina ricorda Pier Paolo Pasolini a Fermignano (Pesaro-Urbino) nel trentennale della morte dello scrittore, poeta e regista. Giuseppe Zigaina e Pier Paolo Pasolini tra arte e letteratura è il titolo di una conferenza in programma il 4 novembre alle 17.30 nella cittadina del pesarese, nella Galleria Bramante.
L’iniziativa è promossa dalla Provincia di Pesaro Urbino e dal Comune di Fermignano.

14.“Pier Paolo Pasolini and the City”
Convegno
Los Angeles

5 novembre 2005

Department of Italian, UCLA; Italian Cultural Institute, Los Angeles; Department of French and Italian, University of Southern California

School of Theater, Film and Television – University of California Los Angeles (UCLA)

moderatori
Karen Pinkus, USC; Massimo Ciavolella, UCLA

relatori
Ara Merjian (UC Berkeley), Gian Maria Annovi (Columbia University, Università di Bologna), John David Rhodes (University of York), Diane Ghirardo (USC, Thomas Harrison, UCLA).

Curatore del simposio Alessandro Marianantoni (Hypermedia Studio, School of Theater, Film and Television,
University of California, Los Angeles)

[3 novembre / anteprima del convegno
proiezione Notes Towards an African Orestes (Appunti per un’Orestiade africana)
Melnitz Movies, Film and Television Archive, UCLA
The event is free and the tickets are available at the Melnitz box office the day of the screening, one hour before show time.
School of Theater, Film and Television, University of California Los Angeles, Department of Critical Studies and Center for Research in Engineering, Media, and Performance at the School of Theater, Film and Television.] 

15.“Ricordo di Pasolini”
Wolfson Culture Circle

Cambridge
3 novembre 2005

Roberto Polito, Research Associate, Faculty of Classics  di Cambridge, introduce il  3 novembre 2005, ore 21, il film The Canterbury Tales di Pasolini, nella sua versione inglese.

Roberto Chiesi

Roberto Chiesi

16.PPP «… come sulla cima di un geroglifico…»
Chioggia
10 novembre 2005

Per la cura di Stefano Spagnolo, la Biblioteca Civica «C. Sabbadino» di Chioggia (Venezia) in collaborazione con Arteven presenta l’incontro Pier Paolo Pasolini . «… come sulla cima di un geroglifico…». L’incontro  si terrà giovedì 10 novembre 2005, ore 17.00, nella sala esposizioni del Museo Civico di Chioggia (VE).
Intervengono Massimo Cester, avvocato [Pasolini a Chioggia, un capodanno clodiense del poeta]  e Roberto Chiesi, curatore del Fondo Pasolini di Bologna [Una strategia del linciaggio – Pasolini e gli abusi mediatici].

Roberto Chiesi è critico cinematografico per “Cineforum” e “Segnocinema”, “Cinecritica” e “Cinemasessanta”. Ha scritto saggi e recensioni dedicati a generi, autori e attori del cinema francese (è autore delle monografie Alain Delon, 2002, editore Gremese in Francia e Germania, Jean-Luc Godard, 2003, uscita in traduzione francese, e Gérard Depardieu, 2005, di imminente pubblicazione in Francia). Curatore del libro Hou Hsiao-hsien. Cinema delle memorie nel corpo del tempo (Le Mani, Recco, 2002) e co-curatore di Lars da 1 a 10 – Von Trier e Dogma (Edizioni di Cineforum, Bergamo, 2003), ha pubblicato svariati testi su Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini. È curatore del Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini della Cineteca di Bologna.

17.“Poesia in forma di… musica”
San Donato Milanese
5 novembre – 15 dicembre 2005

In occasione delle iniziative dal titolo “Galassia Pasolini” che l’amministrazione comunale sandonatese promuove dal 5 novembre al 15 dicembre per l’anniversario della morte di Pasolini, l’associazione Flight Band presenta una serata-evento in cui verranno lette e musicate delle poesie del grande maestro friulano, su temi musicali originali.
Durante la serata, il cui titolo rievoca la raccolta Poesia in forma di rosa, vi saranno letture di poesie, momenti musicali e momenti di interazione tra poesia e musica.
Le letture delle poesie saranno effettuate dall’attore Marco Massari, mentre la parte musicale è a cura del maestro Biagio Coppa, autore anche delle musiche originali composte per l’occasione. Inoltre, nell’esecuzione affidata ai 12 musicisti della Flight Band, il maestro Coppa utilizzerà la tecnica di direzione orchestrale detta sound painting: il momento sinestetico dell’evento dove la forza della poesia pasoliniana nella interpretazione estemporanea dell’attore produrrà la creazione di momenti musicali totalmente improvvisata.
Durante la serata verranno proiettate delle immagini a cura del circolo fotografico San Donato “Francesco Ventura”.

Flight Band
direttore esecutivo Giuseppe Fiorito

voce recitante, Marco Massari
tromba, Patrizio Cresta / clarinetti, Nicola Riato / sax alto, Riccardo Mestroni, Enzo Montrasio, Fabio Delvò / sax tenore, Paolo Branzaglia / sax baritono, Alberto Scavezza / chitarra, Rocco Cavallaio /
piano, Giuseppe Fiorito / basso elettrico, Roberto Novati, Chicco Carrara / batteria, Gino Natalicchio
direzione orchestra, Biagio Coppa
contributi tecnici, Flight Band
www.flightband.it

 

 

 

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