Mostra “La luce incisa”, di Elio Ciol

Il maestro Elio Ciol

Verrà inaugurata sabato 26 settembre, alle ore 17.30, presso il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia, la mostra fotografica “Elio Ciol. La luce incisa”, curata da Fabio Amodeo e realizzata dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini in collaborazione con la Provincia di Pordenone, l’Azienda Speciale Villa Manin, il Comune di Pordenone e la città di Casarsa della Delizia.
Sereno, monumentale, perfezionato sul piano delle luci, delle forme e delle proporzioni, lo sguardo di Elio Ciol sul paesaggio friulano rappresenta il punto più alto dell’esperienza artistica del maestro, la summa di tutte le sue ricerche legate alla perfezione del bianco e nero. I soggetti prescelti riportano all’anima profonda del Friuli, legati nello stesso tempo alla natura e alla mano paziente dell’uomo: i gelsi, i filari delle viti, le acque, i magredi, la pianura alluvionale, le lagune, i grandi cieli. Su di essi si posa lo sguardo di Elio Ciol, partecipe e insieme, apparentemente, impassibile. I soggetti mostrano se stessi, ma ci parlano anche di vibrazioni della terra, dei segni della storia, della natura profonda dei luoghi.
Sono il risultato di un processo di trasfigurazione, un processo insito nella natura stessa delle arti visive, che in sé comportano la creazione di un messaggio denso di spiritualità filtrato da elementi fisici, concreti, visibili. Ci sono due elementi che consentono questa trasfigurazione. Il primo è lo sguardo di Ciol, con la sua capacità di creare armonia attraverso ciò che si presenta davanti all’obiettivo. Il fotografo è legato a un elemento costitutivo al quale non può sottrarsi: dipende da ciò che la luce rivela davanti a lui, ma il suo potere consiste nel fatto di scegliere il momento, la luce, i rapporti tra i piani, le inquadrature. Di questa serie di scelte si alimenta il linguaggio fotografico.
Il secondo elemento è costituito dalla perfezione del bianco e nero. Nella fotografia ideale l’autore controlla ciascun tono e ogni sfumatura di grigio, perché è in grado di decidere fin dove arriva il bianco e dove comincia il nero. Le stampe di Elio Ciol, prodotto di un affinamento durato anni, si avvicinano più di quelle di qualunque altro autore alla fotografia ideale. È di questi elementi, controllo del linguaggio e perfezione del bianco e nero, che è fatto il respiro delle immagini de La luce incisa. Completa la mostra l’esposizione di otto scatti inediti, realizzati nel settembre 1963 ad Assisi, in occasione della presentazione del progetto cinematografico Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, poi girato l’anno successivo, per la gran parte a Matera. Otto scatti che il maestro Elio Ciol ha voluto donare al prezioso archivio del Centro Studi Pier Paolo Pasolini, arricchendone l’archivio con un gesto di sensibile generosità.

ELIO CIOL

LA LUCE INCISA

26 SETTEMBRE – 8 DICEMBRE 2009

a cura di Fabio Amodeo

Elio Ciol

nato nel 1929 a Casarsa della Delizia (Pordenone) dove tuttora vive e lavora, ha iniziato a lavorare da giovane nel laboratorio fotografico del padre, dove ha acquisito una vasta esperienza tecnica e ha maturato un proprio modo di leggere le opere d’arte. Tra il 1955 e il 1965 ha fatto parte del cineclub di Udine. Ha realizzato in questo periodo vari documentari a passo ridotto, premiati ai concorsi di Montecatini e Salerno. Dal 1955 al 1960 ha fatto parte del circolo fotografico “La Gondola” di Venezia.Nel 1962 ha partecipato come fotografo di scena al film “Gli Ultimi” di Vito Pandolfi e padre David Maria Turoldo. Nel 1963 ha collaborato con Luigi Crocenzi alla realizzazione della “Fondazione Arnaldo e Fernando Altimani per lo studio e la sperimentazione sul linguaggio per immagini”. A partire dagli anni Cinquanta ha elaborato un linguaggio personale nel settore della fotografia di paesaggio, che è andato costantemente evolvendosi fino ai tempi più recenti e che ha portato alla realizzazione di una lunga serie di libri fotografici e cataloghi di mostre. Nello stesso periodo, l’attività professionale del suo studio è stata dedicata prevalentemente alla produzione di campagne di documentazione di opere d’arte in Italia e in Europa che hanno portato Elio Ciol a collaborare a un imponente numero di pubblicazioni nel settore della storia dell’arte. Tra le sue mostre più significative, la personale del 1999 promossa dai Civici Musei e dal Comune di Udine nella chiesa di San Francesco e quella promossa dal Comune di Padova nel 2002 nel palazzo del Monte di Pietà. Nel 2004 la Provincia di Pordenone e il Comune di Casarsa della Delizia hanno promosso una mostra delle sue opere più recenti. Nel 2006 è stato invitato a esporre al Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo di Udine. Nello stesso anno la Cohen Amador Gallery di New York ha esposto una sua mostra personale. Nel 2007 è stato invitato per un’antologica al “Meeting per l’amicizia tra i popoli” a Rimini. Nel 2009 una retrospettiva personale della sua intera opera è stata ospitata dal Centro Candiani di Mestre. Elio Ciol ha sinora esposto le sue fotografie in 119 mostre personali e in 120 collettive. Le sue immagini hanno illustrato oltre 200 libri.

 

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