Scopriamo la mostra – Pillola n°6: La vocazione pedagogica

In questa sezione della mostra, che vede esposte soprattutto molte fotografie e fra i vari materiali anche alcune incisioni di Virgilio Tramontin, uno degli artisti friulani più poetici nonché fra i fondatori dell’Academiuta, ripercorriamo la “vocazione pedagogica” di Pasolini – “uomo di scuola” fin dalla più giovane età – messa in luce da Andrea Zanzotto, poeta e amico, Enzo Golino, studioso che lo definì un “maestro naturale” e Nico Naldini. Scopriremo come Pasolini, quando la guerra rende impossibili i trasferimenti, istituisce a San Giovanni, per i ragazzi del paese, tra il 1943 e l’inizio del ‘44 una scuoletta alternativa con un ben definito corpo insegnanti: Giovanna Bemporad per greco e inglese, Cesare Bortotto per le discipline scientifiche, Riccardo Castellani per matematica e lo stesso Pasolini per le materie letterarie.

Pasolini con gli allievi della scuoletta di Versuta. Fotografia scattata da Elio Ciol il 18 febbraio 1945.

Ben presto arriva la diffida del Provveditore agli studi di Udine e l’attività deve trasferirsi nella casa della madre a Casarsa. Il clima di quelle lezioni “private” è ben testimoniato dal giovane cugino Naldini: “Pier Paolo aveva cominciato a dare a me e ai miei amici lezioni collettive di latino, letteratura italiana e lingua inglese. Sono state le più belle lezioni cui io ho partecipato in vita mia: Leggevamo i lirici classici; poi Baudelaire e i poeti spagnoli; Ungaretti era il più amato…”.

Il Casèl (casello) in mezzo ai campi di Versuta, dove si svolgevano le lezioni dei ragazzi della Scuoletta dell’Academiuta di lenga furlana.

A fine ottobre del 1944 Susanna e Pier Paolo, per sfuggire ai bombardamenti alleati (e in mostra vi sono anche alcune inedite fotografie degli effetti devastanti delle bombe) e ai rastrellamenti dei repubblichini, devono trasferirsi a Versuta, dove hanno preso in affitto una povera stanza in un casolare di campagna. Qui riprendono le lezioni, che si protrarranno per un paio d’anni dopo la fine della guerra, con una ventina di ragazzi del paese e della vicina Casarsa.

Pasolini con i colleghi docenti della Scuola Media di Valvasone, 1948.

L’ultima esperienza pedagogica in terra friulana lo vedrà insegnante di lettere dal 1° ottobre 1947 alla scuola media di Valvasone, a cinque chilometri da Casarsa, dove il preside Natale De Zotti ne rileva subito l’innato talento pedagogico, definendolo “maestro mirabile”.
– Fotografia di copertina: Valvasone, Scuole Medie, anno scolastico 1947-’48, Pasolini con i suoi alunni.