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Dal Friuli a Roma, nel segno del comune amore per Pier Paolo Pasolini, che a quei due luoghi ha intrecciato i fili più profondi della sua sensibilità di uomo e di artista. A fare da ponte sono ora i Ragazzi di vita, i “pischelli” picareschi e ladruncoli delle borgate romane immortalati da Pasolini nel 1955 in indimenticabili pagine di romanzo e ora traghettati sul palcoscenico  da sette coetanei friulani degli anni Duemila, studenti-attori dei Licei Bertoni di Udine che amano chiamarsi “cavalli impazziti”: Maria De Martino, Silvia del Piano, Simona Dri, Jacopo Franzotti, Edoardo Milan, Stefano Giacomuzzi e Piero Mansutti.
Sono loro i protagonisti dello spettacolo “Ragazzi di vita” che, dopo l’applaudito debutto all’ultimo Palio Teatrale Studentesco del Teatro Club Udine, sarà replicato alle ore 21 di lunedì 28 ottobre sul prestigioso palcoscenico del Teatro Due di Roma, in vicolo due Macelli. Una trasferta dal nordest alla capitale che si deve alla tenacia infaticabile della regista Daniela Zorzini, che è riuscita a superare mille ostacoli pratici ed economici, conquistando infine all’impresa la fiducia di una fitta rete di sostenitori: in primis Lorenzo Pelizzo e poi Pietro Elia del Credito Valtellinese di Roma, nella cui foresteria il gruppo sarà ospitato, il direttore del Teatro Due Marco Lucchesi, le maestranze del Magazzino dei Teatranti e naturalmente i responsabili della  Scuola Bertoni, dal direttore Don Pasquale Cavallo a fratel Adriano Baldo.

“Sulla carta –racconta Daniela- era un’idea un po’ folle, ma nel suo genere si è ora compiuto un piccolo grande miracolo, reso possibile dall’amore”, come peraltro dimostrano i tanti patrocini concessi a questa emozionante avventura pasoliniana e teatrale (Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine, Comune di Casarsa della Delizia, Centro Studi Pier Paolo Pasolini, Teatro Club Udine,  Società Filologica Friulana, Associazione Teatrale Friulana). Il gruppo sarà accompagnato nella capitale dalla stessa regista, dal drammaturgo Paolo Sartori, responsabile della riduzione del romanzo in dieci quadri teatrali, da Daniele D’Arrigo, curatore delle scelte musicali, da alcuni genitori e da Angela Felice, nella doppia veste di coordinatrice del Palio udinese e di pasoliniana. Cuore del lavoro resta comunque l’efficacia teatrale dei giovani attori friulani, che già avevano incantato sul palcoscenico del Palio, sotto la mano sensibile della loro regista, assistita da Marina Battistella per la motricità espressiva. I ragazzi hanno la marcia in più della freschezza generazionale con cui sanno restituire l’istintiva purezza dei vari Riccetto, Marcello, Piattoletta, Genesio: ragazzi di vita poveri, spregiudicati, educati dalla “strada”, così diversi dai loro coetanei di oggi e insieme così uguali a loro per l’empito della vitalità gioiosa, su cui incombono i cattivi esempi del mondo adulto o  l’ombra della morte. Pasolinianamente è la “Commare Secca”, la vera antagonista della vita anche per la tenerissima “meglio gioventù” delle emarginate periferie di Roma.

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