Scopriamo la mostra – Pillola n°8: La stagione dell’impegno

Sotto la spinta emotiva della morte del fratello Guido, partigiano della Brigata Osoppo, avvenuta il 12 febbraio 1945 alle malghe di Porzùs, Pasolini dichiara in una lettera a Luciano Serra del 21 agosto di essersi iscritto anch’egli al Partito d’Azione. A Guido questa sezione della mostra dedica, doverosamente, uno spazio importante.

Guido Pasolini con Renato Lena. Dopo il 25 luglio 1943, data che segna la caduta del fascismo, i due amici compiono numerosi atti di sabotaggio sottraendo armi e munizioni dagli aerei e dai depositi militari tedeschi presso il campo avio di Casarsa.

La fase successiva si intuisce fin dal manifesto dell’«Academiuta» pubblicato nello «Stroligut» dell’agosto 1945, dove si dichiara l’adesione del gruppo casarsese al movimento autonomistico friulano, fondato in quei giorni dall’avvocato Tiziano Tessitori. Pasolini aderisce all’Associazione per l’autonomia friulana il 30 ottobre coinvolgendo, poco dopo, l’intero gruppo dell’«Academiuta». Il 12 gennaio 1947 sottoscrive assieme a Gianfranco D’Aronco, Luigi Ciceri, Chino Ermacora, Alessandro Vigevani, Zefferino Tomè, Luigi Pettarin e Attilio Venudo il manifesto del Movimento Popolare Friulano per l’Autonomia Regionale.

Pasolini nel comitato promotore del Movimento Popolare Friulano per l’Autonomia Regionale.

Verso la fine dello stesso anno Pasolini inizia a frequentare la sezione di San Giovanni di Casarsa del Partito comunista e a collaborare con «Lotta e lavoro», il settimanale comunista dei lavoratori friulani. Poco dopo, in una lettera del 4 febbraio 1948 a Gianfranco D’Aronco la sua decisione di dimettersi dal Movimento per l’Autonomia.
In quegli stessi giorni ha modo di seguire da vicino le manifestazioni contadine del sanvitese per l’applicazione del Lodo De Gasperi. Dopo la sconfitta elettorale del 18 aprile 1948 Pasolini diventa il segretario della sezione di San Giovanni. Il 14 febbraio del 1949 siede al tavolo della presidenza del primo Congresso provinciale del PCI, ma non prende la parola per mancanza di tempo e il suo intervento sulla cultura verrà pubblicato solo successivamente con il titolo «Un intervento rimandato».

Valvasone, piazza del Castello, 4 novembre 1947. Pasolini, insegnante di lettere alle scuole medie, tiene il discorso commemorativo per la fine della Prima Guerra Mondiale.

A maggio è a Parigi come delegato per il Congresso mondiale della pace, che diventerà motivo di ispirazione anche per i manifesti murali che in quel periodo affigge insieme ai compagni della sezione nella loggia di San Giovanni. A fine ottobre a seguito della denuncia per corruzione di minori e atti osceni in luogo pubblico per i “fatti di Ramuscello”, Pasolini verrà espulso dal partito per “indegnità morale” e licenziato dalla scuola di Valvasone.
Sono soprattutto manifesti, articoli di giornale, lettere, minute autografe, fotografie a guidare il visitatore nel percorso alla scoperta della “stagione dell’impegno” di Pasolini, che sarà seguita, nella prossima “pillola”, dalla sezione “Dopo la fuga da Casarsa. Come in un romanzo.

– Fotografia in copertina: Congresso provinciale del PCI, Pordenone, 14 febbraio 1949.